Cinebossy #12 – Moonlight

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Cinebossy #12 – Moonlight

Cinebossy #12 – Moonlight

Afroamericani in un borgo Miami, tossicodipendenza, spacciatori e omosessualità. Ci sono tutti i presupposti per cadere nello stereotipo, ma Moonlight resiste! Scelto per il prossimo Cinebossy, rispecchia perfettamente il sottotitolo del blog che ne propone la visione: Beyond stereotypes.

Il merito va alla sceneggiatura e alla regia di Barry Jenkins che ha preso molto di autobiografico per dirigere il primo vincitore dell’Oscar come Miglior film con una storia LGBT+: anche il regista infatti, come il protagonista, è cresciuto vicino Miami con una madre dipendente dal crack.

La storia è divisa nettamente in tre capitoli che raccontano le fasi della vita dell’introverso Chiron, un bambino, adolescente e poi uomo che trova in Juan la figura paterna che non aveva mai avuto. Juan è molto diverso dagli altri spacciatori che abbiamo conosciuto al cinema: con tanta tenerezza, insieme di padre e di madre difende, Chiron dai bulli, lo accoglie in casa propria, gli insegna a nuotare, sia metaforicamente sia letteralmente. Con un solo personaggio Moonlight abbatte così non solo lo stereotipo dello spacciatore, ma anche quello del legame padre-figlio, che non sempre è più freddo e severo di quello che un bambino instaura con una figura materna.


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Il tema dell’omosessualità è raccontato con un tono sommesso e molto delicato, quasi pudico [INIZIO SPOILER] al punto da far sembrare la castità la vera deviazione sessuale che sorprende il pubblico. [FINE SPOILER]. Coerente con la sobrietà del film, l’omosessualità raccontata è senza glitter e paillette, Chiron non è mai femminilizzato e cresce forte e virile. Sulla stessa linea, Kevin non è solo un bambolotto oggetto del desiderio di Chiron, ma un personaggio ben costruito, un adolescente che si adatta alle dinamiche di potere tra i coetanei fino a tradire Chiron.

Moonlight non merita solo per quello che racconta ma anche per il modo in cui lo fa. Regia e colonna sonora seguono le emozioni e la crescita del protagonista e danno al film una carica empatica potentissima.

La premiazione agli Oscar di Moonlight è stata resa celebre da un clamoroso errore. A Warren Beatty e Faye Dunaway, incaricati di annunciare il vincitore, era stata consegnata la busta sbagliata, per cui la Dunaway aveva esclamato il titolo di La La Land, ma i festeggiamenti sono stati interrotti poco dopo quando è venuto fuori che il vero vincitore era “La La L’altro“: Moonlight, appunto.

Come l’anno scorso Moonlight si è portato a casa il titolo di Miglior Film, quest’anno potrebbe vincere Chiamami col tuo nome, un’altra storia d’amore omosessuale ma completamente diversa da quella del film scelto per questo Cinebossy. Nell’attesa del verdetto, possibilmente senza errori, buona visione di Moonlight, giovedì alle 21:00!

About author

Milena Vesco

Milena Vesco

Nata ad Alcamo, in Sicilia. Ha preso molto sul serio il fatto che "in principio era il Verbo" e adesso studia Comunicazione a Bologna. Ambisce ad ottenere il Guinness World Record per il maggior numero di collant sfilati, ma il suo obiettivo principale è diventare ogni giorno se stessa.

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