Pierre e i Neuronspoiler: fidati delle tue passioni

0
Foto dal concerto di lancio dell'album Second Sight dei Neuronspoiler, Boston, 21 ottobre 2017

Foto dal concerto di lancio dell’album Second Sight dei Neuronspoiler, Boston, 21 ottobre 2017

La passione è qualcosa di misterioso. Risveglia negli animi risorse che l’artista stesso non sapeva di avere: rende possibile una serie di cose complicate; si ribella al buon senso e rende felici.

Quando incontri Pierre, hai davanti un ragazzo francese che parla poco, proprio il necessario, e che osserva molto. Uno concreto, che ama poco vantarsi di ciò che fa. A non conoscerlo, sembrerebbe quasi timido.

Pierre Afoumado lavora nell’industria dei videogame, è uno di quelli che li progetta. Nel weekend stacca e va a Londra e suona per i Neuronspoiler, uno dei gruppi più importanti della scena metal britannica. E così da dieci anni, senza rinunciare a niente a cui tenesse. Imparando a ritagliarsi il tempo, rinunciando al superfluo.

Ho scelto di intervistarlo per sapere di più sulla sua musica, su un genere così poco – passatemi il termine – pop e su questa responsabilità che avverti in lui – questa decisione di prendersi cura di ciò che ama che gli ha cambiato la vita.

Quale è stato il tuo primo approccio alla musica?

Quando ho iniziato a interessarmi alla musica, volevo diventare autore di testi, che poi è il motivo per cui ho iniziato a suonare la chitarra. Sono sempre stato ossessionato dall’idea di creare qualcosa di mio da quando sono piccolo e la musica non sarebbe stata un’eccezione alla regola.

Quali erano i tuoi generi preferiti all’inizio?

Da adolescente mi sono innamorato delle colonne sonore dei videogame con cui giocavo, soprattutto quelle con l’orchestra. Ed è stato in questo stesso contesto che ho scoperto l’heavy metal più tardi, nel gioco Prince of Persia.

Quanti anni avevi?

Ho iniziato a suonare la chitarra a 16 anni, che sarebbe un po’ tardi.

E come hai conosciuto i tuoi futuri compagni di gruppo?

Mi sono trasferito nel Regno Unito due anni e mezzo fa a causa del mio primo lavoro nell’industria di videogame. Avevo già un canale YouTube e un profilo su un social per musicisti. Avevo provato a metter su il mio gruppo, ma non aveva funzionato. Perciò quando Jr, il cantante, mi ha contattato tramite il sito, ho deciso di fare un tentativo e sono andato all’audizione, a Londra (abitavo 70 km a sud-est all’epoca!). Fu una delle ore peggiori di sempre, bloccato in città durante l’ora di punta, ma l’audizione andò bene e sono stato accettato dal gruppo.

Foto dal concerto di lancio dell'album Second Sight dei Neuronspoiler, Boston, 21 ottobre 2017

Foto dal concerto di lancio dell’album Second Sight dei Neuronspoiler, Boston, 21 ottobre 2017

Giusto, parliamo del tuo gruppo, i Neuronspoiler: che genere di metal suonate?

Si tratta di heavy metal classico e lo suoniamo dal 2009. Al momento si parla di un EP e due album, l’ultimo dei quali è uscito a ottobre con un concerto di lancio che è andato piuttosto bene. Abbiamo all attivo diversi tour nel Regno Unito e in Polonia con artisti diversi, tra cui Tim Ripper Owens (ex Judas Priest). Facciamo parte di quella che è stata chiamata la “Nuova Ondata di Heavy Metal Britannico“, che era iniziata nei primi anni ’80 con gruppi come Iron Maiden o Diamond Head.

È un genere ricco di diverse melodie, armonie, assoli e una grande varietà di clean vocals. Ciò che interessa a noi è evitare di imitare altri, non vorremmo mai ripetere il passato come tendono a fare certi nostalgici, piuttosto scrivere il capitolo dopo e lasciare che il genere si evolva. Con l’aiuto della nostra etichetta Dissonance Production sta nascendo una situazione nuova a Londra ed è abbastanza esaltante.

Ogni quanto vai a Londra?

Circa 2 o 3 volte al mese, a volte meno se parliamo di periodi di ferie come dicembre o agosto.

Quando esattamente hai capito che Neuronspoiler era diventato parte della tua vita?

Be’, poco a poco. Abbiamo attraversato un bel po’ di momenti difficili all’inizio, poi pian piano, vedendo che le cose miglioravano, mi sono detto: ne vale la pena. Il giorno che abbiamo firmato il contratto con la casa discografica, le cose si sono fatte serie e perciò bisognava crederci davvero!

Che consiglio daresti a chi vuole lavorare e suonare insieme?

È tutta questione di organizzazione, portarsi avanti ed essere seri nelle cose che fai. Sto seguendo migliaia di cose, tra cui il mio lavoro full time e i Neuronspoiler e trovo tempo per riposare o far festa come un motherfucker. Aggiungerei che ci sono così tante cose inutili di cui puoi fare a meno. Tipo guardare la televisione, non è che ti possa divertire più di tanto e spesso ti rende stupido. L’ultimo punto è comunicare, sia tu che i tuoi band mates e collaboratori dovete sapere quali sono i tuoi piani, così ognuno organizza i propri e ci si preserva da brutte sorprese o dalle decisioni dell’ultimo minuto.

L’anno scorso è uscito il vostro secondo album, Second Sight. Come lo presenteresti?

È breve, crudo, un album che ti colpisce dritto in faccia con riff e armonie che ti rimangono impresse, un lavoro di due chitarre che è da fuori di testa, assoli, vocals al top. Comunque rimane nel genere dell’heavy metal classico, puoi avvertirne le influenze diverse, le canzoni diverse l’una dall’altra. Non ci sono canzoni tappabuchi, ognuna di loro è indipendente e degna di nota e sono tutte diverse tra loro, infatti quella preferita di chi ci ascolta non è mai la stessa!

Sì, siamo decisamente orgogliosi del lavoro realizzato e di come è venuto fuori e vorremmo spingerci anche oltre nel prossimo!

A cosa si riferisce il titolo?

Be’, il secondo album, la seconda occhiata. Ma second sight in inglese si riferisce anche a una specie di sesto senso che permette di indovinare il futuro. Sono passati quattro anni dal primo album e, avendo noi una nostra casa discografica, rappresenta quasi una seconda chance.

About author

Ilaria Arghenini

Ilaria Arghenini

Mi piace ascoltare racconti e viaggiare in treno, e questo è la causa di tutto: perché mi tocca leggere abbastanza da dover porre ad altri le domande che restano, e a volte trascrivo quello che ne scaturisce. Vivo in un piccolo paese della bassa lombarda, studio a Milano e al momento lavoro per una casa editrice. Tra John e Paul preferisco Macca.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi