La bestia non si ferma

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Dettaglio della copertina de La bestia non si ferma, di Piero Cancemi (Eretica Edizioni)

Dettaglio della copertina de La bestia non si ferma, di Piero Cancemi (Eretica Edizioni)

La bestia non si ferma, opera di Piero Cancemi, pubblicato da Eretica Edizioni, mi incuriosiva già dal titolo. Innanzitutto, perché avevo letto nella trama che il protagonista si chiamava Riccio. A cosa si riferisce il titolo? Al protagonista in particolare – tutti i personaggi del libro portano il nome di un animale, anche se fanno riferimento a una persona in carne e ossa? Come a indicare che sotto la maschera che portiamo, sotto il nome con cui ci identifichiamo, il nostro vero comportamento è paragonabile a quello di un animale? O magari si tratta dell’avanzare inesorabile di una malattia degenerativa? O ancora, è in relazione alla continua ricerca del protagonista dell’ebbrezza attraverso la droga, l’alcool, il sesso – in questo caso la bestia coinciderebbe con l’eccesso?

Sono questi gli interrogativi con il quale mi sono apprestata a leggere gli undici racconti che compongono il piccolo ma prezioso volume, seguito dei racconti del libro La bestia non corre, ma che non è essenziale aver letto per comprenderne le vicende. Racconti che narrano la storia, le vicende di Riccio, senza un conduttore temporale, ma ricostruendo il puzzle della sua vita. Trasportando il lettore prima nella sua vita adulta e poi nella sua adolescenza e viceversa, come se avesse a disposizione una macchina del tempo per decidere il giorno e l’ora in cui spiare la vita del protagonista. Ogni capitolo racconta, infatti, un preciso episodio: così abbiamo il terzo racconto Poi torno, in cui viene descritta una giornata lavorativa di Riccio oppure il capitolo Il ferragosto, con la famosa festa estiva da sfondo al divertimento del protagonista e dei suoi amici.


Ho abusato troppo nella vita, ho abusato di tutto quello che poteva darmi piacere, ho abusato delle droghe, ho abusato e continuerò ad abusare dell’alcol, ma la cosa che non riuscirò mai a capire sarà lo squallido modo in cui sono riuscito ad abusare dell’amore.


Una scelta coraggiosa e riuscita, quella dell’autore, di mettere in scena un personaggio sospeso tra l’accettare la propria realtà e l’incapacità di spogliarsi di una vita composta di eccessi. Questo frattura si può notare nel linguaggio diretto e crudo, alternato a toni quasi disperati e a tratti filosofici, con il risultato di far scaturire emozioni contrastanti e disorientare il lettore.

Il linguaggio schietto e l’impossibilità, da parte mia, di immedesimarmi in un protagonista così autodistruttivo ha richiesto una certa predisposizione psicologica e il soffermarsi più volte tra un capitolo e l’altro, nonostante la volontà di scoprire il destino del protagonista. Aspetto che non rappresenta per forza di cose un punto a sfavore del libro: ogni tanto è giusto cimentarsi anche con qualcosa di diverso a quello di cui siamo abituati, alzare l’asticella del limite ed essere pronti ad accogliere nuovi stimoli.

About author

Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

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