Tancredi Hill, da Torino a Londra: «Non sprecate un dono»

0
In foto, Tancredi Hill

In foto, Tancredi Hill

Dopo aver partecipato tre anni fa a X Factor, Tancredi Hill ha lasciato la sua città – Torino – con un sogno nel cassetto: diventare un cantante a livello internazionale. Tancredi è partito per il Regno Unito senza avere dei punti di riferimento, tanto meno che soldi (in tasca racconta di aver avuto esclusivamente la modica cifra di 175 euro). Ha dovuto lavorare fin dal primo giorno per poter sopravvivere, faticando e imparando soprattutto la lingua.

Tancredi ha parlato soprattutto alle persone, a perfetti sconosciuti che nonostante la diffidenza odierna dilagante talvolta possono scoprirsi incontri fulminanti. Dall’incontro più comune che ci si possa aspettare, infatti, questo giovane artista torinese è stato aiutato a emergere, senza etichette discografiche o manager al fianco.

«Un bel giorno io ed un cliente del bar in cui lavoravo siamo diventati amici. Mi ha regalato un impianto per poter cantare in strada e mi ha aiutato con la pronuncia in inglese. Ero spaventato dalla reazione degli inglesi e per molti mesi lui veniva con me in strada a supportarmi: da subito ci hanno mostrato un calore che non mi sarei aspettato. Ho cantato per 6 mesi in strada tra Piccadilly Circus e Totthenam Court Road per guadagnare qualche soldo e per avviare la mia carriera di cantante incidendo il mio primo singolo».

Cantando quasi tutti i giorni in strada, Tancredi ha realizzato più di 100 show, incontrando ancora molte persone, raffinando le performance e la sua personalità.

Come sei arrivato a incidere il tuo primo singolo?

Ho conosciuto casualmente un ragazzo della mia città su Facebook che aveva uno studio di registrazione: è li che ho scritto il mio primo singolo, Ego. È stato masterizzato poi agli Abbey Road Studios da Christian Wright, che ha masterizzato album di artisti come Ed Sheehan, Beatles, Coldplay.

Di cosa parla Ego e com’è andata la lavorazione dell’incisione?

Parla della mia vita reale, di una relazione finita e di come l’ego possa uccidere tutto. Ego è la canzone di cui sono più orgoglioso in assoluto perché è reale al 100% e parla di me senza filtri. È questo a cui aspiro con la mia musica, essere totalmente me stesso e lasciare andare tutto ciò che ho dentro. Finalmente dopo più di 50 ore passate in studio a registrare e cancellare pezzi di pronuncia non perfetti, per cercare di ottenere un prodotto più credibile possibile, siamo riusciti a finire questo primo singolo. Due mesi fa Ego è uscito!

Quali sono stati gli step successivi all’uscita del tuo progetto? Le difficoltà nel dover far tutto da solo?

Dal momento della registrazione al lancio ufficiale sono passati molti mesi perché ho dovuto studiare come essere manager di me stesso in un Paese non mio, come vendere la mia musica online in tutto il mondo, cose di cui non sapevo assolutamente niente. Ho deciso di autoprodurmi investendo i soldi che avevo guadagnato cantando per strada. Ho comprato i siti Internet, ho iniziato a collaborare con un’agenzia americana che ad oggi distribuisce la mia musica online in tutto il mondo e grazie a loro sono su ogni piattaforma possibile in Internet. Ho deciso di essere manager di me stesso e ufficio stampa allo stesso momento. Ho studiato come un pazzo per capire come sponsorizzarmi, come attirare l’attenzione dei media ed essere un artista credibile, ma soprattutto come trasformare in musica ciò che avevo dentro e sentivo che aveva bisogno di uscir fuori.

Dopo pochissimo tempo dall’uscita di Ego, ho raggiunto più di 21.000 visualizzazioni su YouTube, pur non avendo nessuna casa discografica , nessun budget investito nella promozione della canzone e nessun video musicale allegato alla canzone. Un progetto così solitamente è destinato a morire, ma tutto le persone che hanno seguito la mia storia da quando sono partito per Londra (che sono ormai diventate quasi 10.000, attive sul mio profilo Facebook) hanno iniziato ad aiutarmi, condividendo la mia canzone sui loro profili personali.


È importante sentirsi “amati” per quello che si fa ogni giorno, ma è importante crederci sempre.


Ego è riuscito in qualche modo ad avere quello che senti che meriti?

Per il primo mese non è successo niente, ma adesso la canzone cresce di 1.000 visualizzazioni al giorno grazie alle persone che mi seguono e al passaparola e le ringrazio per questo. È importante sentirsi “amati” per quello che si fa ogni giorno, ma è importante crederci sempre. È estremamente difficile riuscire a emergere internazionalmente e il mio progetto è super ambizioso, ma due giorni fa un sito web inglese ha scritto di me, sponsorizzandomi in prima pagina insieme a Noah Cyrus, sorella della famosa Miley Cyrus. Oggi uno store in centro Londra mi ha scritto di volere Tancredi Hill come testimonial della loro collezione invernale usando anche Ego come backing track. Ovviamente venendo da una piccola provincia di Torino e avendo fatto tutto da solo, questo mi rende estremamente felice e grato ed è un modo anche per ripagare i miei genitori, che mi hanno aiutato quando ero in difficoltà economicamente durante questi 3 anni di vita a Londra, quando non avevo più soldi per fare niente.

Progetti per il futuro?

Credo che mi sposterò in America, anche se Londra è ormai la mia casa. Qui è dove ho realizzato tutto partendo da zero. Attualmente sto lavorando ad altri pezzi soprattutto perché verso maggio vorrei lanciare il mio secondo singolo, che precederà un album a cui ho iniziato a lavorare. Lo sceglierò tra una ventina di canzoni che sto componendo e scrivendo.

About author

Silvia Pompi

Silvia Pompi

Nasce a Roma negli anni '90 in un giorno di primavera all'ora del caffè post-abbuffata. Cresce in compagnia di Kinder Cereali, pizzette rosse, succhi di pera, il cane Wendy e le VHS horror. La Casa di Sam Raimi sarà la principale causa della sua infatuazione per il cinema. All'università si specializza in Cinema e produzione multimediale. Durante i cinque anni accademici diventa una web radio speaker. Crede fermamente nelle avventure e in quella vocina che tutti chiamano coscienza, ma che lei chiama volontà. "Yes, I can do it".

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi