Edo: «Nella vita faccio l'insegnante»

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In foto, Edoardo Cremonese, conosciuto anche col nome di Edo

In foto, Edoardo Cremonese, conosciuto anche col nome di Edo

Edo ha una faccia da furbetto e una band che si chiama I Bucanieri, che lo segue ovunque. Ha all’attivo tre dischi e uno in arrivo dopo l’estate. Ci ha svelato qualcosa in più su questo nuovo progetto che partirà a breve e sul rapporto speciale con i ragazzi di Lo Stato Sociale. Dopo i due singoli Io Ti Penso Sempre e Diamoci Un Bacio, a luglio è uscito il nuovo singolo Cattive intenzioni, scritto a quattro mani con Albi Cazzola de Lo Stato Sociale. Nella vita fa l’insegnante, ma la musica è una passione che coltiva da anni.

Se volete ascoltarlo dal vivo quest’estate, segnatevi le uniche due date: il 3 agosto a Reggio Emilia (Parco Malaguzzi) e il 4 agosto a Livorno (Effetto Venezia). In entrambi i casi aprirà il concerto de Lo Stato Sociale, per celebrare oltre 10 anni di amicizia, durante i quali hanno fatto non poche cose insieme.

Edo, dopo l’estate uscirà il tuo nuovo disco e si chiamerà Futuro in ritardo, suona come un ossimoro. Ci puoi dare qualche anticipazione?

Sarà un disco futuristico ma retrò, fatto di otto canzoni che sono anche otto singoli. Però non ci troverete neanche un sintetizzatore una tastiera o un fiato dentro: abbiamo portato in studio quello che portiamo nel palco, stop.

Hai all’attivo tre album, usciti con tre nomi diversi. Alla fine perché la scelta di chiamarti solo Edo?

È il mio soprannome, mi chiamano così tutti da quando sono nato. Poi se qualcuno si rivolge a me chiamandomi Edo, entra in un grado di confidenza maggiore rispetto al nome completo e questo è importante se scrivi canzoni che partono da te. Non è facilissimo da rintracciare nei social, ma diciamo che me ne frego abbastanza.

Cattive intenzioni è il tuo nuovo singolo, uscito a luglio e scritto con Albi dello Stato Sociale. Puoi raccontarmi come è nata questa canzone?

Una sera Albi mi ha detto che aveva questo testo, il giorno dopo me lo ha inviato e in un’ora avevo fatto la canzone. Ci ho messo davvero pochissimo, la melodia il ritmo e tutto il resto sono venuti fuori praticamente mentre leggevo le parole. Succede così a volte, ma non so spiegare il perché.

Quest anno festeggi 10 anni di amicizia con i ragazzi di Lo Stato Sociale. Come li hai conosciuti e quale scambio artistico c’è stato con loro?

Ci siamo conosciuti giocando a calcio, al primo Tutto molto bello. Poi, poco dopo, abbiamo fatto una data assieme in una festa privata nelle Marche, per un centinaio di persone. Ci siamo trovati bene da subito, entrambi avevamo in testa una musica artigianale fatta con il cuore, ma che potesse e dovesse arrivare a tanta ma tanta gente, non eravamo in molti a pensarla così all’inizio degli anni Dieci. Per questi motivi ne abbiamo fatte non poche di cose assieme in questi anni, ho pensato a questo proprio durante l’uscita di Cattive intenzioni.

Parlami un po’ dei Bucanieri. La tua band. Che tipi sono e perché si chiamano così?

Sono importantissimi. All’inizio era una band dinamica, cambiavano spesso: la lista di quelli che sono passati dai Bucanieri è lunghissima. Ora però è da un paio d’anni che Gamba, Jesse e Trevis hanno formato una squadra abbastanza stabile. Alla fine io e loro siamo una band, abbiamo la nostra etica e una gerarchia precisa, però senza molti quei vincoli che le band solitamente si danno.

Nel video di Diamoci un bacio, realizzato dal regista Antonio Valvo, ci sei tu che ti trasformi in un videogioco. A chi è venuta questa bella idea?

L’idea è proprio di Antonino di See Mars, tutto merito suo. È lui che si sta occupando dei miei video, è un amico ed è davvero bravo a mettere le immagini sulla mia musica. Ci troviamo molto bene con lui.

Cosa avresti fatto se non avessi fatto il tuo mestiere?

Io faccio già un altro mestiere, faccio l’insegnate alle scuole statali. Da 3 anni circa sono supplente tra medie e superiori, dipende da dove mi chiamano. Non ho mai pensato alla musica come un lavoro, anche se ho sempre avuto e tutt’ora ho delle ambizioni altissime, ed è la cosa che ho fatto con più impegno nella mia vita. Se pensassi alla musica come un lavoro, non riuscirei a scrivere probabilmente. Non mi interessa il tempo che mi occupa, per me è così.

Ora facciamo un gioco di “condivisione musicale”. Se dovessi regalare una canzone (non tua) a una persona molto importante per te, che brano sceglieresti?

Stop crying your heart out, Oasis.

Chiudiamo l’intervista parlando di un luogo, di un tramonto, di un cielo. Qual è il tuo posto nel mondo?

Padova e il mare della Sicilia.

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Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come Capa Riccia. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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