A Tehran il primo museo dedicato a un'artista donna

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In foto, l'artista iraniana Monir Shahroudy Farmanfarmaian

In foto, l’artista iraniana Monir Shahroudy Farmanfarmaian

Monir Shahroudy Farmanfarmaian ha 93 anni, vive a Tehran ed è considerata una delle più importanti artiste iraniane contemporanee. Dopo aver viaggiato per il mondo ed essersi informata sulla lavorazione del metallo, inizia a lavorare con un artigiano che l’aiuterà con la creazione di figure geometriche, definendo l’esagono «la migliore». Le opere di Monir contano triangoli, quadrati e poligoni vari, nonché specchi e colori sapientemente mescolati che spesso ricordano volutamente i disegni di alcune moschee.

La fusione tra l’occidentalità delle figure geometrico-astratte e i motivi sapientemente realizzati attraverso mosaici eleganti e vivaci è davvero spettacolare. A questo proposito, una delle ispirazioni più importanti per l’artista è stato il minuscolo santuario di Shah Cheragh, a Shiraz.

Il santuario di Shah Cheragh, a Shiraz, una delle più importanti ispirazioni di Monir Shahroudy Farmanfarmaian

Il santuario di Shah Cheragh, a Shiraz, una delle più importanti ispirazioni di Monir Shahroudy Farmanfarmaian

I suoi lavori sono stati esposti al Museo dell’Arte Moderna di New York, al Leighton House Museum di Londra e in altre importanti strutture a Monaco, Vienna, Dubai, Tokyo. Oggi finalmente in Iran è stato aperto il primo museo dedicato a un’artista donna singola, amica di Andy Warhol, Jackson Pollock e Willem de Kooning.

Il Monir Museum è stato aperto a Tehran, nelle vicinanze degli storici giardini del parco Negarestan, e mette in mostra 51 lavori dell’artista, tutti donati per onorare suo marito Abolbashar Farmanfarmaian, professore di Legge all’Università di Tehran e deceduto nel 1991. Una bella rivincita se consideriamo che molte delle sue opere furono confiscate e distrutte nel 1979, durante la Rivoluzione Islamica Iraniana.

Monir Shahroudy Farmanfarmaian: il legame con l’Iran

I suoi lavori, alcuni dei quali sono stati acquistati dal Tate Modern e dal Metropolitan Museum of Art di New York, sono una fusione di complessi motivi geometrici tipici dell’arte tradizionale persiana e astrazioni moderne dense dell’espressionismo occidentale.

«L’Iran ha sempre costituito la mia ispirazione, è sempre stato il mio primo amore», ha dichiarato Monir al Guardian la sera dell’inaugurazione. «Quando ho attraversato deserti e montagne, durante la mia giovinezza, tutto quello che ho visto e sentito è ora riflesso nella mia arte».

Negli ultimi anni l’Iran ha ricominciato ad abbracciare le produzioni di artisti che inizialmente erano stati messi da parte, molti dei quali avevano vissuto all’estero per un certo periodo, come Shirin Neshat e Parviz Tanavoli.
Nel documentario di Bahman Kiarostami intitolato Monir, la Farmanfarmaian dichiara: «Il mio lavoro non è diverso dall’architettura Iraniana. Io voglio mostrare le infinite possibilità del poter creare nuove forme attraverso queste figure geometriche».

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Melissa Vitiello

Melissa Vitiello

23 anni, tra Napoli e Istanbul. "Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita", diceva Sylvia Plath.

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