Gb Project: «Il jazz non è un genere di nicchia»

0
In foto, Gilberto Mazzotti (pianoforte e piano elettrico) dei GB Project

In foto, Gilberto Mazzotti (pianoforte e piano elettrico) dei GB Project

Uscito ufficialmente il 16 marzo 2018, Magip è il nuovo capitolo discografico firmato GB Project, formazione costituita da Alessandro Scala (sax, soprano e sax tenore), Gilberto Mazzotti (pianoforte e piano elettrico), Piero Simoncini (contrabbasso), Michele Iaia (batteria) e dalla special guest Simone Zanchini (fisarmonica).

Raccontatemi come nasce Gb Project.

Il gruppo nasce dall’idea di Alessandro Scala (sax) di suonare le composizioni di Gilberto, fino ad allora poco esplorate. Così facendo, ci siamo incontrati prima con Piero Simoncini (contrabbasso) e successivamente con Michele Iaia (batteria). Appena abbiamo cominciato a provare, si è creato subito un bellissimo clima musicale e personale, i brani prendevano forma e un sapore inedito grazie alla collaborazione e il contributo di tutto il gruppo. Dopo poco abbiamo deciso di incidere il primo album, In the bloom, pubblicato da Alfa Music nel 2016, e pochi mesi fa è arrivato il secondo, Magip.

A proposito di Magip, mi raccontate com’è nato questo vostro secondo progetto?

Questo album è stato un lavoro di gruppo, è nato in modo spontaneo, così come i suoni che vi sono all’interno. Sono frutto della nostra alchimia.

Magip vede la partecipazione straordinaria Simone Zanchini. Perché avete scelto di inserire la fisarmonica tra i suoni del disco?

La scelta della fisarmonica è nata nel primo album, in alcuni brani sentivamo la necessità di inserire il colore di questo strumento specifico. Così abbiamo contattato Simone. Il suo talento e il suo modo di interpretare la nostra musica ci ha portato a decidere di continuare questa collaborazione, sradicando le nostre tradizioni sonore per dare libero spazio alla sua creatività. Cogliamo l’occasione per ringraziarlo nuovamente per la sua esplosiva partecipazione.

Magip è un album certamente eterogeneo: c’è il modern jazz, ma anche il contemporary jazz e non mancano suoni dal sapore più mediterraneo. Qual è l’ispirazione che sta alla base di questo progetto?

Le influenze che ci contaminano durante la vita, sonore, visive, emotive, letterarie. Sono svariate e i suoni sono un mezzo con cui poterle esprimere.

Facciamo un passo indietro: nel 2016, come dicevamo prima, avete pubblicato In the bloom, il primo capitolo discografico firmato Gb Project. Quali differenze ci sono tra il vostro primo album e Magip?

La differenza sostanziale tra il primo e il secondo disco è stata la forte influenza delle strutture ritmiche, suggerite da Michele Iaia, il nostro batterista. Il grande affiatamento del gruppo, poi, ha permesso a ogni personalità di esprimersi al meglio, contribuendo concretamente al compimento del lavoro finale. Possiamo aggiungere, rispetto al primo album, anche più coraggio nelle scelte stilistiche e nell’esplorazione di vari scenari sonori.

La discografia italiana, si sa, non attraversa un momento felice. Quali sono le difficoltà che vive un gruppo come il vostro in Italia, oggigiorno?

Il problema principale è riuscire a comparire nel mercato per poter essere valutati correttamente da una platea sincera.

In foto, Gilberto Mazzotti (pianoforte e piano elettrico) dei GB Project

In foto, Gilberto Mazzotti (pianoforte e piano elettrico) dei GB Project

Perché si ha sempre l’impressione che il jazz sia un genere elitario, quasi di nicchia?

Perché, a nostro parere, il jazz è considerato un genere per un pubblico ricercato, ma questa ricercatezza finisce per essere fine a se stessa, distaccandosi troppo dal rapporto che la musica dovrebbe avere con la gente. L’arte, in senso lato, e quindi anche la musica, ha lo scopo di fare star bene le persone. Qui si rischia di essere silurati, ma questo è soltanto il nostro modesto parere.

Ora vi chiedo di sognare una collaborazione: con chi vi piacerebbe suonare?

Sono davvero tanti i musicisti che stimiamo e con cui vorremmo condividere il palco, quello che ci importa è lavorare con persone che siano un valore aggiunto al nostro progetto. Non ci interessa la notorietà che potrebbe scaturire da una collaborazione con un artista noto al grande pubblico.

Il 17 maggio, all’Auditorium Corelli di Fusignano (Ravenna), ci sarà il primo live per far conoscere al pubblico Magip. Credo che la dimensione live sia quella più congeniale a un gruppo come i Gb Project. Che spettacolo porterete in giro per l’Italia?

Sicuramente quello che porteremo in giro sarà l’entusiasmo e la gioia di trasmettere al pubblico emozioni propositive con la nostra musica.

Concludo le mie interviste sempre con la stessa domanda: qual è la parola più importante della vostra vita?

Non abbiamo alcun dubbio: “vita”.

About author

Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

No comments

Potrebbero interessarti

In foto, Rachel "Golden" Doe dei Rumba de Bodas al BOtanique Festival © partedeldiscorso.it Giulia Perna

Rumba de Bodas: è qui la festa!

I Rumba de Bodas nascono a Bologna nel 2008 come musicisti di strada. Hanno attraversato l’Europa a bordo di un furgone scassato ma hanno sempre ...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi