Le donne che cullarono Roma e calmarono il suo pianto

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Rea Silvia e il dio Marte, di Pieter Paul Rubens

Rea Silvia e il dio Marte, di Pieter Paul Rubens

Ogni angolo di questa città nasconde per davvero un storia. Il passaggio di un carro che lasciò il segno, una vecchia bottega o la finestra dove si affacciava una delle donne dell’artista che abitava nel quartiere. Roma è una città vittima dei suoi stessi figli così come Rea Silvia, la vestale che diede alla luce i due gemelli Romolo e Remo e che per questo venne uccisa. Pare che la colpa fosse di Marte, ma poco importa, il risultato sempre quello è: una donna uccisa per aver fatto sesso. Il problema non era il sesso in quanto tale ma come sempre era la perdita di dominio sulle donne, che faceva impazzire gli uomini. Sono passati secoli, ma tutto sommato è ancora attuale questa cosa.

Oggi, come allora, scegliere di chiudere una relazione è un rischio. Attualmente l’unica differenza è che sono meno frequenti i casi di omicidio rispetto a prima. Come nel caso di Ponzia Postumia, amante del tribuno della plebe Ottavio Sagitta. Tacito, nei suoi Annali, racconta di questa storia al tempo di Nerone (37-68 d.C.) dove Ponzia venne “indotta con ricchi doni all’adulterio” e poi brutalmente ammazzata dopo un’ennesima notte di “litigi, preghiere, rimproveri ed effusioni”. Stessa storia di Silvia in pratica, rea solo per aver ammesso di aver provato piacere. Nonostante il ruolo ricoperto dal nostro “Orfeo” (si sa che i politici hanno vie di fuga considerevoli), venne comunque accusato di omicidio volontario, l’antica legge de sicariis, e spedito in esilio a Ponza.

Epigrafe rinvenuta nella necropoli di Isola Sacra, Fiumicino. Scoperta dalla prof.ssa Anna Pasqualini, archeologa e docente di Antichità romane presso l'Università de L'Aquila e Tor Vergata

Epigrafe rinvenuta nella necropoli di Isola Sacra, Fiumicino. Scoperta dalla prof.ssa Anna Pasqualini, archeologa e docente di Antichità romane presso l’Università de L’Aquila e Tor Vergata

Non vi sono epitaffi per questa donna romana, come invece risulta per Prima Florenzia, buttata nel Tevere da suo marito Orfeo, appunto. Nella Roma imperiale c’erano tanti omicidi quanti forse ce ne sono oggi. Prima Florenzia, giovanissima come Federica Mangiapelo. Uccise a 16 anni, una buttata al fiume, l’altra nel lago di Bracciano. Un vuoto incolmabile per le famiglie.

La famiglia di Prima Florenzia fece incidere un’epigrafe rinvenuta negli scavi della necropoli di Isola Sacra, a Fiumicino, dove la famiglia viveva. Scrivono:

Restuto Piscinese e Prima Restuta posero a Prima Florenzia, figlia carissima, che fu gettata nel Tevere dal marito Orfeo. Il cognato Dicembre pose. Ella visse sedici anni e mezzo.

Per occuparsi di certe tematiche, certi numeri e nomi è necessario documentarsi. E più proseguo prendendo appunti, sottolineando, cercando informazioni e più mi sale un senso di angoscia che mi attanaglia lo stomaco. I 2CELLOS mi fanno compagnia, per oggi questo può bastare.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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