Le cinque leggi della biblioteconomia

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Il desiderio di spiegare il il motivo dell'esistenza delle biblioteche, cioè soddisfare i bisogni informativi dei lettori, spinge Ranganathan a fondare la biblioteconomia come una scienza vera e propria.

Il desiderio di spiegare il il motivo dell’esistenza delle biblioteche, cioè soddisfare i bisogni informativi dei lettori, spinge Ranganathan a fondare la biblioteconomia come una scienza vera e propria.

Ormai è fuori da ogni dubbio: della mia passione per libri e biblioteche lo conoscono anche i muri. Insomma, il mio trasporto non si appresta al semplice fatto di aver lavorato in biblioteca o di passare ore a scrivere seduta in sala studio o di prendere in prestito tre libri ogni settimana. Dovevo saperne di più: e quale mezzo di conoscenza se non un libro? Come spesso accade in queste situazioni, allo schiudere della porta si è aperto un mondo.

Ho scoperto l’esistenza, fino a un paio di giorni fa a me sconosciuta (mea culpa), di Shiyali Ramamrita Ranganathan, insegnante di matematica indiano, che viene selezionato come bibliotecario all’Università di Madras. Il primo approccio a questa nuova realtà gli appare insopportabile e compie quindi un viaggio a Londra per studiare la biblioteconomia. Viaggio che risulterà fatale. La profondità dell’esperienza umana (riceve un insegnamento personalizzato tra lezioni teoriche, visite e tirocini nelle biblioteche) e la sfida intellettuale, guidata dalla necessità di trovare delle leggi per fondare la biblioteconomia come una scienza vera e propria, porteranno Ranganathan a enunciare le cinque leggi della biblioteconomia. Quest’ultime nascono, quindi, dal desiderio di spiegare il cuore della biblioteca, il motivo della sua esistenza, cioè soddisfare i bisogni informativi dei lettori.

Le cinque leggi sono:

  1. I libri esistono per essere usati.
  2. A ogni lettore il suo libro.
  3. A ogni libro il suo lettore.
  4. Risparmia il tempo del lettore.
  5. La biblioteca è un organismo che cresce.

Mentre immagino bibliotecari che prestano giuramento a questi cinque enunciati come i medici prestano il Giuramento di Ippocrate, ammetto che la portata di questi scritti, emessi nel 1931, è rivoluzionaria. Se consideriamo che fino a poco tempo prima la biblioteca era solo un luogo di conservazione (pensiamo alle biblioteche ecclesiastiche o private), con la prima legge la biblioteca si trasforma da luogo chiuso a luogo aperto, nel quale viene erogato un servizio volto a soddisfare il bisogno di documentazione del lettore. I libri (o meglio, i documenti che trasmettono conoscenza registrata) diventano strumenti al servizio del lettore. Inoltre, se la biblioteca inizialmente ospitava un pubblico ristretto (solo una cerchia ristretta era colta), la seconda legge – a ogni lettore il suo libro – pone le basi della fondazione della biblioteca pubblica, allargando l’istruzione a tutta la popolazione, senza distinzione.

Un'illustrazione che ritrae Shiyali Ramamrita Ranganathan, fondatore della biblioteconomia

Un’illustrazione che ritrae Shiyali Ramamrita Ranganathan, fondatore della biblioteconomia

Le altre tre leggi riguardano la qualità e la completezza del servizio. Quale servizio? Quello che solo il bibliotecario può compiere, ossia promuovere l’incontro tra lettori e libri. Di fatto, secondo la terza legge, sarebbe il libro a dover scegliere il lettore, ma essendo questo impossibile il ruolo dell’intermediario spetta quindi al bibliotecario. In questo contesto, si inserisce anche l’uso di un regolamento per l’utilizzo dei libri (come un numero massimo di prestiti e la scadenza), ricordando, appunto, che il lettore non è l’unico a usufruire dei documenti. Il lettore, inoltre, spesso non è capace di esplicitare il proprio bisogno (quante volte abbiamo detto “vorrei leggere un buon romanzo, ma non so proprio quale”) e il bibliotecario deve assumersi la responsabilità di formulare correttamente il bisogno informativo del lettore.

Infine, la quinta legge sottolinea la crescita inarrestabile a cui è sottoposta la biblioteca. Non solo dal punto di vista bibliografico, con le continue proposte editoriali e l’aumento delle richieste e dei bisogni degli utenti, ma anche nella qualità e nel rinnovamento della proposta informativa attraverso nuove strategie e tecnologie.

S. R. Ranganathan è stato dunque non solo uno dei più grandi bibliotecari del ventesimo secolo e fondatore della biblioteconomia in India, ma il suo pensiero rivoluzionario ha avuto enormi ripercussioni a livello mondiale, ponendo di fatto le basi della scienza della biblioteconomia.

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Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

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