Macerie Prime: la nuova maturità di Zerocalcare

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Dettaglio della copertina di Macerie Prime, il nuovo fumetto di Zerocalcare

Dettaglio della copertina di Macerie Prime, il nuovo fumetto di Zerocalcare

Il martedì mi sveglio presto. Una delle (poche) cose positive di aver iniziato la mia vita da pendolare, però, è essere stata probabilmente la prima acquirente, nella grande libreria della stazione, del nuovo libro del fumettista romano Zerocalcare (al secolo Michele Rech), Macerie prime. Dopo aver divorato i suoi precedenti lavori (La profezia dell’armadillo – di cui si sta attualmente girando l’adattamento cinematografico –, Un polpo alla gola, Ogni maledetto lunedì su due, Dodici, Dimentica il mio nome – secondo classificato nella sezione Giovani del Premio Strega 2015 – e Kobane calling, reportage a fumetti elaborato dopo l’esperienza sul confine turco-siriano in supporto del popolo curdo assediato dall’Isis) fremevo all’idea di leggere la sua ultima fatica.

Ero certa di trovarvi la solita ironia dissacrante nei confronti della società. La critica della sottile ipocrisia che la pervade, resa con l’immediatezza del dialetto romano da me tanto amato. Ma ho trovato di più. Già dal titolo si evince il nucleo contenutistico fondamentale dell’opera: il crollo delle certezze. E la ricerca di un nuovo, difficile, personalissimo equilibrio.

Macerie prime è il libro della maturità del fumettista di Rebibbia. Il casus belli è l’invito al matrimonio di uno dei suoi amici d’infanzia (sì, Cinghiale si sposa). Ben presto l’analisi dell’evoluzione dei rapporti che lo legano alla sua comitiva di sempre sfocia in una personale riflessione sull’esistenza. C’è il racconto delle ansie, i dubbi e la difficoltà del crescere e del definire la propria identità nella società. Non è la prima volta che Zero infarcisce il fumetto di un sostrato quasi filosofico, ma mai esso era stato così evidente.

In Macerie Prime, l’umorismo è una cosa seria

In foto, Zerocalcare, autore di Macerie Prime, al Lucca Comics and Games 2012

In foto, Zerocalcare, autore di Macerie Prime, al Lucca Comics and Games 2012

La reale conferma del senso del libro l’ho avuta discutendone con un bambino. Alla mia domanda riguardo il contenuto del libro, lui si è limitato a raccontarmene la sinossi. Il significato più profondo si coglie unicamente quando si ha l’età in cui si tenta di rispondere alle stesse domande che si pone il protagonista. Cosa significa crescere? Zerocalcare prova a rispondere a questa domanda. Egli esorcizza il senso di colpa, il timore dell’irreversibilità delle nostre azioni, lo sdegno per le ingiustizie subite, la solitudine trasformando ognuno di questi turbamenti esistenzial-esistenzialisti (in qualche pagina vi è il sotteso riferimento alla filosofia di Kierkegaard e di Sartre) in un “mostro” fumettisticamente caratterizzato.

La realizzazione di questa sottile analisi avviene senza rinunciare al tradizionale umorismo. Questo registro, che potrebbe portare a una svalutazione delle (serissime) tematiche trattate, ce le fa percepire più autentiche e vicine. Siamo noi. L’armadillo, consueta proiezione animalesca della coscienza del protagonista, lo abbandona. In preda ai suoi tormenti, Calcare lo sostituisce. Il nuovo alter ego, tuttavia, è assai più pressappochista.

Nella storia trovano spazio rivendicazioni femministe (“Una prostituta fa il lavoro suo, pure il tassinaro carica tutti, basta che paghi, però se rosichi a uno mica je dici «Sei proprio un tassinaro»”), riflessioni sul tema della maternità-paternità, sul rapporto tra i sessi. La narrazione si conclude con il suggerimento di una strategia di sopravvivenza. Per ragionare sulle complesse questioni sollevate da Zerocalcare si avrà tempo fino a maggio 2018, mese in cui è prevista l’uscita della seconda parte di Macerie Prime. Forse (ma non crediamoci troppo!) fugherà le nostre perplessità esistenziali.

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Giada Nardi

Giada Nardi

Vent'anni e tanta voglia di capire se sarà abbastanza capace di svolgere bene la professione che le piacerebbe fare nella vita. Per ora studia Lettere, ama la letteratura, l'arte, il cinema e la scrittura (non necessariamente in quest'ordine)!

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