Ecosia: salva il mondo con un click!

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Il team di Ecosia

Il team di Ecosia

Abitiamo in un’epoca in cui ogni nostro desiderio più recondito prende vita grazie alla tecnologia: acquisti, ricerche e addirittura incontri, tutto può essere comodamente fatto con un click. Ma ovviamente c’è sempre un risvolto della medaglia: con l’incremento della tecnologia è la Terra a pagarne il caro prezzo, venendo costantemente inquinata e deturpata per far posto a nuove costruzioni.

Straordinariamente c’è chi è riuscito a coniugare la salvaguardia del nostro pianeta con il progresso cibernetico: stiamo parlando di Ecosia, un motore di ricerca tedesco, con sede a Berlino, che usa circa l’80% dei suoi ricavati per finanziare la riforestazione di alcuni lotti territoriali sfruttati dalle multinazionali. Sono molte le nazioni che hanno beneficiato di questa iniziativa ormai attiva dal 2009, dal Burkina Faso al Madagascar fino ad arrivare all’Indonesia e al Perù, e i risultati sono impressionanti: dopo un investimento di circa 5.7 milioni, gli alberi piantati in nove anni superano i 20 milioni in tutto il mondo.

Nonostante questi dati così rassicuranti, sono in molti quelli che pensano che Ecosia si basi su un’idea fantoccio che serva ad adescare gli utenti per tornaconti monetari. Per questo motivo, abbiamo deciso di parlare direttamente con Jacey Bingler, il capo delle pubbliche relazioni dell’azienda, per trovare finalmente delle risposte ai nostri dubbi.

Che cos’è Ecosia e da dove è nata questa idea?

Ecosia è un social business che pianta alberi grazie all’80% dei suoi ricavati. L’azienda è stata fondata da Christian Kroll, amministratore delegato, nel dicembre 2009. Christian studiava Economia a Norimberga e decise di viaggiare per il mondo in cerca di un’ispirazione per creare un modello commerciale con dei risvolti sociali positivi. Durante i suoi viaggi, Christian ha imparato molto in materia di riforestazione e così decise di investire le sue forze in un progetto ecologico per la salvaguardia delle foreste.

Il fondatore di Ecosia Christian Kroll in Indonesia

Il fondatore di Ecosia Christian Kroll in Indonesia

In che modo riuscite a competere con gli altri motori di ricerca come Google o Safari?

Se un altro provider di ricerca consente ai suoi utenti di fare del bene con le loro ricerche, lo celebriamo per aver aderito al nostro movimento. Alcuni motori di ricerca consentono ai propri utenti di scegliere una buona causa da supportare con le loro ricerche. Sfortunatamente, con più di 100.000 organizzazioni registrate, l’impatto delle donazioni tende a essere molto esiguo. Questo è il motivo per cui noi di Ecosia abbiamo deciso di sostenere un progetto alla volta, per ottenere un impatto maggiore.

Quali sono i vostri criteri nella scelta dei lotti di terra da ripopolare?

Immagina di avere un miliardo di alberi e di dover decidere dove piantarli per aver il più grande impatto sulla natura e sulla popolazione mondiale. Dove andresti? Sicuramente sceglieresti dei luoghi in cui c’è più bisogno di loro, in luoghi in cui milioni di alberi sono stati sradicati e mai ripiantati. E allora ci siamo chiesti: come possiamo dare la priorità a un luogo rispetto a un altro? Lo scienziato Norman Myers si è posto la nostra stessa domanda e ha individuato i cosiddetti hotspots della biodiversità. Ognuna di queste aree ha perso circa il 70% del suo habitat originale e, nonostante questi rappresentino solo il 2,3% della superficie terreste, questi supportano oltre la metà delle specie vegetali endemiche e quasi il 43% delle specie animali. Abbiamo individuato 35 hotspots in giro per il mondo e li abbiamo usati come bussole per il nostro lavoro. Focalizzandosi su questi punti, Ecosia utilizza la miglior strategia per sfruttare efficacemente i propri fondi a scopo benefico.

Sul vostro sito dichiarate che l’intero progetto è 100% green: vale lo stesso per l’energia utilizzata per i server? E soprattutto anche le multinazionali con cui lavorate utilizzano energia pulita?

Usiamo energie rinnovabili per alimentare il nostro motore di ricerca e anche la maggior parte dei nostri partner lo fa in alta percentuale. Ogni qualvolta notiamo delle falle nel sistema di energia rinnovabile 100% CO2 neutrale tra i nostri partner, compensiamo le emissioni di COsu base trimestrale.


Trovate e seguite degli obiettivi raggiungibili: trovate piccole cose che si possono facilmente integrare nella vostra quotidianità, ma che avranno un grande impatto a lungo termine.


Quali sono i vostri consigli per poter sensibilizzare i giovani a temi come la riforestazione e l’ecologia?

Trovate e seguite degli obiettivi raggiungibili: invece di provare a cambiare radicalmente le vostre vite da un momento all’altro (per poi fallire rapidamente, in quanto è troppo duro da raggiungere e troppo deprimente), trovate piccole cose che si possono facilmente integrare nella vostra quotidianità, ma che avranno un grande impatto a lungo termine. Provate, ad esempio, a ricercare delle alternative agli alimenti senza olio di palma o ad altri sevizi che usate costantemente (fornitori di energia, telefoni, motori di ricerca…); provate a mangiare meno carne (magari mangiarla solo in occasioni particolari) e soprattutto accertatevi della sua provenienza. Se vi muovete in città, provate a sostituire la macchina o i mezzi pubblici con le biciclette o condividete un giro in macchina con altra gente (spesso le soluzioni ecocompatibili sono anche le più economiche). Provate a trovare vestiti vintage e di seconda mano, cool e di buona fattura, invece di comprare nuovi capi a buon mercato e di scarso valore qualitativo. Se inoltre riuscite a trovare dell’alternative eco-friendly che vi soddisfano, spargete la voce! Questi piccoli gesti possono sembrare quasi inutili, ma più a lungo perseverate, più grande sarà l’impatto. Per esempio, con Ecosia, ogni singolo utente puo’ piantare dozzine di alberi, il che è bello, ma può sembrare poco. Ma grazie ai nostri milioni di utenti, siamo stati in gradi di piantare oltre 20 milioni di alberi e questo è davvero molto.

Quali sono invece gli obiettivi che vorreste raggiungere in questi anni?

Sicuramente vorremmo sensibilizzare più gente possibile a questo progetto e all’ecologia in generale. Per quanto riguarda il nostro progetto, abbiamo intenzione di piantare 1 miliardo di alberi nei vari hotspots in giro per il mondo entro il 2020.

Pensate che Ecosia possa diventare il motore di ricerca del futuro?

Assolutamente. Ecosia permette ai suoi utenti di sostenere una buona causa e avere un impatto reale sull’ambiente, sfruttando al meglio un’attività quotidiana e soprattutto gratuita. Finché ci saranno contenuti entusiasmanti su Internet, le persone avranno voglia di trovarli e utilizzeranno i motori di ricerca per farlo. I provider di ricerca fanno un sacco di soldi attraverso le pubblicità online: perché non dovresti usare un motore di ricerca che, oltre a darti risultati di ricerca di alta qualità, pianta alberi con i suoi profitti pubblicitari?


Intervista di Alessandro Buzzella e Melissa Vitiello

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