L'uomo del labirinto, il nuovo romanzo di Donato Carrisi

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Dettaglio della copertina de L'uomo del labirinto, il nuovo romanzo di Donato Carrisi

Dettaglio della copertina de L’uomo del labirinto, il nuovo romanzo di Donato Carrisi

Donato Carrisi, autore di bestseller come Il Suggeritore, regista all’esordio con La ragazza nella nebbia, uscito al cinema solo qualche mese fa e – a mio avviso – maggior esponente del thriller italiano, ha presentato da poco il suo nuovo libro L’uomo del labirinto. Per farvi capire il mio interesse per questo incontro, dirò solo che un’ora prima che iniziasse la presentazione, ero già in libreria: non volevo perdere nemmeno una virgola.

Tra aneddoti sul passato di sceneggiatore dell’autore, sulla recente prova come regista a contatto con attori del calibro di Toni Servillo e Jean Reno e intermezzi simpatici che allentano la tensione e strappano la risata ai presenti, lo scrittore ci racconta qualcosa di più sul nuovo romanzo. La trama de L’uomo del labirinto gira intorno a una giovane tredicenne, Samantha, che viene rapita mentre sta andando a scuola, in un giorno che avrebbe dovuto essere uno dei più felici della sua adolescenza, perché l’amica dell’amico le aveva rivelato che il ragazzo che le piace la voleva vedere. Samantha riemerge dalle tenebre quindici anni dopo la sua scomparsa: a cercare di stanare il mostro che l’ha rapita sono un profiler, il dottor Green, e un investigatore privato, Bruno Genko.

E proprio a riguardo di questo personaggio Carrisi ci rivela molteplici informazioni. Forse uno dei personaggi a cui è più affezionato, soffre di una patologia cardiaca rarissima: gli rimangono solo due mesi di vita. Genko vive però in una sorta di limbo, in cui non sa cosa accadrà, dal momento che i due mesi sono già scaduti. Ma forse un motivo c’è, forse quel tempo è un prestito che gli è stato concesso per riuscire a risolvere questo misterioso caso.


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L’autore svela che l’idea per L’uomo del labirinto gli è venuta sognando Cesara Buonamici che annunciava l’arrivo di un meteorite che avrebbe schiacciato tutti entro 24 ore. Una volta svegliato, una domanda continuava a tormentarlo: cosa succederebbe se a tutti, ma proprio tutti, rimanessero solo 24 ore di vita? Come ci comporteremo, dal momento che tutto quello che abbiamo fatto prima sarebbe azzerato? Come la affronteremmo? Ci comporteremmo in modo corretto, giusto? Avrebbe senso fare del bene? Domande che mi ricordano in parte l’inizio de Il maestro delle ombre, in cui una tempesta senza precedenti si abbatte su Roma, provocando un blackout su tutta la capitale, che a sua volta scatena caos e panico tra gli abitanti. Forse anche Genko si ritrova a vivere una piccola apocalisse?

Una delle tante cosa che ammiro di Donato Carrisi è proprio il fatto che non promuove solo la sua ultima fatica letteraria, ma la discussione che affronta è ampia, di grande respiro, e può toccare i più diversi aspetti: dal male, dai cosiddetti “mostri”, all’Internet, al cinema. Si dimostra un grande narratore, non solo con le parole scritte, e il mio consiglio è di assistere a una sua presentazione. Per conto mio, mi allontano dallo schermo per immergermi nelle parole del libro.

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Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

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