Il dualismo di Anish Kapoor

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Dark brother (2005), opera dell'artista Anish Kapoor esposta al Madre, Napoli

Dark brother (2005), opera dell’artista Anish Kapoor esposta al Madre, Napoli

La prima volta che sono stata al MADRE (Museo d’arte contemporanea di Napoli) sarà stato almeno quattro estati fa, non avevo idea che avrei intrapreso studi artistici né che l’afa mediterranea mi avrebbe spinto nelle braccia di uno degli artisti più geniali del ‘900. Anish Kapoor è uno scultore indiano, naturalizzato britannico. Appassionandosi alle “macchine celibi” di Duchamp, ne fa il suo trampolino di lancio.

Kapoor fonda tutta la sua carriera artistica su un linguaggio dualistico: luce e ombra, negativo e positivo, maschile e femminile, materiale e immateriale, interno ed esterno, pieno e vuoto, concavo e convesso. L’antitesi diventa tema, lo scontro e incontro perenne tra la cultura Occidentale e Orientale, riflessione della doppia origine dello scultore. Kapoor trae il suo immaginario cromatico dalla tradizione indiana: utilizza pigmenti colorati,
smaglianti, intensi. Per lui il colore non è solo colore, è simbolo: il rosso è passione, tormento, è corporeità, è il sangue umano che scorre nelle vene; il blu è tutto ciò che è spirituale, sublime e trascendente.

Riflettere per capire: le sculture di Anish Kapoor

Anish Kapoor è lo scultore della riflessione, è difficilissimo capire una sua opera a prima vista. Come egli stesso dice: «Sono molto interessato al non-oggetto o il non-materiale. Ho fatto oggetti in cui le cose non sono quello che in un primo momento sembrano essere. Una pietra può perdere il suo peso o un oggetto in modo speculare può mimetizzarsi nei suoi dintorni da apparire come un buco nello spazio». La sua arte è sintesi di ciò che non è ma che può diventare, se guardato bene.

Proprio così è, infatti, l’opera che ho citato all’inizio (immagine in alto, ndr): Dark Brother. L’opera appare come un “buco nero” nel pavimento che ci attrae e ci attira verso di sé. La superficie piatta, se osservata bene, nasconde una notevole profondità. Come se fosse stato scavato un tunnel sotterraneo proprio dentro al museo. Ed eccolo qui, il dualismo si ripresenta: il convesso diventa concavo. Ciò che all’occhio appare, non è ciò che realmente è.

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Alice Sagrati

Alice Sagrati

Carbonara, Peroni e libri pesantissimi. Ho un brutto rapporto con lo scorrere del tempo e con le persone autoritarie. Non conosco quasi niente, sogno quasi tutto. 20 anni, studentessa di Storia Dell’Arte.

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