ElleborN: «Magari ci chiamasse Battiato»

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In foto, gli ElleBorN

In foto, gli ElleBorN

ElleBorN è un progetto musicale nato a Roma, nel 2015, e fondato da Elle (voce e synth) e Lucio De Angelis (batteria e psd elettronico), a cui – più recentemente – si è aggiunto un terzo componente, Simone Fedele (chitarra elettrica e synth). Il 10 settembre è uscito il loro primo album di inediti, Just A Grain Of Sand, e qui lo raccontano.

Siete una band electronic/alternative rock, ma non amate le etichette. Quindi vi chiedo di raccontarmi chi eravate prima di essere gli ElleborN.

Prima di essere gli ElleBorN, eravamo dei musicisti. Lo siamo sempre stati, fin da piccoli. Ognuno aveva i propri progetti, più o meno sempre sul filone pop-rock. Dopo quindici anni, durante i quali non ci siamo più visti, né sentiti, io (Elle, ndr) e Lucio (De Angelis, ndr) ci siamo rivisti e abbiamo deciso di iniziare un nuovo capitolo della nostra storia musicale. Poi è arrivato anche Simone (Fedele, ndr).

Da dove nasce il nome ElleborN?

Elle è il mio nome d’arte. Quando stavamo decidendo il nome da dare alla nostra band, ho espresso a Lucio il desiderio di mantenerlo comunque anche in questo progetto. Insieme abbiamo scelto di affiancargli la parola born, che in inglese significa “nato”. Perché, dopotutto, per noi gli ElleBorN rappresentano un po’ una rinascita artistica.

Per la realizzazione del vostro tour, che ha toccato le più importanti città d’Italia ed estere, vi siete avvalsi di un crowdfunding. Si parla sempre poco delle difficoltà che incontrano gli artisti emergenti. Vorrei foste voi a raccontarmi quando sia difficile e quanta tenacia serva per non arrendersi.

Il crowdfunding per la realizzazione del tour è ancora in piedi. Invece, per quanto riguarda il nostro primo disco, Just A Grain Of Sand, lo abbiamo finanziato interamente noi e vi possiamo assicurare che resistere alla moltitudine di difficoltà che si incontrano è davvero difficile. C’è poi il problema di scegliere bene a chi affidarsi. Oggi esistono tantissimi studi di registrazione, produttori, booking e uffici stampa, molti dei quali improvvisati dall’oggi al domani, che creano ancora più confusione nel mondo discografico.

Dicevamo, appunto, che poco più di un mese fa, il 10 settembre, è stato pubblicato il vostro primo disco di inediti, Just A Grain Of Sand. Vi va di raccontarmelo?

Just A Grain Of Sand (o JAGOS, come ci piace chiamarlo) è il primo lavoro degli ElleBorN. Si tratta di nove tracce, che raccontano tutta la nostra vita di questi ultimi tre anni. Ogni brano contiene sensazioni, emozioni e storie di ciò che ci ha resi quello che siamo oggi.

Recentemente è stato rilasciato il secondo singolo, Jasmine, che racconta il delicato rapporto tra genitori e figli.

I rapporti genitori/figli sono quasi sempre molto complicati per tutti: chi non ha avuto problemi, può ritenersi davvero una mosca bianca. Jasmine è la storia di una bambina che cerca di far capire al proprio papà quanto sia importante per lei guardare nel suo cuore e riempirsi di quell’amore, che a volte non si riesce a mostrare con molta facilità.

Fare musica, in Italia, soprattutto quando non si passa attraverso i talent, è sempre più difficile. Serve più coraggio o incoscienza per intraprendere il mestiere del musicista?

Servono tutte e due le cose. Il coraggio è obbligatorio: senza quello, è meglio non intraprendere nessuna strada. Ma anche l’incoscienza è d’obbligo. Se ti metti a pensare con consapevolezza a tutte le assurdità attraverso le quali sei costretto a passare per inseguire il sogno della musica, molli tutto e fai un biglietto per Honolulu subito! (ride, ndr)

E, a tal proposito, come mai mancano i talent nel vostro curriculum? Si tratta di una scelta o di un caso?

No, non si tratta di una scelta o di una presa di posizione. Secondo il nostro punto di vista, oggi come oggi, bisogna tentarle tutte. Com’è che si dice in inglese? No regrets!

Il nostro paese, inoltre, sembra sempre più restio a supportare gli artisti italiani che cantano in inglese. Quanto è difficile cantare in inglese in Italia?

Secondo noi, oggi, è difficile suonare in generale. La situazione peggiora di anno in anno per tutti, non solo per gli emergenti, purtroppo. Sicuramente cantare in una lingua ancora non ben compresa, in questo nostro bel paese, non facilita le cose. In ogni modo, oggi siamo così, ma non escludiamo di sperimentare l’italiano in futuro.


Cantare “sole cuore amore” per appagare le voglie dell’ego? No, grazie. Ma se Battiato con uno dei suoi testi, ben volentieri.


Quindi, in cambio del successo immediato, fareste il compromesso di cantare in italiano?

Bella questa domanda! (scoppia a ridere, ndr) Cantare “sole cuore amore” per appagare le voglie dell’ego? No, grazie. Ma se, per una collaborazione, dovesse spuntare qualche super mito, tipo Battiato, con uno dei suoi testi, ovviamente ben volentieri.

Facciamo un passo indietro: quali sono gli artisti che hanno accompagnato la vostra crescita personale e artistica?

Ce ne sono moltissimi e di vari generi. Per citarne qualcuno: Muse, Placebo, Pink Floyd, Moderat, Thirty Seconds To Mars, Florence And The Machine, Coldplay, Oh Land e tanti, tantissimi altri.

Nelle mie interviste, mi piace sempre dedicare un piccolo spazio ai sogni. Immaginatevi tra dieci anni, cosa vedete?

Tra dieci anni, come dicevano le nostre nonne, «beato chi c’ha n’occhio»! (ride, ndr) Siamo molto proiettati sul presente. Davvero, non sappiamo cosa accadrà e dove saremo, ma stiamo cercando di seminare bene per poi raccogliere buoni frutti.

Concludo le mie interviste sempre con la stessa domanda: qual è la parola più importante della vostra vita?

La parola magica per gli ElleBorN è “ottimismo”. Senza quello e un pizzico di fortuna saremmo perduti.

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Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

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