Solo posti in piedi in paradiso: rOMA e il suo esordio da Eboli

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In foto, il cantautore Vincenzo Romano, in arte rOMA

In foto, il cantautore Vincenzo Romano, in arte rOMA

Ho bisogno di note stonate e per farmi anche quattro risate, di un delirio che passi veloce e un respiro molesto, di un discorso che tagli la testa.

Vincenzo Romano, nome d’arte rOMA, è un cantautore ebolitano introspettivo, ma al contempo aperto al confronto e alla riflessione. Inizia a scrivere parole in musica sul finire degli anni Novanta e si lascia ispirare dai capisaldi del suo genere, tra questi Timoria, Afterhours, P.G.R. e successivamente anche da cantautori come Giorgio Canali, Cristiano De Andrè e Mario Venuti.

Dopo diverse esperienze con band inedite e alcune demo autoprodotte, rOMA lavora in una sorta di alienazione, scrivendo canzoni che raccontano molte sensazioni legate a istinti e vissuti. Nel 2015, condivide il palco con Omar Pedrini (voce dei Timoria) al Modo di Salerno e successivamente nel 2016 diversi open act, con Filippo Gatti, Daniele Silvestri al Meeting del Mare, Steve Wynn, Giorgio Canali. A gennaio 2017 rOMA si trova in apertura al concerto del pioniere del nuovo cantautorato italiano, Cristian Bugatti, detto anche “il fantautore Bugo”.

La cover di Solo posti in piedi in paradiso, disco d'esordio di rOMA

La cover di Solo posti in piedi in paradiso, disco d’esordio di rOMA

L’incontro con il produttore Paolo Messere gli ha permesso di registrare il disco d’esordio Solo posti in piedi in paradiso per Seahorse RecordingsSolo posti in piedi in paradiso contiene undici tracce. Si tratta di un album che racconta l’autore in tutte le sue sfaccettature. Si percepiscono un mix di sentimenti contrastanti, ricordi, parole non dette, aspettative disilluse; riflessioni sulla vita, la società, piccoli attimi, l’amore di una compagna, quello per una probabile madre. Una coscienza labile, un rock che arriva dritto al punto e carica le atmosfere, nascondendo una dolcezza che si ritrova però nei brani cantati.

Solo posti in piedi in paradiso è uscito ufficialmente il 19 aprile 2017 in tutti gli store digitali insieme all’uscita del singolo: Le dame e la lunamentre il secondo, e più recente, è Cuore Sano. Sono degli short film dove la canzone si inserisce all’interno di una storia che gravita fra momenti di maggiore empatia e peculiari elementi scanzonati. rOMA non è solo rabbia per quel che è stato: lo sguardo volge al domani per edificare qualcosa di meglio, in terra come in paradiso.

Partiamo dalle tue radici, sei un ebolitano. Che rapporto hai con la tua città e quanto ha influito con il tuo modo di fare musica?

Amore e odio. Eboli ha sempre avuto una scena molto attiva, piena di band e artisti indipendenti. Dove indipendente qui fa quasi rima con strafottenza, ognuno per sé. Personalmente avrei voluto ci fosse un collettivo, un supporto tra le diverse e belle realtà musicali. Il mio modo di fare musica alla fine l’ho ereditato dai miei ascolti, ma ho sempre avuto molto rispetto per chi propone musica propria.

rOMA, perchè questo nome, cosa rappresenta per te?

Uscire con il mio nome e cognome non mi piaceva. rOMA è parte del mio cognome e l’ho scelto perchè si prestava molto e mi sembrava d’impatto. Di sicuro suscita curiosità, per poi capire che con la Capitale non c’entra niente.

Nel 2016 hai condiviso il palco presso il Modo di Salerno con Omar Petrini, voce dei Timoria, uno dei tuoi beniamini, cosa vorresti “ereditare” da lui?

Beh, Omar è una persona davvero umile. Ma questo lo capisci da alcuni gesti. Il fatto di voler cenare insieme, di aver ascoltato l’apertura che avevo fatto, di pagare il caffè nel post serata. Di aver ricordato che qualche anno prima durante una sua esibizione, sempre a Salerno, dal pubblico gli diedi uno striscione con su scritto “La generazione senza vento è qui”. Sì, vorrei un po’ di quell’umiltà attenta ed elegante e poi la sua capacità di rimettersi sempre in gioco e ripartire come ha fatto lui più e più volte.

Che cosa sono per te i ricordi?

Tanto! Sono tutto quello che ho. Forse senza quelli non saremmo niente o saremmo poca cosa. I ricordi sono la base di partenza per tutto quello che verrà dopo. Quello che farai da loro e anche quando vuoi rimuoverli ritorneranno prepotenti sul petto a spingere.

Quali sono le tue prossime date, se ci sono?

Il 27 dicembre si suona in casa al Rumorerosa, poi gennaio a Roma. Stiamo poi chiudendo altri live a breve.

Progetti per il futuro: il 2017 sta per finire, il 2018 è alle porte: Hai già in cantiere nuovi pezzi? Cosa racconteranno?

Fortunatamente per me è un momento ancora florido di scrittura. Avrei già dei brani per un EP, ma ci voglio pensare bene. Sono focalizzato sul fatto che forse non stiamo bene del tutto. I danni sociali, comportamentali e neurologici creati dai social e dai network sono molti. Forse il nuovo neorealismo è questo. Oggi si parla tanta di disagio, di essere borderline, bipolare. Voglio approfondire questo argomento e questi termini molto utilizzati tra i giovanissimi che conosco oggi. Ci provo!

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Silvia Pompi

Silvia Pompi

Nasce a Roma negli anni '90 in un giorno di primavera all'ora del caffè post-abbuffata. Cresce in compagnia di Kinder Cereali, pizzette rosse, succhi di pera, il cane Wendy e le VHS horror. La Casa di Sam Raimi sarà la principale causa della sua infatuazione per il cinema. All'università si specializza in Cinema e produzione multimediale. Durante i cinque anni accademici diventa una web radio speaker. Crede fermamente nelle avventure e in quella vocina che tutti chiamano coscienza, ma che lei chiama volontà. "Yes, I can do it".

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