Ma quanto è rock Bulgakov

1
Collage con ritratto di Mikhail Bulgakov, autore de Il Maestro e Margherita. Opera di Heather Hermit, per il State Mikhail Bulgakov Museum

Collage con ritratto di Mikhail Bulgakov, autore de Il Maestro e Margherita. Opera di Heather Hermit, per il State Mikhail Bulgakov Museum

“Il diavolo esiste e ci sta parlando”. Cosi dichiara Michail Bulgakov nel suo romanzo più famoso, Il Maestro e Margherita. Woland, così si presenta nel primo capitolo, è un gentiluomo che scende nella Mosca comunista degli anni Trenta con due principali scopi: salvare un manoscritto e smascherare i cittadini, dimostrando loro che no, non sono cambiati poi tanto nonostante la rivoluzione del ’17: sono ancora umani e volubili.

Nel 1968, poco dopo la pubblicazione del romanzo in Inghilterra, un giovane Mick Jagger si appassiona alla lettura e soprattutto a uno dei suoi personaggi principali e compone uno dei pezzi storici dei Rolling Stones, Sympathy for the Devil.


Vi prego concedetemi di presentarmi
Sono un uomo ricco e raffinato.
Sono stato in giro per tanti e tanti anni
Ho rubato anima e fede di molti uomini.
Ero presente quando Gesù Cristo
Ebbe il suo momento di dubbio e sofferenza
Ho voluto essere del tutto sicuro che Pilato
Si lavasse le mani e segnasse il suo destino

Piacere di incontrarvi
Spero che indovinerete il mio nome
Ma ciò che vi mette a disagio
È la natura del mio gioco

Guardai con gioia
Quando i vostri re e regine
Si combatterono per dieci decadi
Per gli dei da loro inventati
Urlai forte “Chi ha ucciso i Kennedy?”
Quando in realtà siamo stati voi e io

Quindi vi prego lasciate che mi presenti
Io sono un uomo ricco e raffinato.
E metto trappole per trovatori
Che vengono uccisi prima di giungere a Bombay

Proprio come ogni poliziotto è un criminale
e tutti i peccatori sono santi
Quindi se mi incontrate abbiate un po’ di cortesia
abbiate un po’ di comprensione e di gusto
usate tutte le vostre ben studiate buone maniere
o manderò la vostra anima in rovina


Il diavolo non era solo a Mosca, sembra dirci: non veste stravagante e non parla di religione. Un individuo affascinante, che muove i fili senza farsi notare, che promette molto per ottenere ciò che interessa a lui. Proprio come nell’opera di Bulgakov.

Nella prima scena in cui appare nel romanzo “Sembrava avere poco più di quarant’anni: bocca stranamente storta, ben rasato, bruno, l’occhio destro nero, il sinistro chissà perché verde, sopracciglia nere, una più alta dell’altra; tutto sommato, uno straniero”: ora invece assomiglia agli altri, superandoli però in fascino.

Se il Woland di Bulgakov, come cita l’epigrafe del romanzo, è “parte di quella forza che vuole costantemente il male e opera costantemente il bene” rientrando in un progetto più grande, quello di Jagger & co. è indubbiamente più umano ed egoista: non c’è nessun proposito buono nel suo agire, infatti, quanto invece un forte autocompiacimento che deriva dall’esercitare il proprio potere.

I Rolling Stones non sono l’unico gruppo rimasto impressionato dal romanzo: anche gli scozzesi Franz Ferdinand hanno ceduto al fascino di una dei protagonisti, Margherita. Donna forte e innamorata della propria indipendenza, collabora con Woland per restituire al suo amato il manoscritto sulla Passione di Cristo che aveva distrutto per paura del regime (i temi religiosi erano vietati).

In un capitolo del romanzo, si trasforma in strega e vola fino alla casa di uno dei critici che stroncarono il Maestro. Una volta distrutto il lussuoso appartamento dell’intellettuale moscovita, riprende la scopa e inizia un volo sopra Mosca, che la porterà a un ballo organizzato da Woland.


Volgendo la testa in su e a sinistra, essa ammirava la luna che, come impazzita, filava indietro sopra di lei verso Mosca e, cosa strana, nello stesso tempo rimaneva immobile, cosicché si vedeva distintamente su di essa un che di misterioso e di scuro, forse un drago, forse un cavallino alato col muso aguzzo rivolto verso la città abbandonata. In quel punto Margherita fu assalita dal pensiero che, in fondo, non avrebbe dovuto volare così freneticamente, perché si privava della possibilità d’osservare bene le cose e d’inebriarsi del volo, come si conviene. Qualcosa le diceva che là dov’era diretta l’avrebbero aspettata e che quindi era inutile sottoporsi al fastidio di una velocità e di un’altezza così insensate.


Love and Destroy riprende proprio questo brano:

Sono cosi libera che potrei lacerarmi
strapparmi le vesti dal petto
Volo sopra i cieli di Mosca
Sto per strappare, non mi fermerò più
Ti incontrerò a mezzanotte
non sono abituata a stare sola
ho ancora molto da imparare, o imparare come morire
Margherita, ama e distruggi

Margherita è una donna determinata, che farebbe di tutto per raggiungere il proprio obbiettivo e che rinuncia a compromessi e vantaggi pur di salvare l’amato. Qui, nella versione dei Franz Ferdinand, il personaggio diventa emblema di un tipo di amore che sconvolge abitudini, ritmi e routine: di lei non è importante che sia stata trasformata per compiere un progetto, ma che si senta libera dopo che qualcuno l’ha svincolata dai legami con la vita di prima. Tema perfetto per un pezzo rock, giusto?

Nella realtà la Margherita di Bulgakov fu Elena Šilovskaja, che lo aveva seguito nella scrittura della maggior parte del romanzo e ultimò il romanzo, rimasto incompiuto alla morte dell’autore nel 1940. Proprio come il personaggio del libro, si prese la responsabilità di salvarlo dalle fiamme dell oblio e fu grazie a lei che venne pubblicato in Unione Sovietica tra il 1966 e il 1967.

Il terzo protagonista del romanzo è il Maestro, anch’esso reale. E, se è vero come disse Billie Joe Amstrong che il rock è soprattutto libertà d’espressione (“Credo che sia la cosa più liberatoria che esista al mondo”[1]), lui è il più rock di tutti.

Il Maestro è l’autore di un’opera sull’incontro tra Ponzio Pilato e Jeshua Ha-Nozri che viene rinchiuso in un manicomio dopo esser caduto in depressione. Sarà Margherita a recuperare il manoscritto perduto e a liberarlo.

Il personaggio presenta analogie molte forti con il suo autore: Michail Bulgakov viveva sotto un regime che non approvava e che gli era profondamente ostile. Le sue opere vennero setacciate con particolare attenzione dalla censura ogni volta che provò a pubblicarle; la sua abitazione nel 1926 venne perquisita e i suoi diari sequestrati; la sua opera teatrale La Fuga venne approvata e poi fermata (non venne mai rappresentata: nonostante le difficoltà economiche, infatti, Bulgakov rifiutò di apportarvi le modifiche richieste dal regime); gli venne negato l’espatrio a Berlino e Parigi e nel 1930 venne vietata la messa in scena delle opere scritte fino a quel momento.

Bulgakov era allora un uomo di talento che non poteva esprimersi e che si trovava in gravi difficoltà economiche, in una condizione pesantissima da sopportare soprattutto psicologicamente. In quel periodo scrisse in una lettera al fratello : «Con queste stesse mani ho gettato nella stufa le minute di un romanzo sul diavolo, di una commedia e l’inizio di un altro romanzo»[2].

Era Il Maestro e Margherita e i suoi protagonisti erano persone reali. Aveva infatti iniziato la relazione con una donna sposata, proprio come il Maestro:e come nel romanzo sarà lei a permettere che il suo lavoro venga pubblicato e sopravviva alle condizioni durissime in cui era nato.

Nel 1931, un anno dopo aver distrutto la prima versione iniziò a riscrivere l’opera, continuando a lavorarci negli anni successivi con l’aiuto di Elena. Tutto ciò che sentiva e che aveva osservato non poteva morire soffocato da una censura che voleva isolarlo: il manoscritto non poteva bruciare.

Sono innumerevoli le bibliografie che commentano il romanzo: i suoi temi non sono appassiti col cambiare dei tempi, ma hanno continuato a sbocciare, regalandoci fiori di realtà indelebili.

Questo è così vero che li troviamo ancora oggi in canzoni assolutamente contemporanee, che addirittura ci aiutano a leggere meglio il romanzo. Esistono davvero persone affascinanti che ci dicono ciò che vorremmo sentirci dire, ma forse non lo fanno per generosità; esistono davvero gli amori che consumano e bruciano e che fanno impazzire; infine, non sono le situazioni a decidere chi siamo e non ci forniscono un alibi per giustificare come agiamo, bensì le nostre scelte.

ll Maestro e Margherita vince per la sua capacità di cogliere in numerose istantanee temi attuali e imperituri, per il coraggio con cui è stato impaginato per consegnarci una goccia di splendore, come avrebbe detto qualcuno. Bulgakov è stato rock prima del rock.


Fonti:
1. Testimonials > Billie Joe Armstrong su Th Fuzzy Dice
2. Bulgakov, Il Maestro e Margherita su Libero Pensiero News

About author

Ilaria Arghenini

Ilaria Arghenini

Amo viaggiare e conoscere persone che hanno voglia di raccontare, che è un po’ come viaggiare. Vivo in un piccolo paese lombardo e studio Lingue e Comunicazione a Milano, ma tendo a scappare in treno, aereo o bici appena possibile. Da grande farò la compositrice di domande perché da sola non basto a farne quante vorrei.

1 comment

  1. Francesco Formigari
    Francesco Formigari 1 agosto, 2017 at 20:28 Rispondi

    Una trama brillantemente costruita: ricerche e comparazioni ermeneutiche che si snodano in maniera entusiasmante tra l’ambito letterario, l’ambito musicale e l’ambito storico-biografico. Un ottimo omaggio a Bulgakov, sospeso piacevolmente tra le vicende dello stesso autore e le evoluzioni che in altri contesti storico-culturali “Il Maestro e Margherita” ha vissuto. Complimenti!

Post a new comment

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi