I Paris Monster conquistano il Miela di Trieste

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I Paris Monster. A sinistra Josh Dion (batteria, synth e voce), a destra Geoff Kraly (basso, programmazione synth, produzione)

I Paris Monster. A sinistra Josh Dion (batteria, synth e voce), a destra Geoff Kraly (basso, programmazione synth, produzione)

“Viverci è costoso, ma è il posto più stimolante del mondo”. È così che Josh Dion (batteria, synth e voce)  descrive la Grande Mela. E dal Grumpy Café, il suo bar preferito di New York, osserva le persone e si lascia ispirare per le musiche che Geoff Kraly (bassista, produttore e programmatore di synth) completerà con i suoi testi. I Paris Monster non perdono un colpo, non esauriscono neppure per un attimo l’energia che hanno creato nel momento in cui sono saliti sul palco della piccola sala del Teatro Miela.

14 aprile 2018, il vento di Trieste stavolta è caldo e l’atmosfera dello stabile è familiare e intima al punto giusto. Tanto confortevole da non scoraggiare qualcuno che, tra il pubblico, a un certo punto decide di alzarsi e avvicinarsi al palco per ballare, trascinando chi probabilmente moriva dalla voglia di farlo ma aspettava di non essere il solo. L’entusiasmo è alle stelle, il duo riesce a coinvolgere totalmente i presenti in sala senza utilizzare stratagemmi: basta la loro musica. Un connubio perfetto, un’intesa evidente sul palco, specialmente nel momento in cui un brano si fonde con quello successivo prima ancora che il pubblico possa accorgersene.

I Paris Monster hanno conquistato una certa popolarità lo scorso anno, dopo la pubblicazione del video
di un silent concert al Little Big Beat studio in cui Dion esegue un brano del duo. Musicisti di un certo calibro, due carriere farcite di collaborazioni importanti. La Josh Dion band ha calcato a suo tempo i palchi americani ed europei collaborando con numerosi artisti (Buddy Guy, Los Lonely Boys, Eric Johnson, Spyro Gyra, Cowboy Mouth, Spin Doctors), Geoff Kraly ha ultimamente lavorato con il pianista Jacob Sacks e prodotto il batterista Vinnie Sperrazza con “Apocryphal”.

Insieme fondono synth-pop, funk e soul, realizzando sonorità spaziose, a volte sognanti, sempre impregnate di vitalità. Una continua emissione di vibrazioni particolari: pelle d’oca e una gran voglia di lasciarsi andare. Un po’ come fa Dion, che muove la sua lunga chioma di capelli mentre si destreggia tra i vari strumenti. Sono addirittura tre i bis che il pubblico chiede a gran voce a fine concerto, il tempo di uscire e tornare e si riattacca, qualcuno spera che non finisca mai.

Se siete di Trieste e dintorni tenete d’occhio il programma del Teatro Miela che è pieno di iniziative interessanti per i prossimi mesi.

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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