Waking life, la vita è un sogno

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Un frame tratto da Waking Life (Richard Linklater, 2001)

Un frame tratto da Waking Life (Richard Linklater, 2001)

Waking life – film d’animazione del 2001, diretto da Richard Linklater e realizzato con la tecnica del rotoscope (ovvero dopo essere stato girato, ogni fotogramma è stato ridisegnato come cartone animato) – inizia con la seguente frase che preannuncia lo svolgimento dell’intero film:

Il sogno è il destino.

Un bambino nel giardino, occhi rivolti verso il cielo, segue il viaggio di un meteorite. A un certo punto inizia a fluttuare e lo ritroviamo, cresciuto, nel momento del risveglio. Inizia, quindi, per il protagonista un susseguirsi incalzante di incontri con personaggi che pontificano su diversi argomenti. Tuttavia, egli si risveglia in continuazione, ma mai del tutto. Qual è, dunque, la differenza tra sogno e realtà? Possiamo forse affermare che la realtà sia soggettiva e quindi assimilabile al sogno? Possono coincidere o c’è una sottile linea di differenza, magari rappresentata dai sogni lucidi?

Proprio grazie alla miriade di persone che il protagonista incontra durante la sua “vita-sogno”, si possono cogliere i temi portanti del film. L’importanza del credere che siamo noi stessi – noi individui – a creare la nostra vita, a essere responsabili di chi siamo, senza mai considerarci vittime; il ruolo della società nel renderci vulnerabili e alienati; l’importanza dell’arte e del raccontare le persone (descrizione che si adatta al film), sono solo degli esempi.

Probabilmente per deformazione personale, tra il susseguirsi dei discorsi filosofici, mi ha colpito quello riguardante il linguaggio, nato per trascendere l’isolamento dell’uomo e comunicare con gli altri. Quindi, se voglio esprimere la mia felicità, è molto probabile che mi esprima usando il termine “felice”. Il suono della parola raggiunge quindi l’orecchio del mio ascoltatore, viaggia nel suo cervello sondando i ricordi collegati alla parola. Ma come faccio a sapere che l’altra persona ha realmente capito cosa intendo? Come posso essere certo che il mio concetto di felicità rispecchi quello di un altro? Forse non esiste una risposta. Eppure quando conversiamo con qualcuno con cui abbiamo una forte intesa o quando leggiamo un passaggio particolare di un libro, sentiamo di aver creato un contatto, di essere capiti.

Waking life è un film impegnativo che affronta moltissimi temi e che procede per metafore, riferimenti e intuizioni. Ammetto che anche alla seconda visione non mi risulta ancora del tutto chiaro, ma ogni volta aggiunge un piccolo tassello alla mia piccola interpretazione personale.

Qual è la caratteristica più universale? La paura o la pigrizia?

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Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

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