Un sasso in una bolla, almeno una volta nella vita

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Un sasso in una bolla, romanzo d'esordio di Nicole Londino. Foto di Ylenia Del Giudice

Un sasso in una bolla, romanzo d’esordio di Nicole Londino. Foto di Ylenia Del Giudice

Ci sono situazioni nella vita di tutti i giorni in cui, subito dopo aver detto sì, ti chiedi: ma avrò fatto bene? Così è successo quando ho accettato la lettura di Un sasso in una bolla, di Nicole Londino, edito da Leggereditore. Finalmente una casa editrice disposta a inviare – e in tempi davvero brevi – una delle sue proposte letterarie.

Nicole Londino è una scrittrice classe ’92, la classe che ancora ha una speranza. Mi sono chiesta più volte in queste due settimane se fossi la persona giusta per leggere e recensire Un sasso in una bolla; troppo rigida forse per apprezzare un romanzo d’amore.

Il primo impatto è quello con la copertina. Tutti amano le copertine, le citazioni riportate, le immagini scelte. Penso che avrebbero potuto fare di più, ma da buona divoratrice di libri vado avanti, mai lasciarsi intimorire così. Un sasso in una bolla inizia con Adele e Sconosciuto che si baciano. E Sconosciuto è ovviamente il belloccio dagli occhi blu e lei solo una ragazza che vive a Montichiari. Il sasso ti arriva dopo, quando sfogli pagina dopo pagina e dici “dai, leggo l’ultima e chiudo” e invece ti ritrovi a sbagliare fermata del treno, perché ne hai lette almeno venti. La situazione che si prospetta è la seguente: Adele, 19 anni, una vita da adulta, doppio lavoro e la famiglia che si spezza. Genitori che diventano figli, figli che diventano genitori. Si àncora all’amicizia di Angi, fotografo con la passione per gli esperimenti sociali. Ed è proprio così che si apre il primo capitolo, con lei coinvolta in questo progetto: baciare sconosciuti. Samuele è uno sconosciuto di 20 anni bello come il sole. E come potrebbe mai finire la storia fra due sconosciuti che si baciano? Esatto.

Sarebbe limitativo però racchiudere Un sasso in una bolla semplicemente in una serie di cliché narrativi. La storia per gli amanti dell’amore l’abbiamo. E vi dirò di più, abbiamo anche un bagaglio emotivo che i personaggi si portano dietro. Romagnoli di Solo bagaglio a mano si sarebbe stranito; chi inizia un viaggio portandosi dietro il peso di più vite? Questi due ragazzi senza dubbio. Samuele non parla, si è chiuso in un mutismo patologico. Adele, che potrebbe lasciarsi andare sotto al peso della vita che conduce, sceglie invece di aprirsi a essa e di guadagnarsi giorno dopo giorno la felicità. Lei, leggera come una bolla di sapone. Lui, pesante come un sasso ancorato sul fondo del mare.


Ho sempre fatto del mio meglio per restare dove mi sentivo al sicuro. Quando poi la mia zona sicura è diventata un inferno, ho reso l’inferno un posto sicuro per me. Non volevo muovermi, quindi sono rimasto lì, fermo, senza vedere che la mia vita stava diventando una fossa. Come un sasso conficcato nella terra. Più me ne stavo lì, più diventava impossibile uscirne.


Nel mezzo senza dubbio si trovano l’istinto primordiale di ricercare nell’altro quello che a noi è stato tolto. Ambedue i giovani si relazionano con quelli che sono gli strumenti che hanno acquisito, chi svolgendo al meglio la parte di persona responsabile per la sua giovane età e chi invece smettendo, per scelta impropria, di comunicare verbalmente con il resto del mondo.

Un sasso in una bolla potrebbe suonare ripetitivo dopo i grandi successi di qualche anno fa di storie d’amore travagliate e contorte; ma non sono gli ingredienti che mi hanno portato a pensare che valesse la pena distaccarsi dalle solite letture per affrontare un romanzo d’amore. Sono state le capacità di Nicole di dosare e mescolare il tutto. Dal nervosismo di Adele quando perde il lavoro, dalla reticenza di Samuele nel raccontarsi, dai loro messaggi scambiati.

Una storia assurda, direbbe la mia collega in ufficio. Al punto da poter essere vera, aggiungo io.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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