Emma Marrone lesbica? Tutta la verità sulla morte del giornalismo

0
Dettaglio della copertina della rivista Io Spio, con Emma Marrone

Dettaglio della copertina della rivista Io Spio, con Emma Marrone

Inizio subito dal racconto di ciò che è successo: pochi giorni fa, il settimanale di gossip Io Spio ha pubblicato una copertina con l’immagine della cantante pugliese Emma Marrone e un titolo inequivocabile: Emma Marrone lesbica? Tutta la verità. Di considerazioni da fare ce ne sarebbero tante – perché un fatto del genere non è soltanto riconducibile a un giornalismo da spiaggia, becero e gretto, ma a un’idea di fondo, a sua volta malsana e ignorante, che considera l’omosessualità un argomento da rivista rosa da inserire tra le love story dell’estate e gli scatti al mare di qualche starlette in cerca di visibilità.

E proprio lì, tra le foto rubate di una showgirl e del suo nuovo fidanzato e la doccia bollente di una manciata di ex veline, c’è lo scoop, nient’altro che un’insinuazione: Emma Marrone probabilmente è lesbica e all’interno del giornale c’è tutta la verità a riguardo.

La copertina di Io Spio è imbarazzante, volgare, pericolosa, sintomatica di un’Italia che è invecchiata senza diventare grande. Nel 2018 i gusti sessuali non devono (o non dovrebbero) essere un’etichetta, perché non è la sessualità a qualificare una persona.

Come se non bastasse, è offensiva. No, non è l’allusione alla presunta omosessualità di Emma a esserlo (come qualcuno ha sbadatamente o subdolamente voluto intendere, ma di questo parlerò tra poco), ma il fatto stesso che serva ancora fare un distinguo tra le persone. La sessualità è una cosa naturale, parlarne come fosse becero gossip o, peggio ancora, un’anomalia, dimostra quanti passi in avanti l’Italia debba ancora fare.


La copertina di Io Spio è imbarazzante, volgare, pericolosa, sintomatica di un’Italia che è invecchiata senza diventare grande.


Subito dopo la pubblicazione della rivista la cantante salentina ha scritto un commento sui suoi social e migliaia di persone, tra cui molti personaggi dello showbiz, le hanno mostrato vicinanza e solidarietà. Le parole di Emma sono state dure, esplicite, dirette. Eccone uno stralcio: «Adesso ve la dico io la verità. La verità è che fate schifo, […] questo paese sta tornando nel Medioevo e l’omosessualità sta diventando un problema da ‘combattere’ […] Con questo titolo avete evidenziato il marciume di questa società ipocrita e razzista. Non aggiungo altro perché vi commentate da soli. Un bacio a tutti gli amici ‘omosessuali’. Sentitevi liberi sempre e senza nessuna riserva di vivere la vostra vita, i vostri sentimenti e la vostra libertà. Viva l’amore senza pregiudizio».

“Emma lesbica? tutta la verità!” Adesso ve la dico io la verità. La verità è che fate schifo,molto schifo! La verità è che questo paese sta tornando nel Medioevo e l’omosessualità sta diventando un problema da “combattere”. Con questo titolo da quattro soldi frutto di un “giornalismo” alla deriva non state ferendo me,che ho le spalle larghe e le vostre cazzate me le metto in tasca da 10 anni. Con questo titolo avete offeso la vostra dignità in primis e poi quella degli altri. Con questo titolo avete evidenziato il marciume di questa società ipocrita e razzista. Non aggiungo altro perché vi commentate da soli. Un bacio a tutti gli amici “omosessuali”. Sentitevi liberi sempre e senza nessuna riserva di vivere la vostra vita,i vostri sentimenti e la vostra libertà. Viva l’amore senza pregiudizio. Con i vostri giornali accendiamo il fuoco dell’amore. E adesso andate a guardarvi allo specchio e vergognatevi.

Un post condiviso da Emma Marrone (@real_brown) in data:

Un post, quello della Marrone, certamente poco fraintendibile, ma a cui qualcuno – come accennavo prima – ha voluto dare una chiave di lettura ben diversa. Sì, perché molti hanno accusato Emma di essersi arrabbiata per l’etichetta di omosessuale, quindi di essere lei stessa omofoba. Qualcuno ha letto, nel suo intervento, la volontà di prendere le distanza dal mondo LGBT. Qualcun altro, più subdolo, l’ha tacciata di non accettare la propria sessualità e che, quindi, tanto livore sia dovuto a un problema ben più radicato e profondo.

E questo, ahi noi, è il grande limite del web: ogni opinione diventa una verità incontrovertibile, persino quando un post esprime un pensiero lapalissiano, inequivocabile. Il “sentito dire”, che un tempo interrompeva il flusso naturale e lineare della verità, oggi è stato sostituito dal deleterio “digito dunque sono”. La notizia giunge al mittente inquinata e alterata dall’opinione/verità del singolo utente. Quindi il privilegio di poter comunicare facilmente e velocemente ha un limite, che è rappresentato dal cattivo uso che il fruitore medio fa dei social.


Il “sentito dire”, che un tempo interrompeva il flusso naturale e lineare della verità, oggi è stato sostituito dal deleterio “digito dunque sono”.  Quindi, il privilegio di poter comunicare facilmente e velocemente ha un limite, che è rappresentato dal cattivo uso che il fruitore medio fa dei social.


Ma non è finita qui, perché la rivista Io Spio non ha fatto attendere la propria risposta. Una risposta che, tuttavia, fa acqua da tutte le parti e conferma quanto detto all’inizio: l’omosessualità, in Italia, è considerata un fatto straordinario (nel senso di fuori dall’ordinario), un evento che fa notizia, da osservare e sezionare in modo morboso. A tale proposito, ecco un primo stralcio della replica di Io Spio: «[…] Giusto quindi che noi, che di mestiere facciamo gossip, siamo andati ad approfondire», a conferma che la sessualità di una persona è considerata mero gossip.

Ma non è finita, perché la risposta del giornale si conclude in maniera del tutto pressappochista, codarda e infelice: «Ma il fatto che tu rispondi con tanta veemenza a un’accusa che è solo nella tua testa ci fa pensare che sia tu ad avere problemi in questo senso. Fatti tu una domanda: se reagisci così a una semplice ipotesi, non è che sei tu ad avere la coda di paglia?». Quindi, cercando equivocamente di leggere, nelle parole della Marrone, la rabbia per essere stata definita omosessuale, Io Spio rilancia e termina con un’accusa ambigua e furba, che tenta di fare leva su chi incolpa Emma di essersi arrabbiata per l’etichetta di lesbica.

Serve aggiungere altro per spiegare quanto mortificante sia stato quello che è avvenuto a Emma Marrone? Non credo, specie perché si tratta di un fatto che non offende la Marrone – che si è soltanto ritrovata, suo malgrado, al centro di una manifestazione di ignoranza – ma chiunque sia dotato di buonsenso e rispetto. E chiunque riesca a minimizzare l’accaduto o, addirittura, a giustificarlo, ne è complice.

Io Spio non dice tutta la verità su Emma, ma su una parte d’Italia retrograda e ignorante, che confonde la natura e la sessualità di una persona con un capriccio da spiaggia.

About author

Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi