Bullet journal: come organizzarsi in analogico nell'epoca del digitale

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Il Bullet Journal di Jessica Chung (IG @prettyprintsandpaper)

Il bullet journal di Jessica Chung (IG @prettyprintsandpaper)

Ho sempre pensato di non essere una tipa da agenda. Alle elementari usavo il diario per annotare i compiti assegnati per casa – anche se spesso mi dimenticavo di segnarli e andavo a sentimento – e per fare scarabocchi. Alle medie l’agenda – eh sì!, perché dire diario non faceva altrettanto effetto – la usavo principalmente per lasciare o farmi lasciare messaggi, disegnare altri scarabocchi oppure per scrivere quelle che, all’epoca, sembravano le mie memorie che Marguerite Yourcenar scansati proprio.

Alle superiori invece il diario – sì, perché la fase del dire-agenda-fa-più-figo era passata – era soltanto quell’oggetto non meglio identificato che non ci stava mai nello zaino, che se andava bene stava in quei pochi centimetri quadrati liberi tra il testo di Grammatica latina e il libro di Scienze della Terra, ma che non serviva a nulla se non a gravare con il suo peso sulla mia schiena già provata, perché tanto i compiti e le consegne le scrivevo a casaccio dove capitava.

All’università, finalmente, mi ero liberata di questo oggetto di culto scolastico senza il quale i genitori pensano tu sia perso. Poi però c’è stata una svolta, una virata improvvisa che mi ha messa in crisi: ho scoperto il metodo del bullet journal e tutte le mie certezze sulle agende, maturate in più di 15 anni di onorata carriera scolastica, si sono sgretolate.

Cos’è e come funziona bullet journal

Il metodo del bullet journal è un sistema inventato da Ryder Carroll per sincronizzare la vita digitale con un metodo analogico.

Mi spiego meglio. Nella nostra epoca viviamo iperconnessi, sappiamo tutto di tutti, non stacchiamo mai veramente la spina, eppure per organizzarci al meglio possiamo tornare al buon vecchio metodo analogico, l’agenda, invece di scaricare l’ennesima app. Ryder Carroll ha pensato proprio questo: un metodo easy e friendly per organizzare la vita di tutti i giorni, senza necessariamente dipendere da un calendario digitale.

Le regole sono poche, essenziali e personalizzabili – il bello di questo metodo è che decidi tu cosa vuoi, cosa ti serve e quando ti serve. Per iniziare bastano un’agenda (meglio se puntinata) e una penna e il gioco è fatto. Questo sistema è diventato con il tempo molto popolare e, oserei dire, quasi virale grazie a YouTuber e blogger che hanno iniziato a utilizzarlo e, di conseguenza, pubblicizzarlo sul web.

Io ho iniziato quasi per scherzo a tenere un bujo (abbreviazione amichevole per relazionarsi con il proprio bullet journal, dopo aver instaurato una relazione sentimentale quasi viscerale con lo stesso) un annetto fa e ora non potrei farne a meno. Potermi personalizzare al 100% l’agenda, aggiungere sezioni, tenere traccia di attività e progressi, mi aiuta tantissimo. Riesco finalmente a sincronizzare lavoro, blog e tempo libero senza dimenticarmi scadenze, compleanni, appuntamenti e impegni. Con questo sistema mi sento molto più produttiva, posso darmi degli obiettivi e monitorare i progressi per motivarmi, e posso anche fare bilanci delle mie varie attività confrontando un mese con un altro.

Il mio stile sul BuJo varia di mese in mese: ci sono mesi alla Ryder Carroll, ovvero semplici elenchi di cose da fare e completare, senza colori o layout particolari; ci sono invece altri mesi super colorati e decorati, pieni di immagini, ritagli di vecchi giornali o adesivi, che seguono il mio mood di quel momento. Sul web si trovano blogger e YouTuber che creano dei capolavori di agende, dei veri e propri artisti. Io in confronto a loro sono ancora quella bambina che alle elementari disegnava sul diario degli scarabocchi, però mi piace tantissimo osservare le loro creazioni e “rubare” piccoli dettagli qua e là. Attorno a questo metodo organizzativo si è creata una vera e propria comunità di appassionati da tutto il mondo, che si scambiano consigli, metodi e trucchi e ogni giorno si possono conoscere persone nuove e stringere nuovi contatti.

Dopo un anno posso affermare che questo sistema organizzativo ha cambiato le mie giornate in meglio e che funziona, soprattutto per chi deve gestire più attività. Ryder Carroll ha creato il bullet journal per riacquistare quel senso di familiarità con l’analogico che si affievolisce ogni giorno di più e io non posso che ringraziarlo per questo, poiché sono una nostalgica e fiera sostenitrice dell’analogico, nonostante la mia smisurata passione per la tecnologia. In fondo sono un’anima dell’Ottocento che ama scrivere, tenere una corrispondenza cartacea con gli amici lontani e annotare su un diario impegni, sviluppi e pensieri, a memoria mia, ma magari chissà, anche dei posteri.

About author

Antonella Beozzo

Antonella Beozzo

Blogger, Bookaholic. Appassionata di libri, musica, film e natura, colleziono libri, istantanee e ricordi. Classe 1989, aspirante storyteller e clarinettista per diletto.

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