Hokusai e il racconto di un'epoca

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La grande onda di Kanagawa, di Katsushika Hokusai

La grande onda di Kanagawa, di Katsushika Hokusai

Come forse molti di voi già sanno, quest’anno si celebra il centocinquantesimo anniversario delle relazioni di amicizia fra Italia e Giappone. Per festeggiare quest’evento sono state organizzate molte mostre nei due Paesi, al fine di promuovere la cultura dell’altro.

L’11 ottobre a Roma è stata inaugurata presso il museo dell’Ara Pacis, alla presenza dell’ambasciatore giapponese e del vice-sindaco, la mostra dedicata a uno dei più grandi maestri dell’Arte Orientale, Hokusai, in esposizione fino al 14 gennaio 2018.

La mostra racchiude più di 200 opere, che verranno esposte a rotazione, in modo tale da permettere che queste non si deteriorino e che possa essere garantita un maggior numero di quadri possibile. I dipinti di Hokusai sono inoltre accompagnati da quelli di Eisen, altro grande artista giapponese nato circa trent’anni dopo, ma ispirato fortemente da Hokusai, e da quelli di altri suoi allievi come Katsushika Hokumei, Teisai Hokuba, Ryūryūkyo Shinsai, Gessai Utamasa, Totoya Hokkei. Tuttavia mentre Hokusai preferisce lasciarsi ispirare dal clima contemplativo della natura, Eisen racconta sopratutto scene della vita domestica.

Sfortunatamente le sale sono poco illuminate, forse per via della fragilità dei materiali utilizzati per le opere, e fotografare risulta parecchio difficile, ma può essere anche visto come un modo per concentrarsi sulle singole opere e sui loro dettagli, che vi assicuro sono tantissimi e splendidi.

Viewing the Sunset over Ryōgoku Bridge from the Onmaya Embankment, di Katsushika Hokusai

Viewing the Sunset over Ryōgoku Bridge from the Onmaya Embankment, di Katsushika Hokusai

Hokusi: il percorso della mostra

La prima parte del percorso è chiamata Meisho (che letteralmente significa “Luoghi Celebri”) ed è composta da immagini talmente famose da essere state prodotte in serie all’epoca, come per esempio le famosissime Trentasei vedute del monte Fuji, nelle quali spiccano la Grande Onda e il Fuji Rosso. Le opere presenti ebbero un impatto fondamentale nella cultura di massa, tanto da ispirare perfino i grandi geni della pittura occidentale di quel periodo, come Van Gogh, Monet, Manet.

La seconda sezione, Beltà alla moda, ha come soggetto la bellezza femminile, specialmente quella delle cortigiane, delle geisha e delle prostitute, tutte idealizzate e rese simboli di moda, eleganza e seduzione. Curiosamente il governo, insospettito dal grande successo che queste immagini ebbero, vedendole come specchio della crescente libertà e ricchezza della classe dei chonin (i chonin erano una classe sociale del periodo Edo, composta per lo più da mercanti e artigiani, ndr), le censurò. Le illustrazioni di Eisen in questo caso regnano sovrane, mostrandoci bellissimi scatti di momenti di vita domestica arricchiti dall’eleganza con cui decora i vestiti. Inoltre è presente una piccola sezione dove sono presenti scene erotiche.

La terza, Fortuna e buon augurio, è una semplice raccolta di messaggi di buon augurio, inviti, calendari, commissionata da privati per una cerchia ristretta di persone i quali hanno grande valore simbolico. Inoltre per la prima volta sono esposti undici rotoli dipinti di una serie di dodici che rappresentano figure di saggi e immortali trattati con approccio ironico, e figure del repertorio del teatro kyogen.

Le ultime due sezioni, Catturare l’essenza della natura e Manga, sono piuttosto povere e raccolgono schizzi di Hokusai rappresentanti la natura vista con occhio scientifico e una sorta di manuale di disegno, del resto non è un caso che uno dei principali precursori del manga moderno sia Hokusai.


12 ottobre 2017 – 14 gennaio 2018
Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta – 00186 Roma
Orari: Tutti i giorni ore 9,30 – 19,30
Biglietto: Intero 11 euro – Ridotto 9 euro + 1 euro di prevendita
Tel.: 060608

About author

Francesco Montagnese

Francesco Montagnese

Classe '97, Calabrese di nascita, ma romano d'adozione. Nel tempo libero scrivo poesie e suono il violino.

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