Rumba de Bodas: è qui la festa!

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In foto, Rachel "Golden" Doe dei Rumba de Bodas al BOtanique Festival © partedeldiscorso.it Giulia Perna

In foto, Rachel “Golden” Doe dei Rumba de Bodas al BOtanique Festival © partedeldiscorso.it Giulia Perna

I Rumba de Bodas nascono a Bologna nel 2008 come musicisti di strada. Hanno attraversato l’Europa a bordo di un furgone scassato, ma hanno sempre mantenuto alta la loro voglia di fare festa. Hanno sperimentato vari cambi di formazione e il loro mix frenetico di funk, soul e musica latina viaggia dalla disco music allo ska con un animo punk e un approccio eclettico alla composizione e all’arrangiamento.

Oggi i Rumba de Bodas sono formati da Mattia “Ermetiu” Franceschini (tastiere, syhnt e papà dei Rumba), Guido “Ghigo” Manfrini (sax baritono, sax contralto e arrangiatore da garage), Giacomo Vianello Vos “Dos” (basso e cappelli), Alessandro “Ciccio Pazzo” Orefice (batteria e perle di saggezza), Francesco “Giamma” Giammarella (sax tenore, clarinetto, re delle balotte), Elia “Elio” Conti (tromba, chitarra e coreografo), Rachel “Golden” Doe (voce, sorrisi e baci).

Li ho incontrati in occasione del BOtanique Festival e mi hanno parlato della loro ultima fatica musicale, Super Power, prodotto da Irma Records. Un album dai ritmi frenetici e trascinanti, con una sezione fiati dal sapore soul, ritmi che passano dal funk alla James Brown allo ska e un costante sottofondo di influenze latine che passano dalla cumbia al son.

Della loro esibizione live mi ha colpita molto la capacità di far scatenare tutti, ma proprio tutti, dai più grandi ai più piccini.

In foto, Guido "Ghigo" Manfrini, Francesco "Giamma" Giammarella ed Elia "Elio" Conti dei Rumba de Bodas al BOtanique Festival © partedeldiscorso.it Giulia Perna

In foto, Guido “Ghigo” Manfrini, Francesco “Giamma” Giammarella ed Elia “Elio” Conti dei Rumba de Bodas al BOtanique Festival © partedeldiscorso.it Giulia Perna

Iniziamo l’intervista parlando di Bologna, la città che vi ha visto nascere e poi muovere i primi passi verso altre città e altre realtà musicali. Cosa vi portate dietro di questo posto quando siete in tour?

Elia: «Io sono originario di San Marino ma Bologna la sento un po’ mia perché è una città viva e il pubblico è un pubblico caloroso che ci fa sentire sempre a casa».

Piccola curiosità. A chi è venuta l’idea di chiamarvi Rumba de Bodas?

Elia: «È un nome che abbiamo ereditato da chi c’era alle origini della band. In qualche modo questo nome è una fortuna e un fardello. Poi in bolognese vuol dire “baccano”, fare festa, quindi ci rappresenta. Alcuni spagnoli dicono che è grammaticalmente scorretto, ma che importa. È il bello di essere una band fuori dall’ordinario».

Quest’anno festeggiate i 10 anni di carriera. Avete attraversato vari cambi di formazione e di sound, in cosa vi sentite diversi rispetto all’inizio e in cosa invece siete rimasti uguali?

Elia: «Sì, alla fine la tendenza è quella all’afro, al funky, al soul. Non abbiamo un genere preciso in cui ci identifichiamo, quando scrivo i testi o creiamo la musica, facciamo quello che ci piace».

Rachel: «Una cosa in cui non sono cambiati i Rumba è la possibilità di esprimersi. Ogni persona che è stata accolta in questo gruppo ha avuto la possibilità di far sentire la propria anima».

Super Power è il vostro terzo lavoro musicale, il primo prodotto dall’etichetta Irma Records. Un album che non ha paura di attraversare confini geografici o temporali in una sinfonia eclettica di stili. Da quali generi è contaminata la vostra musica e quali sono le vostre fonti di ispirazioni?

Elia: «È anche il primo album che non è autoprodotto! Abbiamo provato a introdurre una dimensione elettronica indirizzata verso il groove, con l’uso di sintetizzatori. Ci siamo divertiti un po’ a giocare con gli strumenti».

Il video di Freaky Funky è un inno allo stile casuale, eccentrico e improvvisato del vostro gruppo. Raccontateci qualche retroscena divertente del set.

Elia: «È stato un video spontaneo, siamo andati in una lavanderia a gettoni in via Irnerio e abbiamo coinvolto un signore che era lì a fare la lavatrice. Poi siamo stati nella campagna emiliana e abbiamo coinvolto persone che erano lì a giocare a bocce… Soltanto che quel giorno c’erano i Rumba a ballare intorno».

Cosa rappresenta per voi il palco del BOtanique Festival sul quale vi siete esibiti (il 16 giugno 2018, nda) per festeggiare i 25 anni di Estragon?

Elia: «Per noi è un onore, siamo sempre venuti al BOtanique in questi anni ed eravamo seduti proprio su quel prato dove poi sono venute persone a sentirci cantare. Una bellissima esperienza!».

In foto, Mattia "Ermetiu" Franceschini dei Rumba de Bodas al BOtanique Festival © partedeldiscorso.it Giulia Perna

In foto, Mattia “Ermetiu” Franceschini dei Rumba de Bodas al BOtanique Festival © partedeldiscorso.it Giulia Perna

Una di quelle domande belle importanti sulla musica in Italia e all’estero. Lo chiedo a voi che avete girato l’Europa a bordo del vostro furgone: c’è ancora spazio per i giovani che hanno voglia di fare musica?

Elia: «In Italia se vuoi fare musica c’è spazio, quello che manca a volte è il luogo. All’estero ci sono molte più agevolazioni, qui invece devi sgomitare per avere un posto in cui fare musica».

Ora facciamo un gioco di “condivisione musicale”. Se doveste regalare una canzone (non vostra) a una persona molto importante, che brano scegliereste?

Elia: «Love and death di Ebo Taylor».

Rachel: «Me and your mama di Childish Gambino».

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il vostro posto nel mondo?

Rachel: «Valle del Vento in Emilia-Romagna, è il posto in cui mi sento libera e riesco a ritrovare me stessa. Mi sono anche tatuata i miei amati colli».

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Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come Capa Riccia. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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