Pop X e il girone mancante. Una serata di fuoco a Milano

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Dettaglio della copertina di Musica per noi, il nuovo album dei Pop X

Dettaglio della copertina di Musica per noi, il nuovo album dei Pop X

“HAI VOGLIA DI BALLARE?
VUOI CANTARE A SQUARCIAGOLA?
VUOI DIVERTIRTI?
VUOI SENTIRE DELLE BUONA MUSICA?
VUOI SENTIRE IL CALORE DI UNA FOLLA IN VISIBILIO?
Ecco, se stai cercando tutto questo NON VENIRE”.

Questo il post che troverete sulla pagina Facebook dei Pop X in cui sponsorizzano il loro tour invernale su e giù per la penisola.

EPPURE.

Eppure, ragazzi, punto dopo punto questo è esattamente ciò che ho trovato sabato sera all’Arizona2000, insospettabile sala da ballo liscio e argentino trasformata per l’occasione in una sala concerti/discoteca/mattatoio.

Cominciamo dall’inizio: voglia di ballare. Voglia di ballare io non ne avevo. Ai concerti preferisco abbracciare la transenna e tentare di sopravvivere fino all’ultima canzone. Ma a quanto pare la voglia di ballare ce l’avevano tutti gli altri che dietro di me, occhi chiusi e sorriso stampato in volto, si lasciavano letteralmente trascinare e sballottare a destra e manca.

Cantare a squarciagola: celo. Partendo dal presupposto che se a un concerto di Pop X non canti a squarciagola appena la melodia di Io centro con i Missili giunge al tuo canale uditivo probabilmente è perché sei sordo, tutte le canzoni dell’ultimo album, Musica per Noi, sono state ampiamente urlate, gridate, strillate. Tutte, da Orci Dentali a Litfiga passando per Regina e Serafino. La gente cantava seguendo le sillabazioni di Panizza, capo-guru dei Pop X, che seduto alla pianola al centro del palco ha passato l’intero concerto concentrato sulle note, sui suoni, sulle parole. Sporadici ma intensi gli sguardi di intesa con gli altri membri del gruppo Luca Babic, Niccolò di Gregorio (tornato alla ribalta dopo una lunga e sentita assenza), Ilaria Boba Ciampolini e la new entry Matteo Domenichelli.

Divertimento: celo. Caldo e sudore a parte (da mettere sempre in conto per qualsiasi concerto) è difficile non divertirsi, fosse solo per il brivido di non sapere se riuscirai a tornare a casa intera o se l’avambraccio ti rimarrà incastrato tra la transenna e il busto di un ragazzo che non pare essersi reso conto che lo spazio vitale in questi casi è limitato ma pur sempre da rispettare.

Sentire della buona musica: vedi sopra. Tutti suonano. E bene. Tastiera, basso, chitarra, tastiera (ancora), batteria, voce. Nessuno escluso tutti i Popper hanno passato due ore concentrati sui propri strumenti. Perché tanto stupore? Se ve lo state chiedendo evidentemente non siete mai stati prima a un concerto di questi folli: diciamo solo che mi aspettavo di vedere almeno un capitombolo di Babic o le mutande di Di Gregorio, ma nonostante questo è stata una più che piacevole sorpresa.

Sentire il calore di una folla in visibilio: no comment. Molto calore, molta folla, molto in visibilio. Come avrete già capito l’impressione generale era quella di stare in un qualche girone dell’Inferno dove musica alta, ragazze con gli occhiali da sole in evidente stato di ebbrezza, ragazzi a torso nudo, coctktail in pericoloso bilico e fastidiosi palpeggiamenti continui si confondevano gli uni negli altri, il tutto capeggiato dal volto di un Davide Panizza concentratissimo.

Pressapoco lo stesso girone in cui vorrei finire io.

Se andrete a cercare il post di cui parlavo più sopra noterete che mancano due punti.

Sballarsi con le amiche e rimorchiare.

Per il primo punto ho una buona spiegazione: tutte e tre dovevamo guidare.

Per il secondo invece mi sa di no.

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