Franca: Chaos and Creation, una lettera d'Amore

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Franca Sozzani in un'immagine tratta da Franca: Chaos and Creation

Franca Sozzani in un’immagine tratta da Franca: Chaos and Creation

Era il 2 settembre 2016 quando Franca: Chaos and Creation veniva presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, alla proiezione era presente anche la protagonista, Franca Sozzani, che pochi mesi dopo sarebbe morta in una fredda giornata di dicembre.

Il documentario è girato dalla persona che forse la conosceva meglio di tutti, suoi figlio, Francesco Carrozzini. Il risultato è un ritratto intimo, particolare, che nasce dalla duplice voglia di scoprire sua madre e allo stesso tempo raccontarla al pubblico per come l’aveva conosciuta lui. Carrozzini dopo la morte del padre si rende conto che sua madre è tutto ciò che gli resta e in lui nasce il desiderio di instaurare una connessione più profonda, usando quindi la telecamera come mezzo per esplorare il loro rapporto, in un modo nuovo e per dare voce a domande che non le aveva mai fatto prima.


Volevo capire le sue scelte personali, avere un accesso privilegiato al mondo della moda attraverso la sua esperienza e condividere i momenti più importanti della sua rivoluzionaria carriera. Questo film, che ho completato in quattro anni, è tanto un testamento alla sua storia, quanto un atto d’amore.


Scopriamo una persona oltre il personaggio, scopriamo una rivoluzionaria che ha cambiato per sempre il mondo della moda, facendo di un piccolo giornale come Vogue Italia un marchio mondiale, ma soprattutto scopriamo una Donna, una persona che ha come unico rimpianto non aver mai trovato il principe azzurro, che trova il suo univo vero Amore in suo figlio.

Carrozzini invece spiega di aver «scoperto la sua creatività. Quando a scuola mi chiedevano cosa facesse mia madre, a sei anni ero convinto avesse un’edicola. Non mi sono mai reso conto della statura creativa di questa donna. Scavando negli archivi e sentendo le storie delle persone con cui ho collaborato mi sono reso conto del suo spessore. Molte cose non ci sono nel film, ho scoperto che i genitori sbagliano, sono esseri umani come noi».

A non essere mostrate sono le battaglie che Franca aveva intrapreso, ma di cui Carrozzini parla in conferenza quando gli viene chiesto se avrebbe continuato i progetti nel mondo della moda della madre: «Mia madre non ha mai voluto pubblicizzare troppo quello che faceva. Ho scoperto solo adesso la sua ambassadorship per il World Food Programme, mi sto confrontando con queste persone». Spiega che invece ha preferito «raccontare la sua creatività, il suo coraggio, la sua unicità e allo stesso tempo noi. Non volevo pubblicizzare qualcosa fuori dal suo lavoro, ero un anno e mezzo che sarebbe morta a un certo punto e quindi non volevo renderla martire, una donna, una madre».

A fare da intermezzo nel racconto e a impreziosirlo abbiamo le preziose testimonianze di grandi stilisti come Valentino e Karl Lagerfeld, di artisti come Naomi Campbell, Marina Abramović e Courtney Love, ma anche di fotografi come Peter Lindbergh. Quest’ultimo probabilmente la persona che più ha conosciuto il suo modo di lavorare la descrive come «un angelo e allo stesso tempo una guerriera».

Il documentario Franca: Chaos and Creation sarà nelle sale fino a mercoledì 27 settembre e da ottobre sarà disponibile su Netflix. Inutile dire che vi consiglio di dargli una possibilità e non partire prevenuti, come avevo fatto io, perché scoprirete una persona che ha cambiato il mondo e lo farete attraverso un documentario fantastico, che unisce uno splendido lavoro della fotografia a una narrazione avvincente, che solo un figlio poteva fare della madre.

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Francesco Montagnese

Francesco Montagnese

Classe '97, Calabrese di nascita, ma romano d'adozione. Nel tempo libero scrivo poesie e suono il violino.

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