Alessandro Ragazzo: i giovani che sanno osare

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In foto, il cantautore Alessandro Ragazzo, classe 1994

In foto, il cantautore Alessandro Ragazzo, classe 1994

Alessandro Ragazzo è un giovane artista, classe 1994. Con all’attivo più di 250 live, dopo aver solcato tra i più importanti palchi come Home Festival, Teatro Geox e aver aperto i concerti di artisti della scena come Patty Pravo e Giorgio Poi, ora ci propone il suo nuovo EP New York, uscito lo scorso maggio. Abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con lui. Ecco a voi!

Ciao Alessandro. Per prima cosa una domanda su di te come persona: se dovessi partire e potessi portare con te solo tre oggetti, cosa porteresti e perché? E dove andresti?

Ciao a tutti. Caspita, questa è una domanda difficilissima, giuro. Non so… Allora, potrei portare forse la mia chitarra acustica a cui sono molto affezionato, però dipende dalla meta… È necessario prendere un aereo? Sai, ho una camicia che mi piace molto, ma potrei trovarne una più bella nel posto in cui vado. Di solito non è cosa porteresti su un’isola deserta? Scusa, mi sto dilungando. Diciamo che tutto quello che porterei è tutto quello che non ho.

La tua top three di musicisti e come ti hanno influenzato.

Cavolo, odio le classifiche, quindi non lo farò. Ti dico i primi tre nomi che mi vengono in mente ma senza ordine.
Direi i Radiohead che mi hanno insegnato la “sperimentazione pop”, o qualcosa del genere. John Frusciante, che come chitarrista mi ha fatto capire come si può toccare col cuore una chitarra, avendo groove, sporcizia e un’anima unica, e come cantautore mi ha fatto scoprire un mondo fatto di deliri e profondità. Infine, credo Lucio Battisti per il suo approccio alla musica, per come teneva il palco con una chitarra (spesso scordata) e la sua voce sicuramente non virtuosa ma con un’enorme personalità. Ma mi dispiace non citare Tim Buckley, i Pink Floyd, Jimi Hendrix, gli Alt-J, i primi Coldplay e tanti altri che mi hanno influenzato veramente molto.

Dettaglio della copertina di New York, il nuovo EP di Alessandro Ragazzo

Dettaglio della copertina di New York, il nuovo EP di Alessandro Ragazzo

Sei giovanissimo ma già una carriera avviata come cantante e chitarrista. Ma se dovessi dirne solo uno, quale sarebbe nella tua vita il tuo principale obiettivo?

Qua mi fate sempre scegliere, che è la cosa che so fare peggio, quasi quanto rispondere alle interviste (ride, ndr). Direi che il mio principale obiettivo è quello di imparare a scegliere e di imparare a rispondere alle domande delle interviste, magari mentre sto suonando. Speriamo!

Non male, direi che sono cose importanti. Comunque, chi fa arte ha sempre qualcosa da raccontare. Cosa vuoi trasmettere al tuo pubblico con le tue canzoni?

Più che trasmettere qualcosa, vorrei creare un canale tra me e le persone, in cui si amplifica l’empatia e la sensibilità, poi quello che uno sente è totalmente soggettivo e, se è sincero, è sempre da apprezzare.

Come e dove nascono i tuoi pezzi? Raccontaci la storia di questo tuo ultimo EP, New York.

I miei pezzi nascono chitarra, voce e spritz tendenzialmente, a volte anche con il piano e il whiskey. Il luogo poi è abbastanza casuale: potrei essere a casa, in studio, in una stanza d’albergo, in un parchetto, in Italia, all’estero, sul letto o per terra. New York nasce in un periodo di grande insicurezza personale e credo che questa fragilità si colga attraverso la musica, e proprio l’aver creato questa cosa, insieme al mio produttore Alessandro Favero, mi ha dato una spinta e un incoraggiamento molto importante che mi ha permesso di fare una marea di cose dopo. Questo EP parla di amori non riusciti, dubbi esistenziali, paura e vergogna, mancanza di rispetto e poca voglia di alzarsi in piedi la mattina: diciamo che non è un’esplosione di gioia ma si sa che la musica felice non sempre è bella!

About author

Sofia Longhini

Sofia Longhini

Sofia, classe 1996. Nasce in una piccola città di mare, ma viene ben presto rapita dai portici di Bologna, ombelico di tutto, dove studia Lettere Moderne. Scrive anche per Mangiatori di Cervello. Ama l'arte, il cinema e il cantautorato. Il teatro e il buon cibo. Leggere leggere leggere. E poi, naturalmente, scrivere.

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