Viva l'Indiegeno Fest 2018!

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Indiegeno Fest 2018 © partedeldiscorso.it / Lucia Liberti

Indiegeno Fest 2018 © partedeldiscorso.it / Lucia Liberti

È giunta alla fine ormai anche la quinta edizione dell’Indiegeno Fest, il festival di musica indie (e non solo) che da anni anima le estati nel golfo di Patti, nella provincia di Messina.

Seguo questo festival quasi dal suo esordio e notare come negli anni sia cresciuto mi rende molto orgogliosa. Mi fa sentire come se vedessi un nipotino diventare sempre più grande. È esattamente ciò che accade all’Indiegeno Fest.

Quest’anno il festival è durato dal 3 al 9 agosto, portando sui diversi palchi, allestiti per l’occasione, artisti più o meno conosciuti che avevano tutti come unico scopo quello di divertirsi e divertire il pubblico.

Mai come quest’anno, il tema del “mescolare” le tradizioni locali alla musica è stato presentato in maniera così evidente. Tanto vale analizzare prima la line-up generale e poi andare nel dettaglio delle singole serate.

Le prime tre serate sono state organizzate nella cornice del centro storico di Patti, tra borghi, stradine in pietra, chiese e molte scalinate. Ma niente paura! Nessuno ferma la musica e la voglia di fare della grande famiglia di Leave Music e Indiegeno che quest’anno, oltre alle grandi collaborazioni con sponsor nazionali, vanta anche l’aiuto dei commercianti pattesi, pronti in qualsiasi momento a far assaggiare tutte le specialità locali ai fan giunti da tutta la Sicilia (e non solo). Le due serate successive, quindi il 6 e il 7 agosto, si sono tenuti forse i due eventi maggiori (e meno indie) del festival: i concerti di Gemitaiz e Cosmo.

L’Indiegeno si è concluso in grande stile, l’8 agosto alla riserva naturale di Marinello, con il concerto del secret artist Daniele Silvestri, annunciato ufficialmente solo la sera stessa del concerto; e il 9 agosto, nuovamente a Patti Marina, diversamente dagli anni precedenti, con i concerti di Tommaso di Giulio, l’impeccabile Maria Antonietta e gli scatenati Zen Circus.

Una delle cose che più ho notato con piacere quest’anno è la presenza, quasi in tutte le serate, di almeno un’artista (donna) dal forte carisma e dalla bravura non indifferente.

Ad aprire Indiegeno è stata Giulia Mei, cantautrice palermitana che vanta già il plauso della critica d’autore. Un’altra particolarità della prima serata di Indiegeno è stata la realizzazione contemporaneamente alla notte della cultura a Patti; infatti, in attesa delle esibizione degli artisti della serata, era possibile passeggiare lungo le stradine del centro storico di Patti ed essere trascinati tra giochi di luci e suoni e tra le poesie, nelle tradizioni che si mescolano insieme.

La serata successiva, quella del 4 agosto, ha visto come protagonisti Danilo Ruggero, Bianco, Mirkoeilcane e Cimini che alternavano le loro canzoni alle esibizioni dell’Officina Pasolini in un palco poco distante dal main stage, ma altrettanto caratteristico.

È doveroso puntualizzare che, durante quella serata, sono stati toccati diversi temi sociali, anche parecchio seri, senza che questi abbiano reso la serata meno spensierata. Il culmine di ciò di cui sto parlando credo si sia raggiunto durante l’esecuzione del brano, acclamato durante l’ultimo festival di Sanremo, 
Stiamo tutti bene
 di Mirkoeilcane.

La terza e ultima serata nel centro storico di Patti ha visto il trionfo della musica lontana e vicina, della cumbia e dei balli con i concerti di Caltiki, Cacao Mental e Joe Victor. Parola d’ordine: divertimento fino a notte fonda, finché i piedi non fanno male. E se poi si ha voglia di mangiare, i banchetti dello street food siciliano sono sempre aperti, sempre disponibili a offrire arancini[1], fritture, pizze e cannoli.

La prima serata di Indiegeno on the beach ha avuto come protagonista CRLNFrenetik & Orang3 e Gemitaiz. Involontariamente – e spiacevolmente – anche questo live ha dato modo di riflettere: la giovanissima CRLN è infatti stata accolta dal pubblico di Gemitaiz con cori sessisti, a cui la ragazza ha prontamente replicato: «Non siamo nel Medioevo». A Gemitaiz, quindi, un applauso per l’ottima esibizione, carica di energia e prova di un talento esecutivo che anche i detrattori del genere non possono non riconoscere, ma va anche sottolineato il colpevole silenzio del rapper rispetto al comportamento dei suoi fan.

Il 7 agosto tocca a Giorgieness, la cui frontwoman Giorgia possiede una grinta invidiabile. Lei, inoltre, non perde occasione di esprimere la propria solidarietà alla collega CRLN, a seguito dello spiacevole episodio, direttamente sul palco. Ho particolarmente apprezzato il gesto di Giorgia: un applauso a entrambe le artiste, a cui auguro davvero tutto il successo. Lo meritate moltissimo.

