Non si parla abbastanza di Donald Glover

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In foto, Donald Glover, conosciuto anche come Childish Gambino

In foto, Donald Glover, conosciuto anche come Childish Gambino

Donald Glover nasce a Los Angeles nel 1983 per diventare cantante, attore, rapper, sceneggiatore, regista e, all’occorrenza, DJ. Molti lo conoscono per aver interpretato il ruolo di Troy Barnes nella serie televisiva Community, altri lo ricordano per aver ideato, interpretato, scritto e diretto Atlanta, serie per la quale si è guadagnato due Emmy, due Golden Globes, due Writers Guild of America e un Critics’ Choice Award.

Il suo alter ego rapper, con il quale ha realizzato tre album, risponde al nome d’arte di Childish Gambino. Proprio di lui in questi giorni si sta discutendo più del solito e il motivo è semplice: lo scorso 6 maggio è uscito il suo nuovo singolo intitolato This is America, si è già guadagnato oltre 100 milioni di visualizzazioni e il corrispondente video musicale è probabilmente già il migliore del 2018. Le scene dalle inquadrature sapientemente studiate sono ricche di riferimenti (la sparatoria di Charleston, la brutalità della polizia a cui sono sottoposti gli afroamericani, i pantaloni dell’uniforme dell’esercito degli Stati Confederati, la purtroppo nota caricatura di Jim Crow…) e Gambino è il protagonista assoluto, l’America stessa. Con i suoi movimenti eccentrici e occasionali, brutali interruzioni, rappresenta perfettamente la società americana, ormai abituata a farsi distrarre dai media, dalla cultura pop, da artisti e produzioni spesso prive di contenuti, mentre sullo sfondo regna il caos più totale.

Inseguimenti, disordini vari e sparatorie si succedono ininterrottamente mentre siamo distratti a guardare Gambino perché senza maglietta, per le sue espressioni strane, per i ragazzi in uniforme scolastica che gli ballano dietro. Il video, nella sua interezza, è una potente denuncia accortamente organizzata e dai dettagli precisi, inequivocabili. Gli Stati Uniti contengono un preoccupante miscuglio di cultura dell’intrattenimento, violenza e razzismo che artisti afroamericani del calibro di Jay-Z, Kendrick Lamar e Gambino stesso sanno rappresentare in modo eccellente. Non a caso, nel suo monologo al Saturday Night Live della scorsa settimana, Donald si è sapientemente definito una triplice minaccia: come attore, come musicista, come produttore.

Glover è un artista poliedrico e di grande talento, per questo c’è bisogno di conoscere il suo nome. Le sue produzioni non hanno praticamente mai un tono saccente da ramanzina: riescono a essere serie, tristi, brutali, comiche. Finalmente stiamo lentamente ritornando alla glorificazione del messaggio, dell’arte, dell’ingegno. Speriamo sia la volta buona.

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Melissa Vitiello

Melissa Vitiello

21 anni, tra Napoli e Istanbul. "Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita", diceva Sylvia Plath.

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