Cimini: «Mi sono innamorato in Autogrill»

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In foto, Federico Cimini, noto semplicemente come Cimini

In foto, Federico Cimini, noto semplicemente come Cimini

Federico Cimini, o semplicemente Cimini, è un cantautore calabrese, adottato dalla città di Bologna dove ha studiato e dove vive. Qui ha conosciuto i regaz di Garrincha Dischi e con loro ha prodotto il suo terzo album uscito lo scorso marzo, dal titolo Ancora Meglio.

L’ho incontrato al Biografilm Festival a Bologna, dove ha cantato per la prima volta il suo nuovo singolo, A14, scritto insieme a Carota (Enrico Roberto de Lo Stato Sociale). Abbiamo scambiato due chiacchiere per conoscerlo meglio e per capire se davvero ci si può innamorare in Autogrill.

Di lui mi ha colpito la timidezza e la gratitudine: un ragazzo sincero e senza filtri, che questo momento se l’è proprio meritato tutto.

Federico, il 4 giugno è uscito il tuo nuovo singolo, A14Chi ti ha rubato il cuore in Autogrill?

(ride, nda) Questa canzone è nata con Carota così per gioco. Una ragazzata, insomma. Di solito scrivo sempre robe molto impegnative, un po’ tristi, e invece questa canzone è allegra, serve a far festa. E comunque io mi innamoro almeno 5 o 6 volte al supermercato, ogni volta che vado a fare la spesa.

Bene, ora torniamo seri. Raccontami un po’ chi è Federico Cimini, cosa voleva dire con Pereira (disco uscito nel 2013) e cosa è cambiato da allora.

Praticamente è cambiato tutto. Per un periodo, l’ammetto, non mi andava più di fare musica perché mi ero annoiato. Però non sapevo fare altro. Alla fine mi sono laureato in DAMS e ho continuato a scrivere canzoni.

E infatti il tuo secondo album, Ancora meglio, suona in maniera totalmente opposta. Dai l’idea di essere diventato uno che ha superato le paure, che è andato oltre certi limiti. È solo un’impressione?

No, è esattamente così. Per un periodo mi sentivo privo di ispirazione, poi ho capito che le cose che scrivevo, molto semplici, riuscivano ad arrivare al pubblico.

“Per la legge di Murphy sono tutti migliori di te”: ti sei mai sentito migliore di qualcuno?

Non mi sono mai sentito migliore di qualcuno, anzi il contrario. Sono uno che crede poco in se stesso, a volte mi chiudo a riccio ma poi faccio quello che mi piace e quindi esco dal guscio.

In foto, Federico Cimini, noto semplicemente come Cimini

In foto, Federico Cimini, noto semplicemente come Cimini

Dietro il tuo progetto discografico c’è la grande famiglia di Garrincha dischi, c’è Calcutta: insomma, ci sono tante belle persone. Come è nata la collaborazione con loro?

Conoscevo già Lodo Guenzi (frontman de Lo Stato Sociale), poi una sera gli ho fatto ascoltare dei miei pezzi e così è iniziata anche la nostra conoscenza artistica. Mi ha presentato ai regaz di Garrincha e gli sono piaciuto.

Hai deciso di pubblicizzare Una casa sulla luna attraverso le Instagram stories e non il classico videoclip musicale su YouTube. In un mondo completamente in cui siamo tutti costantemente connessi, secondo te la musica di cosa ha bisogno per arrivare alle persone? 

Sai, una volta si usavano i comunicati stampa, i giornali. Sono sempre mezzi importanti, ma ormai siamo nell’era di Internet e i social sono un mezzo fondamentale, quindi ci sta [che vengano usati] per diffondere un messaggio. Poi le Instagram stories creano un ricordo, se ci pensi bene. E Una casa sulla luna parla un po’ di ricordi, quindi rientrava tutto in questo ragionamento.

Sempre in una Casa sulla luna, dici di soffrire l’ansia di volere tutto e poi non accontentarti mai. Ma secondo te da dove viene tutta quest’insoddisfazione dei giovani d’oggi?

Si pensa di poter avere tutto e subito. Pubblichi un video su YouTube e diventi l’idolo di migliaia di persone. Ma le cose non funzionano sempre così, devi sapertele meritare.

Quali sono i prossimi progetti musicali? Dacci qualche anticipazione, dai.

‘Sta roba che sto facendo mi piace un casino. C’è il tour estivo e poi continuerò a far musica. Ci sto bene qui dentro.

Ora facciamo un gioco di “condivisione musicale”. Se dovessi regalare una canzone (non tua) a una persona molto importante per te, che brano sceglieresti?

Sparire dei Cani. Pezzo malinconico? Sì, può essere. Ma bello bello.

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il tuo posto nel mondo?

Beh, San Lucido in provincia di Cosenza, il paese in cui sono nato e cresciuto. Il tramonto dal balcone di casa mia è un posto inspiegabile, uno di quei posti che ti porti dentro ovunque vai.

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come Capa Riccia. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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