Papà, vieni al Pride con me? | #BeProud

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Roma Pride 2018 © partedeldiscorso.it / Lucia Liberti

Roma Pride 2018 © partedeldiscorso.it / Lucia Liberti

Esattamente una settimana fa, io e mio padre stavamo attraversando la Variante di Valico per tornare a casa dopo un weekend insieme, quando gli chiedo: «Papà, vuoi venire con me al Pride di Napoli?». Sì, state tutti immaginando la reazione giusta: un po’ spaesato, un po’ impacciato. Mentre sto quasi per vergognarmi di ciò che ho fatto, mio padre mi chiede: «Che cos’è il Pride?».

Mi si illuminano gli occhi: il resto è una magnifica chiacchierata sulla nascita del Pride e sull’importanza di una manifestazione a sostegno dei diritti della comunità LGBTQ+.

Non avrei mai creduto che a mio padre potessero interessare i moti di Stonewall o cosa fosse il Pride month. Nel momento stesso in cui mi ha chiesto che cos’è il Pride, però, mi ha fatto rendere conto che stavo operando un pregiudizio al contrario!

Non ho mai pensato di poter condividere una cosa del genere con lui, perché avevo sempre posto una barriera tra ciò che era nella mia sfera e ciò che era nella sua. In più, si sa, dai genitori ci aspettiamo sempre un potente e dissacrante “no” a tutte le iniziative che prendiamo. Quella sua domanda, invece, mi ha fatto crescere più di quanto non lo abbiano fatto tutti i suoi insegnamenti in questi 22 anni. Mi ha fatto riflettere su quanto spesso condivido le mie battaglie solo con chi credo ne sia affine, contagiato, affascinato; non vado mai oltre il limite consigliato, per paura di dovermi confrontare con un rifiuto. Forse, al contrario, è questo limite che va superato nel 2018: tendere le nostre battaglie verso la mano di chi non ci aspetteremmo mai.

Durante il viaggio, ho spiegato a mio padre quanto io sentissi mia la causa della comunità LGBTQ+, quanto sia importante rivendicare ancora oggi il sacrosanto diritto di tutti a essere trattati allo stesso modo, quanto ancor di più sia bello un Pride con tanti eterosessuali a fianco di omo, trans, queer, per non farli sentire soli contro i mulini a vento.

Mio padre mi ha ascoltata come forse non faceva da qualche mese. Non mi ha dato una risposta certa, ma il solo interesse verso l’ignoto – senza impaurirsi – mi ha dato speranza: la cultura, l’ascolto, sono le uniche armi positive che possono portare questa democrazia a restare tale. Si combatte solo per paura di un male di ritorno.

Dopo mille battaglie contro fascisti e razzisti, belve sui social network, analfabeti funzionali, ho imparato in modo così delicato che le rivoluzioni iniziano dal basso, dal vicino, dal prossimo: dal mio papà.

About author

Virginia Ciambriello

Virginia Ciambriello

Malinconica seriale, non ho da offrire nulla eccetto la mia confusione - come disse Kerouac. Amo tutto ciò che è arte e ho due ossessioni: il pistacchio e i tramonti. Sono romantica fino all'osso e siccome non riesco a dirlo, lo scrivo.

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