Francesco Sole a.k.a. Il Sovrano della Mediocrità

0
In foto, Francesco Sole, autore di Ti voglio bene

In foto, Francesco Sole, autore della raccolta di poesie Ti voglio bene

Gabriele Dotti è il suo nome, ha ormai superato il traguardo dei vent’anni e da tempo gode d’una preoccupante forma di popolarità: ecco come riassumere rapidamente il fenomeno conosciuto dai più con lo pseudonimo di Francesco Sole. Biondo, capelli curati, fisico sufficientemente allenato, occhi color del mare: già, non è difficile comprendere perché molte ragazzine pervase dai passionali impulsi dell’adolescenza lo esaltino senza tregua sin da quando, attraverso qualche
video pubblicato su YouTube
, Dotti ha scelto di tramutarsi in Francesco Sole, creatura altamente mediatica.

Certo, a ognuno i propri meriti: non bisogna dimenticare che il nostro eroe non avrebbe mai raggiunto simili vette, se non fosse stato spalleggiato da un personaggio quale Francesco Facchinetti. Curioso, vero? Pare che la mediocrità si trasferisca sempre secondo un lineare passaggio di consegne: prima fu il turno di Roby e dei patetici Pooh, quindi il momento di Francesco (il quale esordì vestendo i panni del ridicolo DJ Francesco) e infine lo scettro è passato a Sole.

Non si può negare: se il prodotto Francesco Sole circolasse soltanto all’interno dei confini di YouTube, non ci sarebbe molto di cui discutere. I suoi video, nei quali biascica malamente parole con le quali descrive svariate situazioni stereotipate, non sono certo più orribili dei filmati nei quali Greta Menchi urla come una pazza o cerca di giustificare la propria partecipazione a Sanremo. No, non sono peggiori neanche dei video girati dall’attuale girlfriend – tanto per essere al passo coi tempi – di Sole, ossia Sofia Viscardi: tra Fidanzati nei primi mesi VS Fidanzati dopo anni e 4 gennaio 2017, bresaola ovunque, bisogna ammetterlo, è difficile scegliere.

YouTube è una piattaforma così densa d’oppio, volendo introdurre con spensieratezza qualche elemento proveniente dalla terminologia di matrice marxista, che i video pubblicati da personaggi come Sole non destano alcuno scandalo: sono soltanto un altro profilo dell’intrattenimento – questo beato amante che tutti ricercano!
La verità, però, è che Sole il Conquistatore ha scelto di esplorare e di assediare anche territori ben diversi da YouTube: chi non ricorda, tanto per scegliere uno dei vari esempi, l’esperienza come conduttore di Tu Sì Que Vales, il programma di Mediaset contraddistinto dalla strepitosa presenza di Belen Rodriguez? Purtroppo, oltre all’ambito televisivo, Sole ha recentemente conquistato anche uno spazio nella terra dell’editoria, sempre più inquinata da scorie di vario genere.

Tra le varie zone del mercato editoriale, Sole non si è accontentato di occupare una squallida villetta nel quartiere dei romanzucci da youtuber, e non si è accontentato nemmeno di un bilocale nel grattacielo degli improbabili manuali biografici che oggi vengono pubblicati da tutti: sì, quei libri dalla forma indefinita il cui contenuto, fondamentalmente, sta nel nome di colui o colei che lo ha pubblicato – o forse qualcuno ha ricevuto un’illuminazione divina dopo aver letto la carta riempita da CiccioGamer? Re Sole ha preteso uno spazio proprio là, sull’Olimpo della Letteratura: ha preteso un terreno sul monte Poesia! Esatto: quel monte al quale si accede soltanto su convocazione, dopo anni d’introspezione e osservazione, dopo aver compiuto inenarrabili immersioni tra i più profondi segreti della Parola. Lì, proprio lì, il nostro prode condottiero ha conficcato le sue insegne.

Non è stato così difficile, a dire il vero. Secondo alcune voci, gli emissari di Sua Maestà hanno raggiunto il monte Poesia carichi di tesori preziosi, hanno incontrato un oscuro figuro che si è definito “il padrone del monte” e, dopo avergli consegnato gli scrigni ricolmi di ricchezze con i quali erano arrivati, si sono comodamente accampati sui dolci pendii del colle. Poi, a bordo del proprio destriero, Re Sole ha raggiunto i suoi ambasciatori e si è stabilito laddove riteneva di potersi acquartierare.


Le parole di Sole sono ingenue quanto una confortante frasuccia pronunciata da mammà nel momento del bisogno.


Alt! Non è forse troppo? Sole ha soltanto pubblicato una raccolta di poesie intitolata Ti voglio bene: perché sbeffeggiarlo con toni tanto aspri? È il 2017: credi forse che si debbano ancora scrivere sonetti dalle proporzioni trecentesche?

Non agitarti, cara coscienza: la Poesia può mutare quanto e come preferisce, ma il caso di Francesco Sole balza agli occhi perché, ahimè!, Francesco Sole è stato incoronato con l’alloro senza che sia mai riuscito a immergere almeno la punta dell’indice tra le acque che ispirarono e ispirano i sublimi cantori del passato e del presente. Il testo pubblicato da Sole è soltanto un libercolo composto da scaglie d’intonaco: dando alle stampe qualcosa di simile, Sole si è dimostrato tremendamente incapace di abbattere quel muro che divide il detto dal dicibile – il primo è il terreno arido in cui non esiste possibilità poetica, mentre il secondo è il luogo in cui la sensibilità poetica compie se stessa conducendo alla florida creazione. È riuscito soltanto a grattare qualche superficiale frammento d’intonaco dalla parete: tra le sue parole non si riscontra alcuna originalità, sembrano termini ammucchiati con facilità, senza troppe riflessioni, ingenui quanto una confortante frasuccia pronunciata da mammà nel momento del bisogno – non casualmente, una delle sue poesie dice: “Devi semplicemente piacerti”.

Da Ti voglio bene emerge una banalità canonica – totalmente e propriamente insapore –, una mediocrità che si denuda in tutto il suo caratteristico grigiore: trabocca delle parole che chiunque utilizza quando, esibendosi in un patetico eppure comprensibile slancio, intende conferire un habitus poetico a ciò che dice; trabocca della presunzione e dell’assuefazione che colpiscono chi, colto dai miraggi, ha l’illusione di trovarsi oltre il muro di cui prima.

Ti voglio bene è una parata di similitudini infantili scritte con pretenziosa ingenuità; Ti voglio bene è un tripudio di scelte negoziate a tavolino con gli editori e coloro che gestiscono l’immagine di Sole, la quale costituisce il suo bene più prezioso; Ti voglio bene è impersonale, privo di qualsiasi intimità, ripetitivo, costantemente in bilico tra lo slogan pubblicitario che si potrebbe leggere su qualsiasi cartellone e il sentimentalismo adolescenziale che Sole abbraccia con sciocca inconsapevolezza.

No, il problema non sta nel minimalismo delle scelte stilistiche operate da Sole: l’intelligenza che, ad esempio, si può ravvisare nei componimenti di William Carlos Williams è ad anni luce di distanza dal carattere intrinsecamente presuntuoso che aleggia tra le fiacche parole di Sole.

Un poeta latino consigliava di preservare le proprie satire per nove anni, prima di pubblicarle: forse Sole dovrebbe allinearsi a tale suggerimento, perché la Poesia non è un’autostrada sulla quale sfrecciare inanellando parole da dare in pasto a giovani menti dall’indole consumistica. È altro. È oltre.

About author

Francesco Formigari

Francesco Formigari

Ai gentili curiosi. Carissimi, Francesco Formigari non s'acchiappa né s'ingabbia, ma si nasconde tra le virgole e gli spazi che con pazienza ammucchia. Vi saluta con affetto.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi