Black Panther: il film (quasi) perfetto che mette d'accordo (quasi) tutti

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Dettaglio di una foto del cast principale di Black Panther, per The New York Times. Dall'alto in senso orario: Michael B. Jordan, Danai Gurira, Chadwick Boseman e Lupita Nyong’o

Dettaglio di una foto del cast principale di Black Panther, per The New York Times. Dall’alto in senso orario: Michael B. Jordan, Danai Gurira, Chadwick Boseman e Lupita Nyong’o

Non importa quanto sia approfondita la tua conoscenza dell’universo fumettistico e la tua passione per i supereroi, non importa quale fazione tu abbia scelto durante Civil War o se tu preferisca le produzioni del DC Universe a quelle del MCU. Insomma, che tu sia Sheldon Cooper o Penny, Black Panther è un film che vale la pena vedere.

Il giorno di San Valentino quest’anno non ha deluso o rattristato nessuno. Sia le coppie più romantiche che i single più cinici e nerd sono infatti stati intrattenuti dall’uscita nelle sale italiane del nuovo film Marvel: Black Panther. Diretto da Ryan Coogler, il film presenta nel cast nomi importanti come Chadwick Boseman nei panni del protagonista T’Challa, Michael B. Jordan, Lupita Nyong’o, Martin Freeman, Letitia Wright e Sterling K. Brown nel ruolo di N’Jobu – figura importante nel passato di Black Panther.

La linea temporale del MCU non è così intuitiva e semplice come potrebbe sembrare – con sommo disappunto di chi preferisce seguire il corso degli eventi in modo cronologico – e la storia di Black Panther si colloca subito dopo Captain American: Civil War, film nel quale è stato introdotto il supereroe al fianco di Iron Man. T’Challa viene presentato come il punto di vista alternativo perché proveniente da un’ambiente completamente diverso rispetto a quello cui eravamo abituati nei precedenti film Marvel.

In Civil War, Black Panther parla poco ed è distrutto dal dolore per la perdita del padre tanto quanto inesperto nel suo nuovo ruolo di Re del Wakanda – e di Pantera. In Black Panther, T’Challa torna nella sua Terra e deve riuscire a guidare il suo popolo, responsabilità che sente molto. Ma la sua carica di Re viene messa in discussione da Killmonger e Ulysses Klaue, i quali non gradiscono come il giovane sta governando e scatenano un conflitto che mette a rischio il destino del ricco Wakanda e quello del mondo interno. Il pericolo è talmente alto che T’Challa deve allearsi con la CIA e le Dora Milaje, le forze speciali del Wakanda, per sprigionare il pieno potere di Black Panther e sconfiggere i suoi nemici, proteggere il suo popolo e il loro modo di vivere.

Poster di Black Panther, realizzato da Rich Davies

Poster di Black Panther, realizzato da Rich Davies

Sono diversi i motivi per cui mi sento di sostenere Black Panther sia uno dei migliori – se non il migliore, con somma pace dell’immenso di Stan Lee – fra i film dei supereroi distribuiti dalla Marvel fino ad ora.

Perché il cast è praticamente composto solo da personaggi neri? Ovviamente.

Perché è ambientato in un paradiso africano e non nella solita metropoli americana? Ovviamente, parte II.

[Ci sarebbero da dire, però, che Thor passa da Asgard al New Messico per poi *spoiler?* perdere un occhio fra un pianeta e l’altro, ma sarebbe tutto un altro discorso…]

Perché Lupita è la spia/guardia del corpo di cui il mondo, non solo il Wakanda, ha davvero bisogno? Ovviamente, parte III.

Ma possiamo anche individuare dei motivi, più o meno oggettivi, per cui Black Panther dovrebbe essere visto e acclamato come una delle produzioni meglio riuscite della Marvel anche dagli ometti bianchi eterosessuali più legati al maschilismo interiorizzato e al razzismo vanamente celato.

1. Black Panther ha una trama

Non è scontato, soprattutto quando si parla di film d’azione o quando i personaggi sono supereroi – figuriamoci quindi quando le due cose si incontrano. Un film su di un supereroe nero avrebbe già di per sé suscitato interesse e avrebbe già fatto parlare, quindi non era necessario che i produttori si sforzassero troppo di dargli una buona trama e una produzione importante. Non bisogna avere paura di dirlo; poteva essere un “contentino” sulla linea del politically correct di cui si parla tanto ultimamente e nessuno avrebbe potuto lamentarsi più di tanto. E invece Black Panther ha una trama. Il film si articola nella storia complessa di un uomo che deve affrontare e guardare al passato per garantire un futuro alle persone che ama.

