Emma, tutti i buoni propositi di un disco che celebra l’imperfezione

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In foto, Emma Marrone. Il 26 gennaio è uscito il suo ultimo disco, Essere qui

In foto, Emma Marrone. Il 26 gennaio è uscito il suo ultimo disco, Essere qui

Il 26 gennaio è stato pubblicato il quinto album di Emma, Essere qui. Un disco che, sin dal titolo, si fa manifesto delle sue migliori intenzioni: Essere qui vuol dire appartenere a questo tempo presente, farne parte consapevolmente, senza la preoccupazione di piacere a tutti e a tutti i costi. Suona come un monito e un incoraggiamento, è un modo per dare – al tempo trascorso – la funzione di una guida e – a quello a venire – la speranza di non trascorrere invano. C’è la consueta grinta di Emma e qualche imprescindibile presa di coscienza, che era possibile ravvisare già nei suoi lavori precedenti, ma che adesso trova la sua conferma.

Essere qui è un disco pieno di ottimi propositi, guarda alla vita con ritrovata fiducia, al passato con tenerezza e al futuro senza affanno. E non è poco per un’artista come Emma, che, non di rado, ha fatto – della sua musica – un grido di ribellione, una disarmante e sofferta ricerca di equilibrio. Schiena e Adesso, i suoi album precedenti, avevano dato il via a un percorso di crescita umana e coscienza artistica, avevano iniziato a delineare i tratti della donna e della cantante, dando a ognuna una forma, un ruolo e un posto. Essere qui chiude il cerchio, completa e afferma la storia di Emma, della persona e del personaggio artistico.

Grazie a Schiena, pubblicato nel 2013, la cantante salentina era riuscita a dare, alla propria carriera, uno spessore e una credibilità a lungo inseguiti: si era presentata come cantautrice (Amami, scritto e composto da lei, era stato il primo singolo estratto dall’album) ma poi aveva saputo affrontare le penne di Fabrizio Moro, Daniele Magro e Niccolò Agliardi, tra gli altri, con sapiente credibilità e spiccata personalità. Adesso, uscito nel 2015, perfetto erede di Schiena, ne aveva confermato le abilità interpretative e lo stile riconoscibile, potente e sanguigno. Essere qui è l’ultima tappa di un percorso di consapevolezza e maturazione, dopodiché, ne sono convinto, la carriera di Emma inseguirà nuovi e inaspettati obiettivi.

Il protagonista assoluto di Essere qui è l’amore, declinato in più forme: l’amore per se stessa, che è innanzitutto rispetto di sé; spoglia il bisogno di fingersi forte e traccia l’immagine di una giovane donna che impara a dire ad alta voce i propri limiti (in Le ragazze come me canta “Le ragazze come me non sanno piangere perché le lacrime hanno sempre ragione”); è consapevolezza (in Le cose che penso canta “Taci e resta indifferente quando incontri le paure che si vestono di niente ma poi diventano pesanti”); è maturità (in Sorrido lo stesso canta “Mi guardo indietro e vedo quello che ho imparato, non sono più disposta a perdere e mi riprendo il mio respiro e punto tutto ciò che ho sul mio destino”). Essere qui ruota intorno al bene che Emma ha imparato a volere a se stessa, non è un disco autocelebrativo né egocentrico. È un album che smussa limiti e celebra imperfezioni, ma che – più di ogni altra cosa – trascina l’ascoltatore nel mondo di una donna che si mostra così com’è, senza più combattersi, senza più nascondersi.

Il primo singolo estratto da Essere qui è L’isola, un brano deviante, mi vien da dire. L’isola, infatti, è una canzone atipica, certamente distante dalle produzioni precedenti di Emma: è un pezzo che combina elettronica, pop e funk e che racconta, in un testo essenziale e criptico, un sentore di rinascita, di ripartenza, di speranza (“E tu mi guardavi e io ti dicevo «amore non aver paura, troveremo un modo per andare via di qua»”). Il pezzo presumeva (o sembrava soltanto premettere) un’Emma inedita, diversa, non riconoscibile. Ma era solo un grande bluff: l’interprete di Essere qui ha le stesse e inconfondibili caratteristiche di sempre, ha soltanto scelto di osare un inizio inconsueto, affidandosi a una canzone non immediata come altre, ma con una forza comunicativa ed evocativa superiore a brani di maggiore impatto come Amami o Arriverà l’amore (i singoli di lancio dei precedenti dischi). L’isola, quindi, ha spalancato le porte a un nuovo inizio, che altro non è, in verità, che una continuazione coerente e convinta.

Al fianco di Emma, che – in questo disco – abbandona quasi del tutto la scrittura e firma un solo brano, Sorrido lo stesso, c’è la penna di Roberto Casalino (già autore della hit Cercavo amore), che stavolta è l’artefice, insieme a Nicco Verrienti, della travolgente Malelingue (sarà il singolo estivo? È assai probabile); c’è la scrittura diretta e autentica di Amara, autrice della già citata Le cose che penso; c’è Giuliano Sangiorgi, che firma Portami via da te; poi ancora Giulia Anania che ha scritto e composto Luna e l’altra; i giovani Leonardo Lamacchia, Federica Abbate e Giovanni Caccamo; non mancano le firme ormai accreditate di Gianni Pollex, Alessandra Flora, Roberto Angelini, Gigi Canu, Marco Baroni, Davide Petrella e Davide Simonetta.

È doveroso, poi, ricordare il team di musicisti che ha realizzato Essere qui: c’è Paul Turner dei Jamiroquai, Ninja dei Subsonica, Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion e Andrea Rigonat.


Non accade spesso che un team di autori e musicisti riesca nell’intento di far risaltare le doti comunicative di un interprete. Il gruppo scelto e voluto da Emma, invece, ha saputo comprendere, tradurre e forgiare le sue esigenze.


Essere qui, dunque, è un disco corale, che non celebra Emma, ma ne esalta le peculiarità. Non accade spesso che un team di autori e musicisti riesca nell’intento di far risaltare le doti comunicative di un interprete. Il gruppo scelto e voluto da Emma, invece, ha saputo comprendere, tradurre e forgiare le sue esigenze fino a confezionare un disco non coraggioso, come faceva presagire L’isola, ma consapevole, autentico, vissuto.

Essere qui è un raccoglitore di fotografie, colleziona tutti i volti di una trentenne che guarda al presente con fiducia e coscienza, che dal passato ha imparato il perdono e dal futuro pretende soltanto quello che saprà dargli. Non so se Essere qui farà la storia della (sua) musica, di certo è un tassello necessario per chiudere un cerchio e accogliere il futuro con determinazione e intelligenza. Senza lasciarsi compromettere da alcun difetto. Anzi, celebrando l’imperfezione, che non è mai motivo di vergogna, ma segno di riconoscimento. Ed Emma pare l’abbia finalmente imparato.

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Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

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