Loro 1, la continua ricerca del mistero [ANTEPRIMA]

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Set del film Loro, di Paolo Sorrentino. Nella foto Toni Servillo e Elena Sofia Ricci. Foto di Gianni Fiorito.

Set del film Loro, di Paolo Sorrentino. Nella foto Toni Servillo e Elena Sofia Ricci. Foto di Gianni Fiorito.

Se dovessi scegliere una parola adatta a descrivere l’attesa di Loro, sceglierei “mistero“. Sono state poche le immagini, i trailer che ci hanno anticipato qualcosa del film; perfino i manifesti sono totalmente neri, se non per il titolo, quasi a voler nascondere qualcosa. Era difficile da immaginare se film sarebbe stato sulla stessa linea del Caimano di Nanni Moretti o qualcosa di più celebrativo. Sapevamo soltanto che Sorrentino voleva puntare la macchina da presa sull’aspetto umano di Berlusconi e le poche parole del teaser ce lo ricordano.

– Ti aspettavi di poter essere l’uomo più ricco del Paese, fare il premier e che tutti ti amassero alla follia?
– Sì, mi aspettavo proprio questo.

Sorrentino sceglie di iniziare a parlare di Lui senza mostrarcelo, passando dagli occhi di chi vuole entrare nel mondo delle persone importanti, di chi viene da piccole realtà, dove al massimo si può truccare qualche appalto, e vuole passare al lusso dei palazzi romani. Insomma, di chi vuole essere come Lui.

Quello che vuole mostrarci Sorrentino è anche l’ambizione degli italiani e lo fa spaccando il film in due parti. Nella prima ora lo fa con la storia di Sergio Morra, palese riferimento a Giampaolo Tarantini, un tale che per ottenere appalti fa prostituire ragazze con “quelli che contano”. Morra non si accontenta però dei soliti giri e decide che vuole fare il salto di qualità, arrivare in alto. Per farlo si fa aiutare dalla moglie che, arrivata a Roma, riesce a sedurre un ex ministro, probabilmente Bondi, e da Kira, una femme fatale molto vicina al Cavaliere, che invece ricorda Sabina Began, la famosa “ape regina”, che lo avvicinerà a Lui suggerendogli di organizzare festini hard a basa di droga in Sardegna, facendogli perfino comprare una villa vicino alla sua.

Già dalle prime inquadrature capiamo che Loro sarà molto diverso dagli ultimi film di Sorrentino: lo stile è decisamente diverso, manca quella lentezza contemplativa che troviamo solo in poche scene e alla quale ci eravamo abituati nei suoi film.

La prima impressione è che Sorrentino ci abbia preso tutti in giro. Questa prima parte ci ha mostrato tutto tranne quello che effettivamente aveva destato così tanta curiosità, interpretando troppo alla lettera Leopardi quando dice che l’attesa stessa è il piacere. Per un’ora non si fa altro che pensare a Lui, che non arriva. Ha voluto raccontare, con un briciolo di presunzione di troppo, «alcuni italiani che, sulla base di spinte eterogenee quali ambizione, ammirazione, innamoramento, interesse tornaconto personale, vogliono provare a ruotare intorno a una sorta di paradiso in carne e ossa: un uomo di nome Silvio Berlusconi».

Set del film Loro di Paolo Sorrentino. Nella foto Toni Servillo e Giovanni Esposito. Foto di Gianni Fiorito.

Set del film Loro di Paolo Sorrentino. Nella foto Toni Servillo e Giovanni Esposito. Foto di Gianni Fiorito.

Fino a qui il giudizio non può essere positivo: tutti ci aspettavamo qualcosa di diverso, sia visivamente che narrativamente; è tutto molto lento, noioso a tratti. Proprio dalla scena peggiore però le cose migliorano. Appare Lui travestito da ancella, solo per far ridere e riconquistare Veronica, ormai totalmente disincantata, silenziosa, dedita alla lettura. Si prova quasi tenerezza per questo Silvio che, per riconquistarla, cerca di farla ridere in tutti i modi e le regala gioielli, ma che ci riuscirà solo dimostrandole che oltre al materialismo è anche altro; dimostrandole di ricordarsi ancora il momento in cui si sono conosciuti, la loro canzone.

Servillo è una maschera, caricaturale fino all’estremo, perfino il suo accento milanese è marcato e più che Berlusconi sembra Renato Pozzetto, ma anche questo è necessario per descrivere un uomo che è stato tutto e il contrario di tutto. Sono poche le scene dove non è una macchietta, dove non si cerca solo di far ridere lo spettatore, ma sono le più importanti perché ci viene mostrato chi realmente è Berlusconi, un essere umano. Silvio persona e non Silvio uomo di intrattenimento o politico. Questa seconda parte è molto più veloce, molto più bella ed è un peccato che le sia stato dedicato così poco tempo.

Sicuramente questa prima metà non ci ha entusiasmato, anzi. Nella sala, fatta eccezione per pochi timidi applausi, ci siamo trovati tutti abbastanza basiti. Ancora forse è presto per capire quello che abbiamo visto, un prodotto incompleto che probabilmente troverà un senso nella sua seconda parte.

Loro 1, prodotto da Indigo e da produttori francesi, distribuito da Universal, sarà in sala da martedì 24 aprile. Il secondo film, Loro 2, sarà nelle sale dal 10 maggio.

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Francesco Montagnese

Francesco Montagnese

Classe '97, Calabrese di nascita, ma romano d'adozione. Nel tempo libero scrivo poesie e suono il violino.

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