La delicata fermezza di Riccardo Simoncini in Come biglia in equilibrio precario

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Come biglia in equilibrio precario (Edizioni Convalle), di Riccardo Simoncini. Foto di Ylenia Del Giudice

Come biglia in equilibrio precario (Edizioni Convalle), di Riccardo Simoncini. Foto di Ylenia Del Giudice

Ho avuto il piacere di conoscere Riccardo Simoncini tramite uno scambio di libri del gruppo che seguo.

Primo pensiero: poveri nuovi autori costretti a inviare a spese loro i propri testi.

Secondo pensiero: no, è Edizioni Convalle, per fortuna Riccardo Simoncini è seguito da una casa editrice.

Apro il pacchetto e resto perplessa. Come già detto in altre recensioni, la copertina è una di quelle cose che mi invoglia a sfogliare un libro. Superficiale, sicuramente, ma tant’è che sfido chiunque ad approcciarsi ad un libro senza considerare la copertina. Quindi lo poggio sulla scrivania, nella sezione Libri da leggere. Resta lì per mesi, fino a quando Lucrezia non mi scrive dicendo che Riccardo Simoncini, in una diretta, aveva parlato del nostro scambio e attendeva il mio parere.

Mi sono sentita in colpa e mi sono forzata. E ne sono più che contenta. Come biglia in equilibrio precario, seppur con una copertina discutibile, è uno dei libri più teneri e veritieri mai letti scritti da un uomo.

Racconti brevi, qualcuno poco più di venti pagine che scorrono piacevolmente.

[…] è uno degli scritti più delicati che abbia mai letto. Se consideriamo che la penna viene stretta da un uomo che, per mera esperienza letteraria, raramente sa come toccare con costanza delicatezza determinati argomenti.
È reale, veritiero, drammaticamente passionale senza sfociare in quel becero e oramai adolescenziale romanticismo esasperato. Sugar free, direi.

Queste sono le parole che lascio nel gruppo come fossero i punti focali dell’intera recensione e di quel che penso di questo primo libro di Riccardo Simoncini. Dalla storia di Renato, uomo anziano oramai solo che vive di abitudini, alla mamma sul bus che si sente in dovere di dimostrare la validità della sua figura genitoriale. Parole che spiazzano perché sono racconti di contesti e situazioni che viviamo quotidianamente, ma ai quali non diamo mai peso o quantomeno mai ci ritroviamo a valorizzare. Riccardo Simoncini, invece, le rende uniche ma sempre umane. Nulla di divino, nessun aspetto ultraterreno o poetico. La poesia risiede esclusivamente nei suoi occhi che catturano queste scene quotidiane. Un libro consigliato senza dubbio, per riscoprire la delicata fermezza di un uomo.

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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