Arriva poi Cosmo a scaldare il pubblico sulla spiaggia. Se c’è una cosa che amo molto dell’Indiegeno Fest è la sua capacità di farmi scoprire ogni anno nuovi artisti, o farmene rivalutare altri a cui non avrei mai dato un euro. Uno di questi è proprio Cosmo. Il suo non è stato solo un concerto, è stato un viaggio. Un mix tra un live e una serata in discoteca. È stata davvero un’esperienza unica. E penso che quest’affermazione, detta da me, che non amo molto la musica elettronica, abbia un valore molto più grande rispetto alle parole di un suo fan.

L’Indiegeno, dopo quasi una settimana di serate, è quasi giunto al termine, ma non ha affatto esaurito tutte le sue cartucce, perché, proprio quando meno te lo aspetti, arriva il secret artist e l’indecisione dell’andare o meno alla riserva di Marinello cgloec un po’ tutti. Ammettiamolo: chi non ha detto nei giorni precedenti “se c’è questo artista non vado, mentre se c’è quest’altro devo essere lì assolutamente”? Probabilmente tanti, io in primis.

Anche quest’anno l’artista segreto non ha deluso. Daniele Silvestri ha incantato la riserva naturale di Marinello con le sue note. Ha raccontato la “sua” Sicilia, mi ha commosso con il suo “appello” e mi ha scatenato con Monetine e Salirò.

Se, l’anno scorso l’artista segreto è stato Niccolò Fabi e quest’anno è toccato a Daniele Silvestri, mio caro Indiegeno, l’anno prossimo un po’ tutti noi ci aspettiamo Max Gazzé.

Oltre a Daniele Silvestri, a suonare sulla spiaggia, in quel luogo magico che è Marinello, sono stati i Bottega Glitzer che hanno divertito il pubblico presente, emozionandolo talvolta. Anche i Bottega Glitzer rientrano tra le piacevoli scoperte di quest’ultimo festival. Assolutamente da non ignorare, ascoltatemi!

Si arriva un po’ a malincuore, un po’ con l’hype a mille, all’ultima serata di Indiegeno 2018. A differenza delle scorse edizioni, anche a differenza di quanto già precedentemente annunciato, l’ultima serata non si è tenuta, come di consueto al teatro di Tindari, bensì sulla spiaggia di Patti. L’organizzazione ha però precisato che sono sorti problemi indipendenti dal festival stesso e che la decisione è stata presa direttamente dai responsabili del teatro di Tindari.

È stato davvero un peccato non poter andare a Tindari quest’anno. Penso che i concerti in quel teatro siano proprio il tratto distintivo dell’Indiegeno.

Intoppi a parte, anche l’ultimo appuntamento di quest’anno si è svolto sulla spiaggia. Il compito di inizare la serata è spettato ad Alepà che ha cantanto Imagine di John Lennon, dedicandola a tutti gli organizzatori del festival e in particolare ad Alberto Quartana.

Dopo la toccante esecuzione di Alepà, Tommaso Di Giulio ha presentato il suo ultimo lavoro Lingue suonando per noi alcuni brani tratti dall’album, tra cui il politico Da lontano e la azzeccatissima Umidità, che quella sera sulla spiaggia era davvero tanta.

Dopo Tommaso, è salita sul palco la dolcissima e bellissima Maria Antonietta e, a giudicare dalle persone che avevo vicino, tutti sono rimasti incantati da lei e dalla sua bravura. Non ci hai deluso affatto, cara Maria Antonietta.

Si arriva infine ai grandi ospiti della serata, gli Zen Circus. Ma quanto sono bravi dal vivo?!

Le luci si spengono, si sente la voce di Gino Paoli intonare Il cielo in una stanza, ovviamente un chiaro rimando all’ultimo album della band toscana Il fuoco in una stanza. La canzone si interrompe, salgono sul palco i miei toscani preferiti e si inizia a cantare, ballare, pogare, come non mai. Gli Zen Circus emozionano, divertono, stancano, fanno sudare ma è tutto perfetto così.

Indiegeno 2018 si conclude così, sulle note di Viva e con un urlo di gioia e speranza. Sapendo che la prossima edizione dell’Indiegeno Fest sarà un successo ancora più grande.


Fonti:
1. Disclaimer: (prima di rischiare il linciaggio) nella provincia di Messina si chiamano arancini, ecco perché in questo articolo troverete questo sostantivo sempre e solo al maschile.

About author

Alessia Scarpinati

Alessia Scarpinati

Sono nata giusto in tempo per capire che le cose belle della vita sono tante, che scrivere di me è fondamentale e che non riuscirei a vivere in un mondo senza musica, concerti, libri e attori inglesi.

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