Hollywood Icons: le star si mettono in mostra

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Sarà al Palazzo delle Esposizioni (Roma) fino al 17 settembre la mostra dal titolo Hollywood Icons, che attinge a piene mani dalla collezione di John Kobal, lo storico del cinema che negli anni Sessanta riunì il lavoro di numerosi ritrattisti delle star hollywoodiane per allestire mostre presso – tra i tanti luoghi – il Victoria & Albert Museum e la National Portrait Gallery a Londra, il MoMA a New York, la National Portrait Gallery a Washington DC, il Los Angeles County Museum of Art a Los Angeles.

Hollywood Icons: una mostra, innumerevoli stili

Il visitatore è guidato all’interno dell’esposizione da un percorso cronologico, che gli permette di spaziare dalle grandi star del cinema muto – da Chaplin e Keaton a Lillian Gish – fino agli anni Cinquanta e Sessanta di Cary Grant, Marilyn Monroe e gli italiani Loren e Mastroianni. Con le epoche e i volti si attraversano anche gli stili: c’è la fotografia vagamente espressionista di George Hurrell, che fotografa Clark Gable con un’illuminazione non convenzionale, che ne distorce l’ombra in una sagoma irriconoscibile e sottolinea i difetti del volto dell’attore, ma anche quella più classica di Clarence Sinclair Bull, che nel ritrarre Grace Kelly opta invece per un chiaroscuro netto che esalta i lineamenti della bellissima diva.

Le icone hollywodiane non vengono però ritratte solo in studio e soprattutto non sono tutti (solo) attori: tra gli scatti figurano infatti anche alcune foto di scena, come quella di Orson Welles realizzata da Ernest Bachrach sul set di Quarto Potere o di Alfred Hitchcock, che lo stesso fotografo ritrae durante le riprese di Notorious. Quelli qui citati sono però solo una parte delle foto esposte nella mostra Hollywood Icons, che include immagini note (vi sfido a non trovare come minimo familiare il Marlon Brando de Il selvaggio) e scatti rari, imperdibili tanto per gli appassionati del grande cinema classico americano che della fotografia.

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Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

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