Giulia Pratelli: «I nodi sciolti per continuare a camminare»

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La cantautrice Giulia Pratelli in una foto di Matteo Pratelli

La cantautrice Giulia Pratelli in una foto di Matteo Pratelli

Giulia Pratelli è una giovane cantautrice toscana. La sua carriera è iniziata nel 2008 e da allora non si è più fermata. Il suo ultimo album dal titolo Tutto bene è nato sotto la direzione artistica di Zibba e ha da poco compiuto un anno. Dieci tracce che delineano un viaggio intimo tra il racconto del proprio sentire e la consapevolezza di una passione irrinunciabile.

Nodi è il singolo estratto da questo album. «Questa canzone è la consapevolezza dei troppi nodi stretti nel tempo e del bisogno di scioglierli, per continuare a camminare», mi ha detto. «A volte ci aggrappiamo così forte ai ricordi da farci male, stringiamo nodi che ci impediscono di andare avanti, trucchiamo i momenti passati e ci ricordiamo le cose come non sono mai state».

Giulia ha coraggio e delicatezza, qui ci racconta il suo anno faticoso e bellissimo, «passato in un attimo!».

Beh Giulia, quindi va Tutto bene?

Direi proprio di sì, tutto bene.

Ascoltando i brani ho come l’impressione di compiere un viaggio introspettivo all’inverso. Dalla fine di Nodi a Un inizio migliore. Quanto è stato faticoso compiere questo viaggio?

È stato emotivamente molto faticoso però allo stesso tempo molto bello. Come accade per tutti i viaggi importanti, si capisce il vero senso del percorso solo alla fine, dopo aver vissuto a pieno ogni momento. Nel mio caso, ogni canzone.

La copertina di Nodi è stata realizzata da Giulia Maria Cavaliere, che ha ricomposto colori e immagini dando vita a un collage meraviglioso. Raccontaci la storia di questa idea da dove è nata.

L’idea di far realizzare la copertina a Giulia Maria è nata non appena abbiamo deciso di dare a Nodi uno spazio importante. Ho subito pensato ai suoi collage e al suo modo di ricomporre i ritagli, i colori e le parole. Le ho scritto e fortunatamente ha accettato di collaborare con me. Le ho lasciato campo libero perché volevo che non avesse limiti e componesse quello che veramente sentiva. Il risultato finale è stato davvero sorprendente: come se avesse realizzato la copertina che avrei voluto, senza saperlo.

La copertina di Nodi, album di Giulia Pratelli, realizzata da Giulia Maria Cavaliere

La copertina di Nodi, album di Giulia Pratelli, realizzata da Giulia Maria Cavaliere

Quando hai capito esattamente che nella vita volevi fare musica?

Non so se c’è stato un momento vero e proprio. Sicuramente è stato fondamentale iniziare a scrivere canzoni e conoscere una sensazione nuova e fortissima.

Hai attirato l’attenzione di molti artisti, tra cui ricordiamo Fiorello, Marco Masini, Enrico Ruggieri. Cosa ti porti dietro da questi incontri?

Tantissime cose! Tutto quello che ho imparato da loro ma anche e soprattutto la grandissima fiducia che mi hanno dato, accogliendomi in qualche modo nel loro spazio. Sono stati incontri bellissimi, importanti e preziosi. Una grande fortuna per me.

Il tuo primo album – Via – è uscito nel 2009. Quanto è cambiata Giulia in questi anni e cosa ha imparato?

È cambiata tantissimo: come è normale che sia, man mano che passano gli anni e si cresce. Non è cambiata però la voglia di scrivere, di farlo in modo istintivo e vero.

Sicuramente, grazie alle persone con cui ho lavorato a questo nuovo disco, ho imparato a guardare in modo diverso le mie canzoni, a osservarle da altri punti di vista.

Oggi non è facile essere una cantautrice. A scrivere una canzone ci vuole coraggio e per alcuni è anche terapeutico. Ma c’è anche il rischio di non essere capiti da tutti. Che rapporto hai con i tuoi testi?

Coi miei testi ho un rapporto molto stretto, scriverli è il mio modo di dire alcune cose, di capirne altre. È bellissimo però vedere che possono camminare da soli, diventare anche le parole di qualcun altro. Quando ci incontriamo sul piano delle emozioni, dei sentimenti, non importa quali siano le esperienze che abbiamo vissuto. Possiamo condividere anche cose estremamente personali e sentirle nostre.

Ora facciamo un gioco di “condivisione musicale”. Se dovessi regalare una canzone (non tua) a una persona molto importante per te, che brano sceglieresti?

Eh, ce ne sarebbero tantissime… Sicuramente regalerei Costruire di Niccolò Fabi a mio fratello.

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il tuo posto nel mondo?

Il mio posto nel mondo è dove sento che va tutto bene, accanto alle persone a cui voglio bene. Possibilmente davanti al mare.

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come Capa Riccia. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Sta per conseguire la laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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