Ex-Otago: partire da Marassi e arrivare al cuore di tutt’Italia

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Gli Ex-Otago, per chi non li conoscesse, sono una band genovese nata nel 2002 come trio. Oggi è formata da Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, Francesco Bacci, Rachid Bouchabla.

«Otago è il nome di una squadra di rugby della Nuova Zelanda che vince il campionato contro ogni pronostico. Fantastico. Suona bene e ci piace pure il concetto! Bene… Dopo 5 minuti non ci piaceva più. Ci siamo sciolti e riformati come Ex-Otago. Tutto questo in 10 minuti. Il trattino? Ci piaceva».

La data napoletana è aperta da un mini-live di Liede, ovvero Francesco Roccati, un cantautore ventisettenne di Torino. Si presenta sul palco con la sua chitarra e inizia a farsi spazio in un locale fin troppo piccolo, in un sabato sera in cui le persone tendono a parlare molto e di non far molto caso e attenzione a chi cerca di presentare il suo talento davanti a degli sconosciuti. Ma Liede, pian piano, ci riesce. Certo, i brani non presentano nulla che non si sia già sentito, ma lo fa con una naturalezza che dopo un po’ inizia quasi a incantarti. Infatti col suo ultimo pezzo, prima che gli Otago salgano sul palco, con Finte Intellettuali (personalmente) mi ha rapita.

23:30. Una voce precede l’arrivo della band sul palco. Parte Cinghiali Incazzati, e l’Hart di Napoli s’illumina, si scalda. Mani al cielo e tante voci che accompagnano quella di Maurizio.

Si procede con Non Molto Lontano, Indiano, Stai Tranquillo, La nostra Pelle e altri pezzi dell’ultimo disco molto fortunato per il quintetto genovese. Ma, oltre a tante canzoni nuove, ce ne sono anche molte di vecchie. E anche una cover dance anni ’90: The Rhytm of The Night. Una scaletta che riesce a raccontare al meglio ogni sfumatura della loro musica e della loro passione. A questo si aggiunge anche la loro immensa simpatia e il loro assurdo contatto col pubblico.

Assurdo in maniera positiva. Partendo dal fatto che il bassista si è praticamente lanciato sul pubblico, che per quasi tutto il concerto si rideva e scherzava sul fatto che tra la folla spuntava un Dinosauro (un palloncino, per precisare) che ballava a ritmo della loro musica, che c’era gente che pogava a centro della sala su Figli Degli Hamburger, che hanno sottolineato quanto caloroso sia il pubblico napoletano e che potrebbe esserci un gemellaggio Marassi-Napoli, oltre a quello calcistico insomma.

Poi, quasi sul finale, partono le prime note di Quando Sono Con Te, una canzone che inizialmente neanche gli piaceva, che era una cosa molto intima e che hanno voluto rendere più giovanile e fresca. Sicuramente non si aspettavano tutto questo successo e tutto questo amore dei fan per questa canzone e invece…

Gli Ex-Otago sanno distinguersi da tutto ciò che c’è in giro ultimamente e spaccano. Punto. Partendo da Maurizio, la sua voce a tratti mi ricordava quella di Jovanotti, ed è stata di una precisione unica, senza alcuna pecca, così come tutti gli altri che hanno suonato nella maniera più travolgente possibile.

Ci vorrebbero più concerti (e più band) così in giro.

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Loredana Desiato

Loredana Desiato

Da sempre appassionata dell’arte, del cinema, del giornalismo e sopratutto della fotografia. Ho iniziato a scattare all’età di 15 anni e da allora non ho più smesso. Amo viaggiare e amo raccontare attraverso i miei scatti, mi affascina l’idea di riuscire ad intrappolare emozioni per sempre.

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