Dall’alto della mia ignoranza in merito, mi sento anche di considerarlo uno dei migliori lavori del MCU a livello registico e realizzativo, considerata anche una post-produzione incredibile e una attenzione per la messa in scena non scontata nei film d’azione.

[E non aggiungo altro in proposito perché sappiamo tutti che l’esame di Critica cinematografica lo sosterrò il prossimo appello o quando finalmente Vedova Nera avrà il riconoscimento che merita]

2. Black Panther ha dei personaggi reali

(e tutti bellissimi)

Questo Carnevale la mia cuginetta ha potuto finalmente coronare il suo sogno di essere un supereroe, esattamente come il suo fratellino – e penso non dimenticherò facilmente il sorriso che ha completato il suo costume di Supergirl. Perché sì, la rappresentazione è importante. È importante che le bambine abbiano un modello in cui rispecchiarsi, sia questo una bellissima principessa o una guerriera che salva il mondo. Quindi è importante che anche i ragazzini e le ragazzine neri sappiano che i supereroi non sono solo persone dalla pelle chiara morse da strani ragni, esposte a discutibili radiazioni oppure addirittura caduti da altri pianeti.

Ci sono eroi neri, coraggiosi e forti, provenienti da terre lontane ma familiari.

Ma non è per questo che i personaggi di Black Panther sono meravigliosi – non solo. Sono infatti ben caratterizzati e hanno personalità definite. Sono forti, determinati. Sono simpatici. È facile, quasi inevitabile, empatizzare con loro.

T’Challa è un eroe che non sa di essere un eroe, si mette in discussione e matura nel corso del film – nel suo ruolo di Re e Pantera come nel suo essere uomo. Shuri è una scienziata brillante, sorella di T’Challa e quindi principessa del Wakanda, inventrice incredibile che ha studiato e saputo utilizzare al meglio l’immenso potere e la tecnologia garantite dal Vibranio – risulta senza dubbio il miglior personaggio del film grazie alla sua personalità e all’interpretazione di Letitia Wright. Killmonger è il cattivo che, alla fine, non si riesce a odiare perché rappresentato talmente bene da suscitare la “simpatia” e catturare l’interesse del pubblico.

I personaggi principali sono quindi tutti ben interpretati e caratterizzati, capaci di coinvolgere immediatamente lo spettatore e interessarlo alla loro vicenda – il fatto che siano neri è solo una caratteristica in più che per qualcuno può risultare irrilevante e per qualcun altro può fare una grande differenza.

Erik Killmonger in Black Panther

Erik Killmonger in Black Panther

3. Black Panther è aesthetically pleasing

Un film d’azione con supereroi e grandi battaglie non si distingue certo per i colori vivaci e le ricche ambientazioni. Siamo abituati a scenari cupi e sfondi scuri sul quale spesso a risaltare sono solo i costumi e i poteri dei personaggi. Già in Thor: Ragnarok si è visto un cambiamento in questo senso – più luce e più colori – ma è in Black Panther che si nota il definitivo e compiuto passo. Ogni inquadratura, infatti, potrebbe essere caricata su Instagram e otterrebbe più likes di una foto del pancione di Chiara Ferragni.

Wakanda è un luogo fantastico, capace di coniugare l’aspetto mistico dei luoghi africani più incontaminati alle tecnologie più evolute e stupefacenti. Si fonde tradizione e futurismo, natura e tecnica. Gli ambienti, le linee, i colori; tutto è studiato perché sia piacevole da guardare – non solo entusiasmante dal punto di vista dell’azione e degli effetti speciali. Black Panther è, letteralmente, bello da vedere.

Black Panther

Tre semplici motivi, spesso scontati seppur mai banali, che fanno di Black Panther davvero un film riuscito.
Le polemiche e le critiche non sono mancate, ma i meriti sono senza dubbio maggiori. Con questo film la Marvel è riuscita a coniugare una trama studiata all’adrenalina che caratterizza il genere, personaggi complessi che però non risultano mai pesanti, un ambiente nuovo. Non solo esplosioni e combattimenti. Ci sono tutti gli elementi che si ricercano in un film di supereroi e anche qualcosa in più. Questo rende Black Panther un film (quasi) perfetto che vale (assolutamente) la pena vedere.

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Francesca Vuono

Francesca Vuono

Secondo una stima ottimistica ha già sprecato un terzo della sua vita tentando di comprendere polemiche inutili e cercando un senso agli ultimi aggiornamenti di Instagram. Non ha gli occhi azzurri e la disco non le va, le piace ascoltare anche se poi parla troppo. Per sua madre non può peggiorare, ma lei ha accettato la sfida. Nella disperata ricerca di se stessa e qualcosa in cui eccellere (o quantomeno non fare troppo schifo) tenta di imparare più possibile e non sbagliare direzione in metropolitana.

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