Jumanji: basta remake, solo nuove avventure

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Karen Gillan, Jack Black, Kevin Hart e Dwayne Johnson star in Jumanji - Benvenuti nella giungla

Karen Gillan, Jack Black, Kevin Hart e Dwayne Johnson star in Jumanji – Benvenuti nella giungla

Nella giungla dovrai stare finchè un 5 o un 8 non compare

Jumanji – Benvenuti nella giungla è il sequel distribuito da Warner Bros Italia e diretto da Jake Kasdan con attori protagonisti Kevin Hart, Karen Gillan, Bobby Cannavale, Jack Black, Dwayne Johnson e Rhys Darby. La sceneggiatura del sequel è  frutto di una collaborazione tra Chris McKenna (La ragazza della porta accanto), Erik Sommers (American Dad!), Scott Rosenberg (Happy Town) e Jeff Pinkner (Fringe).

La storia che precedentemente aveva consacrato l’ex star hollywoodiana Robin Williams, nei panni di Alan Parrish, ad artista istrionico è molto semplice. Siamo nel 1996 e la scatola del gioco da tavolo Jumanji finisce su una spiaggia, esattamente dove era stata lasciata al termine del film originale. Un ragazzo che casualmente porta l’oggetto misterioso a casa scopre di cosa si tratta, ma è molto deluso, perché interessato solo ai videogame. Nella notte il gioco però si trasforma in una cartuccia per console. La stessa viene ritrovata nel nostro presente da quattro liceali in punizione. La gang sceglie i quattro personaggi restanti di un gioco per cinque player. Interrompendo per errore la partita, verranno intrappolati nel gioco e nel corpo dei personaggi scelti. Così il nerd è un tosto, il nero da atleta si trasforma in una spalla comica, la ragazza asociale è una sventola che colpisce a ritmo di musica chiunque gli si pari davanti e la reginetta, incessantemente a caccia di like sui social, è destinata al personaggio più scomodo, un uomo di mezz’età in sovrappeso. La squadra dovrà superare diverse sfide e soprattutto riportare un gioiello incantato sulla cima di una montagna: solo in questo modo gli strampalati eroi torneranno sani e salvi a casa.

«Avventurosi, attenzione. Non cominciate se non intendete finire. Ogni sconvolgente conseguenza del gioco scomparirà solo quando un giocatore raggiunto Jumanji gridato forte il nome avrà». Alzi la mano chi almeno una volta nella sua vita ha citato questa frase ripercorrendo le memorie dell’infanzia. Cosa succede quando ci si rende conto che un remake sarebbe fin troppo scontato e saturo nelle tematiche proposte o nelle mode evidenziate rispetto l’attualità? Un remake ha bisogno di nuovi punti di forza: mode e tematiche aggiornate al tempo odierno, perché la storia è ciclica ma l’evoluzione digitale è un fenomeno sui generis. Essere dei registi il più delle volte significa essere anche degli antropologi, bisogna muoversi come dei bravi osservatori all’occorrenza.

Il ritorno di Jumanji fa ridere sia il nuovo che il vecchio pubblico. Il mondo del gioco “dai mille effetti” di certo è cambiato e con esso anche i suoi protagonisti: c’è un nerd, campione di giochi ma perdente nella vita sociale, c’è una giovane e promettente ragazza che vuole far valere i diritti altrui ma non crede abbastanza in se stessa, una fanatica adolescente incline alla frivolezza che passa gran parte del suo tempo a scattare selfie e infine un giovane bell’imbusto che non vede l’ora di essere un promettente giocatore di basket. La squadra apparentemente disarmonica si dimostrerà un team affiatato nel momento del bisogno: quando Jumanji catapulterà letteralmente i cinque allievi in punizione, dal ripostiglio del loro liceo, nella giungla interattiva più avventurosa.

Il sequel di Jumanji è un vero e proprio rito d’iniziazione giocato tra la vita vera, quella dei banchi di scuola e dei legami affettivi e il mondo virtuale, in cui tutto sembra apparentemente possibile, anche essere ciò che nella vita risulta complicato: forti, affascinanti, sapienti e curiosi. Non mancano battute incisive e ben ritmate, momenti esilaranti per un pubblico di grandi e più piccoli, ben collaudato poi in particolare grazie al trio comico capeggiato da Jack Black, Kevin Hart e Dwayne Johnson.

Jack Black, Nick Jonas, Karen Gillan, Dwayne Johnson e Kevin Hart in Jumanji - Benvenuti nella giungla

Jack Black, Nick Jonas, Karen Gillan, Dwayne Johnson e Kevin Hart in Jumanji – Benvenuti nella giungla

Non ci si può aspettare purtroppo nulla di più entusiasmante rispetto al primo caso di Jumanji, che ha immortalato la piccola Kirsten Dunst e Robin Williams nelle avventure più iconiche ed esilaranti. Gli anni Novanta hanno creato nel bene e nel male dei casi attualmente unici; una certa, potremmo dire, cultura pop sugli usi e costumi degli americani. Quegli anni sono stati segnati dalla visione di tre fenomeni mediatici nel cinema fantasy: Gremlins (anche se datato 1984) di Joe Dante, lo stesso Hook – Capitan Uncino (1991) diretto da Steven Spielberg, per non parlare dei magici ragazzi di The Goonies (anch’esso metà anni ’80), la pellicola avventurosa diretta da Richard Donner.

L’anello debole in Jumanji 2 è la modalità dell’intrattenimento stesso. Il caro vecchio gioco da tavola non sostiene infatti il confronto con il mondo virtuale odierno, perché l’immagine digitale, l’avvento del 3D, del vlog, di dirette social, occhiali tridimensionali e televisori in 4K hanno forse limitato la capacità di fantasticare sull’ignoto e ciò che non è tangibile. Immaginare di essere invasi dalla giungla “jumanjesca” attraverso il tiro di semplici dadi resterà una qualità unica e stimolante. Ciò nonostante, si apprezza il tentativo di evitare nuovi casi di remake mal riusciti e di riaffermare piuttosto la realtà dai mille effetti adattandola all’epoca odierna.

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Silvia Pompi

Silvia Pompi

Nasce a Roma negli anni '90 in un giorno di primavera all'ora del caffè post-abbuffata. Cresce in compagnia di Kinder Cereali, pizzette rosse, succhi di pera, il cane Wendy e le VHS horror. La Casa di Sam Raimi sarà la principale causa della sua infatuazione per il cinema. All'università si specializza in Cinema e produzione multimediale. Durante i cinque anni accademici diventa una web radio speaker. Crede fermamente nelle avventure e in quella vocina che tutti chiamano coscienza, ma che lei chiama volontà. "Yes, I can do it".

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