Le Vibrazioni: l'ultima data del tour invernale al Live Music Club di Trezzo

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La band Le Vibrazioni in una foto di Chiara Mirelli

La band Le Vibrazioni in una foto di Chiara Mirelli

Mi incuriosiscono sempre molto le reazioni che suscitano le storie Instagram che posto riguardo ai concerti a cui partecipo.

Cosa ne pensano “gli altri”? Vorrebbero essere al mio posto? Hanno già sentito questo artista live?

Martedì 24 ho avuto modo di mettere non una, non due, ma qualcosa come dieci storie sul concerto delle Vibrazioni al Live Music Club di Trezzo. Non ero molto ferrata sull’argomento: conosco il gruppo per le loro canzoni più famose, per i singoloni di Sanremo. Conosco Insolita, Dedicato a te, In una notte d’estate.

Conosco Vieni da me così come la conosce tutta Italia. “Ci sarei venuto solo per quella”, mi scrivono, a proposito di risposte su Instagram.

La band milanese ha così terminato il suo tour invernale chiamato Così sbagliato, un tour andato benissimo, come non dimentica di sottolineare Francesco Sarcina, frontman del gruppo, nonostante i ben cinque anni di assenza dai palchi. In effetti devo ammettere che il pubblico era dei più variegati mai visti: davanti a me una sciura con lo scialle si dondolava al ritmo di Seta, sugli spalti delle ragazzine ventenni urlavano e gridavano “Francesco ti amo” mentre accanto a noi una coppia di evidenti fan sfegatati piangevano per lo sguardo distratto del cantante che casualmente si era posato su di loro.

Okay, questo è un caso limite, ma senza dubbio la varietà del pubblico era davvero notevole.

Durante il primo giro di ricognizione in attesa dell’inizio del concerto, aperto dai Dear Jack, io e la mia amica (facente parte della categoria: fan da quando avevo 5 mesi) abbiamo notato diversi volti noti del panorama indie italiano. In fondo, per tutti c’è sempre qualcosa da imparare.

Il concerto inizia dopo il tempo di una sigaretta e di quattro chiacchiere, la posizione che scegliamo guarda caso è proprio affianco al gruppo dei fan di vecchia data: qualche “È LUI!! SONO LORO!”, qualche commento sulla bellezza di Sarcina e si comincia.

La scaletta è quella che avevamo trovato poco prima su Google con qualche piccola variazione sul finale e comprende sia i principali tormentoni che i singoli estratti dall’ultimo lavoro. Mi trovo mio malgrado a conoscerne davvero poche mentre l’amica al mio fianco ogni tanto sparisce e ricompare cantando: il pubblico (molto più accondiscendente rispetto a quello a cui sono abituata) la lascia passare davanti per qualche sporadica foto al palco.

Nonostante la mia poca conoscenza in materia Vibrazioni, non ho potuto fare a meno di apprezzare la band, che sia dal punto di vista tecnico sia da quello di esecuzione è stata tra le migliori che io abbia mai ascoltato dal vivo. La bravura degli artisti è evidente persino a una profana come me.

Ultima canzone in scaletta è stata Vieni da me, con tutte le urla a squarciagola e le grida del caso. Anche da parte mia.

Ce ne andiamo dopo il tipico giro di saluti e mi rendo conto che per una volta se me ne vado contenta non è per aver avuto la possibilità di parlare con l’artista di turno, ma per aver potuto ascoltare dal vivo un pezzo di storia della musica italiana (il tutto debitamente registrato in svariati audio WhatsApp inviati alle amiche).

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