Cinque cose (più o meno) con Colombre!

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In foto, il cantautore e musicista Giovanni Imparato, in arte Colombre

In foto, il cantautore e musicista Giovanni Imparato, in arte Colombre

Ho incontrato Colombre, nome d’arte di Giovanni Imparato, in occasione del format #CinqueCoseCon, presso le Serre dei Giardini Margherita a Bologna. Da un’idea di Francesco Locane, in collaborazione con KilowattSfera Cubica e Modernista, che vuole fare conoscere lati inediti o poco noti di personaggi di spicco del mondo culturale, chiedendo loro di portare in scena un cocktail, un film, un libro, un disco e un oggetto personale.

Mi sono ispirata a questo format per introdurre l’intervista e poi la chiacchierata è proseguita. Scoprite come.

Iniziamo questa intervista in maniera insolita lasciandoci ispirare dal format di #CinqueCoseCon. Se tu fossi un cocktail?

Moscow Mule!

Se tu fossi un film?

Sicuramente un film di Woody Allen.

Se tu fossi un libro?

Delitto e castigo di Dostoevskij

Se tu fossi un disco?

Hot space dei Queen.

L’oggetto personale che più ti rappresenta?

Una maglia rossa.

Il tuo nome d’arte è ispirato a un racconto di Dino Buzzati. Cosa c’è di Giovanni in Colombre?

Tutto il Giovanni possibile.

La cover di Pulviscolo, album di Colombre

La cover di Pulviscolo, album di Colombre

Nel 2017 è uscito il tuo primo disco da solista Pulviscolo. Scegli un brano di questo disco e raccontami la storia.

A brucia pelo ti dico T.S.O., perché racconta una vicenda legata a un amico a cui voglio molto bene.

Nel tempo libero sei anche un insegnante. Come coniughi la passione per la didattica con la passione per la musica?

Ho accettato il ruolo di supplente in un momento in cui ero fermo con il tour, è stata una bella esperienza.

In Deserto canti “Tieniti stretta la tua diversità e non avere paura”. Ti sei mai sentito uno fuori dal coro?

I cori mi piacciono, ma mi piacciono molto di più le persone che non seguono un percorso prestabilito, quelle che hanno coraggio.

I testi delle tue canzoni mostrano una ricercatezza delle parole e del pensiero. Da cosa ti lasci inspirare quando scrivi il testo di una canzone?

Dalle cose che mi succedono e dalle sensazioni.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto scrivendo nuove canzoni e, quando mi piaceranno davvero, uscirà il nuovo disco. Intanto suono in giro per l’Italia quest’estate, per lo più a festival letterari o in occasioni un po’ diverse dal concerto classico.

Ora facciamo un gioco di “condivisione musicale”. Se dovessi regalare una canzone (non tua) a una persona molto importante per te, che brano sceglieresti?

These few presidents dei WHY?.

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il tuo posto nel mondo?

Le colline sul mare a Senigallia.

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come Capa Riccia. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Sta per conseguire la laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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