#Oscar2018: la nostra classifica per il Miglior Film

0
Stanotte non staremo svegli per lo spoglio ma per gli Academy Awards. Ecco la nostra classifica dei candidati per il premio più ambito: Miglior film.

Stanotte non staremo svegli per lo spoglio ma per gli Academy Awards. Ecco la nostra classifica dei candidati per il premio più ambito: Miglior film.

Stanotte è la notte del verdetto. Ma non resteremo svegli per lo spoglio elettorale, resteremo svegli per seguire gli Academy Awards in diretta. Tra tappeto rosso e interviste, tutti faremo il tifo per il nostro film preferito sperando possa vincere nella categoria principale: l’Oscar al Miglior film.

Nell’attesa dell’annuncio ufficiale, vi proponiamo una classifica senza spoiler e senza la pretesa che rispecchi le preferenze né di chi legge né della maggioranza. Può essere utile per capire quali film vale la pena recuperare, oppure può essere il punto di partenza per litigare, chi può dirlo!

#9 – Lady Bird

Questa sarà l’opinione più impopolare della classifica, ma per me Lady Bird si posiziona in fondo. Si può riassumere molto facilmente in poche parole: la stereotipata adolescenza femminile americana. Ho letto e sentito parlare benissimo di Lady Bird, ma non mi ha convinta per niente.

Il cuore del film sarebbe il rapporto difficile tra la protagonista e la madre, ma le dinamiche affrontate sono un susseguirsi di già visto. In più il personaggio della diciottenne descrive una ragazza in tutto e per tutto “nella media”: mediocri sono i suoi voti, il suo aspetto, e non è neanche troppo sveglia.

Ci sono alcuni aspetti emancipatori, ma in generale non aggiunge niente alla cinematografia di genere dramma adolescenziale o di formazione. Navigare sugli stereotipi è un po’ giocare facile: una spettatrice per forza di cose si riconoscerà almeno in un cliché! Ma alla fine della visione mi è rimasta solo la grande gioia di essere uscita viva dal quel periodo nero che è il cuore dell’adolescenza.

#8 – L’ora più buia

Il film è carino, piacevole da guardare, adatto a cineforum scolastici, ma a mio avviso non è tra i più meritevoli di vincere l’Oscar come miglior film. L’intera pellicola si appoggia sulla bravura di Gary Oldman e sul suo personaggio, Winston Churchill, che gli ha fatto guadagnare una più che giusta candidatura come miglior attore protagonista. Il film racconta i discorsi del primo ministro inglese nel periodo della seconda guerra mondiale in cui la Germania nazista sembrava invincibile. È un Churchill carismatico, a volte burbero, a volte simpatico, sempre un leader. Ma, se togli Gary Oldman da L’ora più buia, non resta niente.

#7 – Dunkirk

Ironicamente, questo film racconta i fatti paralleli ai discorsi di Churchill di L’ora più buia, sviluppandoli in tre linee narrative diverse. Sotto la direzione di Nolan, si tratta di un film di guerra dove di guerra si vede poco. Dunkirk riesce a uscire fuori dagli schemi dei generi cinematografici concentrandosi molto sull’aspetto umano della vita militare, sul calore e sulle relazioni che si instaurano anche nei momenti più terribili.

Mi ha stupito il cantante Harry Styles, che qui si improvvisa attore per Nolan ma non sfigura affatto vicino ai colleghi con più esperienza.

#6 – La forma dell’acqua (The Shape of Water)

Disney + Marvel + Il fantastico mondo di Amelie = La forma dell’acqua. Dopo una bella shakerata, si intende.

Tredici candidature al film di Guillermo del Toro che esce dalla sua zona di comfort per raccontare romanticismo e sentimenti. Tante citazioni a vecchi film, tanto amore verso il cinema, tanta morale antirazzista e femminista ma attraverso una storia molto semplice e non particolarmente innovativa.

Bravissima la protagonista Sally Hawkins che interpreta Elisa, una donna muta, e riesce a recitare sentimenti forti senza dire nemmeno una parola.

Menzione d’onore per la sessualità di Elisa, affrontata in maniera molto emancipatoria: mi piace!

#5 – The Post

Diretto da Steven Spielberg con protagonisti Meryl Streep e Tom Hanks, era uno dei film che aspettavo più impazientemente!

La pellicola narra la vicenda della pubblicazione nel 1971 dei Pentagon Papers, documenti top secret del governo statunitense, prima su The New York Times e poi su The Washington Post.

La Streep interpreta la direttrice del Post ed è, come sempre, impeccabile. Il suo personaggio dimostrerà forza e determinazione di fronte al rischio e alla responsabilità, decidendo di pubblicare i documenti top secret e ribadire il ruolo del giornalismo come watchdog, ossia come cane da guardia protettore della democrazia che abbaia contro il potere che cerca di sovrastarla. E, nel caso dei Pentagon Papers, il cane che abbaia è molto più temuto di quello che morde.

La regia di Spielberg è tra gli elementi migliori del film. Ogni inquadratura è ben pensata per far risaltare i rapporti di potere tra i personaggi che dialogano, oppure per accompagnarsi agli stati d’animo dei protagonisti: a volte preoccupati, a volte decisi.

La trama è tanto più godibile quanto più si conosce già la storia vera, perché questo permette di capire e apprezzare meglio alcuni riferimenti brillanti agli eventi che seguiranno quelli raccontati all’interno della pellicola, ovvero lo scandalo Watergate che porterà alle dimissioni del presidente Nixon.

#4 – Scappa (Get Out)

Il regista esordiente Jordan Peele, per la prima volta dietro la macchina da presa e con un basso budget, ha girato un film coinvolgente a metà strada tra l’horror e il thriller con una forte componente satirica dell’America post-Obama. A dirla tutta potrebbe quasi essere un episodio speciale della serie Black Mirror e di Black Mirror c’è anche l’attore protagonista Daniel Kaluuya, che avevamo conosciuto nel secondo episodio della prima stagione, 15 milioni di celebrità.

Jordan Peele ha dichiarato di essersi ispirato a La notte dei morti viventi ma, nonostante il riferimento poco recente, realizza qualcosa di nuovo. Qualcosa che per il 60% è un susseguirsi di wtf e poi si risolve nella sua parte più horror, che sembra ancora più terrificante se pensiamo che non è nient’altro che un’allegoria dell’America di Trump, dove il razzismo non è stato sconfitto.

Subito dopo averlo visto la prima volta, avevo voglia di rivederlo. Anche se non sale sul podio, mi è piaciuto davvero un sacco e vi consiglio anche la video-spiegazione della critica cinematografica BarbieXanax ma ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER!

#3 – Il filo nascosto

Ambientato nella Londra del dopoguerra, si tratta di una storia d’amore completamente fuori dagli schemi tra un rinomato stilista e una cameriera. È un film che conferma tutte le teorie che ho finora sull’amore:

  1. L’amore è non avere bisogno dell’altro, ma volerlo lo stesso vicino.
  2. L’amore è un sentimento fortemente egoistico.
  3. L’amore ci espone al massimo della nostra vulnerabilità e debolezza. Amare vuol dire permettere a una persona di farti del male come nessun altro. Spogliarsi di ogni forza e metterci nudi nelle mani di chi ha il più forte potere su di noi. Una follia.

Insomma, questo film parla dell’amore come lo vedo io, quindi non potevo non adorarlo. Ma ci sono anche altri spunti interessanti. Ad esempio è molto presente la psicanalisi freudiana, sia nel complesso edipico (che si risolve in una specie di avanzamento delle fasi della sessualità infantile), sia nella forte dicotomia tra eros e thanatos (che segna le linee direttive di tutto il film).

#2 – Chiamami col tuo nome

È stato molto difficile scegliere tra il primo e il secondo posto, perché se non fosse una classifica per gli Oscar ma una classifica per decidere quale film mi abbia più emozionato indagando nelle viscere dell’animo, avrebbe vinto Chiamami col tuo nome.

Tratto dall’omonimo romanzo di André Aciman, il film è diretto dal regista palermitano Luca Guadagnino, che gli dà un’impronta decisa di buon cinema italiano. Si tratta di una pellicola coinvolgente piena di odori, sapori, sensazioni, ricordi. È il racconto emozionante di un amore omosessuale. Ma anche il racconto emozionante del primo vero amore. Ma anche un racconto emozionante sull’Amore. Livello di coinvolgimento: piangere la notte.

Il talentuosissimo Timothée Chalamet qui interpreta il protagonista Elio, ma lo vediamo all’opera anche in Lady Bird nel ruolo di Kyle, uno dei ragazzi di cui si invaghisce Lady Bird. Nel cast anche Michael Stuhlbarg, che vediamo qui nel ruolo fondamentale del padre di Elio; ma quest’anno il volto di Stuhlbarg sarà un po’ come il prezzemolo: infatti recita anche in The Post e in The Shape of Water.

Lo scorso anno, per la prima volta, l’Oscar come miglior film è andato a una storia LGBT+, Moonlight. Dovesse vincere Chiamami col tuo nome, sarebbe inevitabile notare questo elemento in comune, e sono molto curiosa di sapere cosa ne direbbero gli esperti, tipo Matteo Salviny.

#1 – Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Medaglia d’oro, sperando arrivi presto anche la statuetta d’oro, per il black humor di Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Si tratta appunto di una commedia nera divertente ed emozionante, un genere insolito per gli Academy Awards.

Il film è davvero unico, diverso dal solito e non scontato. Lo sviluppo della storia prende pieghe sorprendenti e incuriosisce sempre di più. Sebbene si tratti di una sceneggiatura originale, fino alla fine del film si ha l’impressione che stia raccontando una storia vera. Questo perché, nonostante i personaggi spesso sopra le righe, la pellicola appare molto realistica, ma realistica in modo grottesco.

Protagonista la bravissima Frances McDormand, candidata come Miglior attrice protagonista. Il suo personaggio, Mildred, dopo mesi di distanza dallo stupro e l’omicidio della figlia, è arrabbiata e delusa dalla polizia che secondo lei non avrebbe fatto il massimo per trovare il colpevole. Decide allora di affittare dei 6×3 per far tornare l’attenzione su questo caso irrisolto.

Oltre alla McDormand, nel cast anche Lucas Hedges nel ruolo del primogenito di Mildred, ma lo vediamo recitare anche in Lady Bird, ancora una volta come uno dei ragazzi che piacciono alla protagonista. Altro “doppione” Caleb Landry Jones, che prende parte anche a Get Out.

Il film, secondo me, può mettere d’accordo i gusti di tutti, anche del gruppo di amici che sta più tempo a discutere su cosa scegliere che a guardare il film. Ho difficoltà a immaginare che tipo di persona potrebbe non apprezzare Tre manifesti a Ebbing, Missouri ma, se proprio non vi dovesse piacere, non possiamo essere amici.

Siete d’accordo con la nostra classifica? Qual è il vostro preferito?

Se vi interessano gli Academy Awards o altre mini-recensioni, vi ricordo che abbiamo pubblicato anche la classifica dei candidati come Miglior film d’animazione!

About author

Milena Vesco

Milena Vesco

Nata ad Alcamo, in una Sicilia troppo lontana dal suo modo di essere. Ha preso molto sul serio il fatto che "in principio era il Verbo" e adesso studia Comunicazione a Bologna. Il suo obiettivo principale è diventare ogni giorno se stessa.

No comments

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi