Con La truffa dei Logan, Soderbergh fa il botto. Letteralmente [ANTEPRIMA]

0
Channing Tatum (Jimmy Logan), Riley Keough (Mellie) e Adam Driver (Clyde) in La truffa dei Logan, di Steven Soderbergh. Foto di Michael Tacket / Fingerprint Releasing | Bleecker Street

Channing Tatum (Jimmy Logan), Riley Keough (Mellie) e Adam Driver (Clyde) in La truffa dei Logan, di Steven Soderbergh. Foto di Michael Tacket / Fingerprint Releasing | Bleecker Street

Visti i precedenti di Steven Soderbergh, che tra le altre cose vanta un premio Oscar per il suo Traffic con Benicio del Toro e una nomination ottenuta lo stesso anno per Erin Brockovich, le aspettative per il suo nuovo lavoro erano alle stelle. Il regista torna sul grande schermo dopo quattro anni di dedizione alla tv dirigendo un cast ricco di volti noti, tra i quali spiccano Channing Tatum, Adam DriverDaniel Craig, Katie Holmes e Hilary Swank, in una commedia dai ritmi serrati e dall’umorismo pungente.

La truffa dei Logan rappresenta il riuscitissimo comeback di un regista abituato ai film che raccontano elaborate imprese criminali, che ci ha insegnato ad affezionarci ad una squadra di malviventi assortita in modo improbabile con i suoi famosi Ocean’s. È impossibile non notare le somiglianze di ritmi e stile con la fortunata serie precedente, infatti il film è per stessa ammissione del regista «una specie di cugino dei film Ocean’s». In questo caso, però, i due protagonisti non sono per niente abituati alla vita al di fuori della legge. Jimmy Logan (Channing Tatum) è un minatore di carbone che ha appena perso il lavoro, mentre suo fratello Clyde (Adam Driver) è un ex soldato con una protesi a un arto che ora fa il barista in uno scalcinato locale in West Virginia. Convinti che una sorta di maledizione perseguiti la loro famiglia, i due decidono di mettere a segno una rapina alla Charlotte Motor Speedway durante la mitica gara di auto Coca Cola 600, nel tentativo di riassestare le loro finanze, anche se non nel più legale dei modi. Ad aiutarli nell’improbabile piano la sorella Mellie (Riley Keough), che nella vita fa la parrucchiera ma ha una passione per i motori e sembra l’unica a non aver ereditato la sfortuna familiare, e un ladro esperto di esplosioni il cui nome è tutto un programma, Joe Bang, interpretato da Daniel Craig.

La forza del film sono senza dubbio i personaggi, scritti in maniera assolutamente riuscita e molto ben interpretati dagli attori che, in alcuni casi, mostrano doti comiche inaspettate. La sceneggiatrice Rebecca Blunt è nata in West Virginia come i protagonisti e ha dichiarato di essersi ispirata alla vicenda personale di Channing Tatum per scrivere il personaggio di Jimmy. Come lui, infatti, l’attore è nato in un piccolo paesino del Sud e ha vinto una borsa di studio per giocare a football, andata poi rovinosamente in fumo quando si è rotto il ginocchio appena prima dell’inizio della stagione. La scelta del cast è piuttosto azzeccata anche per quanto riguarda gli altri personaggi. Daniel Craig è sorprendente sia nell’interpretazione di un individuo così surreale che nella padronanza dell’accento del West Virginia, così come Adam Driver nella sua riuscitissima performance come Clyde.

Il ritmo del film è piuttosto serrato per tutta la durata, le scene non sono quasi mai eccessivamente lunghe e i dialoghi sempre accesi da una punta d’ironia. Come in una gara automobilistica, le sequenze che descrivono la messa a punto del colpo mantengono viva l’attenzione, senza mai perdere la componente comica che si conserva intatta per tutta la durata del film, anche nelle scene dove la tensione sale. La descrizione degli ambienti della NASCAR e dello spirito tutto americano che si respira in queste competizioni è assolutamente puntuale, sottolineata dalla bellissima sequenza in cui Soderbergh ha voluto la star del country LeAnn Rimes a interpretare senza musica America the Beautiful prima dell’inizio della gara.

La truffa dei Logan non delude le aspettative di chi ha confidenza con il lavoro del regista e ne attendeva il ritorno sul grande schermo. Una commedia ben riuscita che introduce con umorismo acuto attualissimi temi che spingono alla riflessione, oltre che al riso: la condizione degli stati del Sud, la disoccupazione, la famiglia, lo spirito americano.

Lo spettatore si ritrova seduto sugli spalti di una pista automobilistica: la storia gli sfreccia davanti a gran velocità e lo lascia un po’ frastornato, ma col sorriso.

About author

Giada Origlia

Giada Origlia

Milanese, aspirante cantautrice e giornalista, appassionata di cinema, serie tv, lingue e, ovviamente, buona musica. Non sa se nella vita scriverà canzoni o reportage, ma si augura tutte e due le cose.

No comments

Potrebbero interessarti

Un'immagine dal film Gatta Cenerentola, di Ivan Cappiello, Dario Sansone, Marino Guarnieri, Alessandro Rak

Gatta Cenerentola e le contraddizioni di Napoli

[caption id="attachment_10763" align="aligncenter" width="2048"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi