Non tutte le regine indossano una corona

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La regalità non viene misurata in base al numero dei carati dei diamanti su una corona.

La regalità non viene misurata in base al numero dei carati dei diamanti su una corona.

Fin da piccole ci hanno insegnato che le regine indossano una corona scintillante e piena di diamanti. Ed è così che, senza neanche saperlo, quella corona era diventata il nostro obiettivo e saremmo state disposte a tutto pur di raggiungerlo. Man mano che ci lasciavamo alle spalle quei “C’era una volta…”, ci siamo ritrovate in un mondo in cui non c’era spazio per il nostro lieto fine e neanche per la nostra corona. I nostri sogni di bambine erano ormai andati in frantumi, le principesse erano cresciute e si erano costruite una propria vita con i loro bei principi azzurri. Noi eravamo state abbandonate.

O almeno così pensavamo. In realtà, non siamo mai state davvero sole. Neanche quando il Principe Azzurro ha svegliato Biancaneve con il bacio del vero amore, neanche quando Filippo ha liberato Aurora dalla sua terribile maledizione, neanche quando Cenerentola e il suo Principe sono convolati a nozze.

Man mano che ci lasciavamo alle spalle quei “C'era una volta...”, ci siamo ritrovate in un mondo in cui non c'era spazio per il nostro lieto fine.

Man mano che ci lasciavamo alle spalle quei “C’era una volta…”, ci siamo ritrovate in un mondo in cui non c’era spazio per il nostro lieto fine.

Cenerentola & Co. non hanno fatto altro che indurci a desiderare di crescere più in fretta possibile per vivere felici e contente con il nostro bel principino; le donne reali, invece, ci hanno spinto a reagire, a non aspettare passivamente che la nostra vita venisse semplicemente stravolta da un belloccio dagli occhi blu.

No, non siamo state sole neanche per un istante. Sto parlando delle mamme, delle nonne, delle bisnonne, delle zie, delle pro zie, delle migliori amiche, delle amiche delle nostre migliori amiche, delle maestre, delle professoresse. Insomma, sto parlando di tutte le donne che hanno determinato la nostra esistenza e che non hanno nulla da invidiare alle famigerate principesse delle fiabe.

Mi sento in dovere di dedicare il mio primo articolo a quattro donne che hanno fatto sì che io potessi diventare quella che sono oggi, la persona di cui vado estremamente fiera. Il merito è anche mio, certo, ma se non fosse stato per loro, probabilmente non avrei avuto la forza di superare molti degli ostacoli che ho incontrato durante il mio percorso.

Le donne sostengono la metà del cielo.

Le donne sostengono la metà del cielo.

Vorrei iniziare parlando della mia bisnonna, Genoveffa, che se n’è andata ormai quasi dieci anni fa. Nonostante fossi ancora una bambina molto piccola, ho un ricordo ben distinto di lei. Era abbastanza avanti con gli anni, ma i suoi occhi esprimevano una vitalità invidiabile, anche per un giovane nel fior fiore dei suoi anni. Aveva un aspetto grazioso e fragile, non muoveva un passo senza reggere con le mani tremanti il suo inseparabile bastone e, allo stesso tempo, sembrava avesse la forza di muovere una montagna. I suoi occhietti vispi si muovevano ora di qua ora di là su un viso incorniciato da capelli grigi sempre raccolti dietro e segnato dalle rughe profonde, nelle quali si nascondeva una saggezza infinita.

Un episodio mi è rimasto particolarmente impresso nella mente e vorrei raccontarvelo in breve. Quel giorno mia madre era andata al lavoro e io ero scesa dalla nonna Genoveffa a pranzo. Lei sapeva che io andavo matta per il suo riso con le patate e quel giorno l’aveva cucinato soltanto per me. Mentre mangiavamo, il sole filtrava attraverso la finestra della cucina e regnava un silenzio assoluto, finché io, bambina di 7 anni, esclamai: “Nonna, si sta in grazia di Dio!” ed entrambe scoppiammo a ridere. Così voglio ricordare mia nonna, con il sorriso tra le labbra e con un’immensa semplicità nel cuore.

L’amore e la saggezza in carne, ossa e cuore (Jean-Paul Malfatti)

L’amore e la saggezza in carne, ossa e cuore (Jean-Paul Malfatti)

Ad una donna in particolare devo, invece, la mia inesauribile curiosità. Sto parlando della mia professoressa di Italiano e Storia del liceo. Mi sono diplomata il mese scorso e ho il presentimento che sarà altamente improbabile incontrare una persona come lei. Forse ad alcuni potrebbe sembrare strano che io abbia voluto parlare in un articolo di una professoressa, ma tra un po’ mi capirete. Mi ha trasmesso l’amore per la cultura, per la conoscenza e, soprattutto, per l’informazione, spronandomi di giorno in giorno a fare sempre di più perché lei credeva in me. Continuamente ci invitava a guardare almeno un telegiornale al giorno e spesso e volentieri portava con sé dei giornali in classe e commentavamo le varie vicende.


Io vorrei fare sempre queste attività perché alla fine è questo che vi rimarrà, non date e fatti imparati a memoria. Quelli scompariranno, la vostra coscienza critica mai.


Spesso durante le sue lezioni divagava e con il pensiero si allontanava sempre di più dalle mere vicende raccontate sugli enormi volumi scolastici. Ed ecco che Hitler e Mussolini incontravano Salvini e Trump e Pascoli con i suoi poemetti stringeva un legame emotivo e commuovente con i migranti, ricordandoci che viaggiatori lo siamo stati tutti. Lei lasciava trasparire tutta la passione per il suo lavoro, o meglio, per la sua missione di preparare noi giovani generazioni al futuro, tutt’altro che roseo. Lei non è stata soltanto la prof. di italiano e storia, è stata una maestra di vita.

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita (Antonio Gramsci)

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita (Antonio Gramsci)

E adesso viene il bello. Trovo abbastanza difficile esprimere a parole quanto questa piccola grande donna sia riuscita completamente a sconvolgermi la vita. Tutti hanno almeno una persona che ci fa stare bene e ci fa sentire a nostro agio, ma non tutti hanno avuto la fortuna di incontrare qualcuno come lei. Ci siamo incontrate cinque anni fa, durante il primo anno delle superiori, e mai avrei immaginato di scoprire tanta ricchezza in un solo essere vivente. Vorrei ringraziare questa donna – ormai – per avermi presa per mano in uno dei momenti più bui della mia adolescenza, in un momento in cui pensavo di non avere nessuno, ma mi sbagliavo. Lei era sempre stata lì, ma io ero troppo presa dalle frivolezze di quest’età per lasciarmi andare completamente con qualcuno. E poi, non so come, è successo. Sono cambiata, ma in meglio.

La sana competizione scolastica che ci ha unite all’inizio è diventata ben presto il pretesto per migliorarci sempre di più, per spingerci oltre i nostri limiti, per diventare inseparabili. Le malelingue e i pettegolezzi non hanno spezzato il nostro legame, anzi, l’hanno rafforzato ancora di più. Nessuno è mai riuscito a capire il nostro rapporto, forse perché nessuno è mai riuscito a instaurare un’affinità mentale così potente con un’altra persona. Ciò non esclude, però, la possibilità di litigare, anzi, i litigi sono all’ordine del giorno – fidatevi –, ma in queste occasioni per niente piacevoli ho capito che in amicizia, in amore o in qualsiasi altro tipo di rapporto il confronto è necessario per vivere in modo pacifico, sia con la persona che ci sta accanto, sia con noi stessi.

Di qualunque cosa le nostre anime siano fatte, la mia e la tua sono fatte della stessa cosa (Emily Brontë)

Di qualunque cosa le nostre anime siano fatte, la mia e la tua sono fatte della stessa cosa (Emily Brontë)

Dulcis in fundo, mia mamma. Cosa posso dire? Non voglio dilungarmi inutilmente perché credo che non ci siano parole adatte per esprimere quanto io sia infinitamente grata a mia mamma – e a mio padre – per tutte le esperienze che mi ha permesso di vivere. Io e mia mamma siamo molto diverse, ma anche simili. Entrambe amiamo leggere, è stata lei che fin da piccola mi ha lasciato girovagare per le bancarelle dei libri e comprarne uno nuovo ogni sera. Da lei ho avuto anche la fortuna di ereditare i capelli ricci, purtroppo non posso dire la stessa cosa per quanto riguarda la mania dell’ordine e del pulito. Ahimè. Nessuna delle due riesce a manifestare in modo aperto le proprie emozioni, rari sono gli abbracci e le dimostrazioni d’affetto, soprattutto da parte mia.

Lei è la donna più forte che io conosca e aspiro a diventare come lei, determinata, risoluta, tenace, ambiziosa. Ha sempre creduto in me, mi ha sempre dato carta bianca, mi ha permesso di fare errori e di rimediare, mi ha offerto la possibilità di scegliere la mia vita e il mio futuro, sempre. Sono cresciuta prendendo le mie decisioni, sulla base delle mie passioni e dei miei desideri. Lei è sempre rimasta in penombra e, nonostante ciò, splende di luce propria.

Mia madre mi ha permesso di fare errori e di rimediare, mi ha offerto la possibilità di scegliere la mia vita e il mio futuro.

Mia madre mi ha permesso di fare errori e di rimediare, mi ha offerto la possibilità di scegliere la mia vita e il mio futuro.

Tutto qui. Niente più “C’era una volta…”, nessun ranocchio si trasformerà in principe, non potremo incolpare nessuna maledizione della nostra pigrizia, nessuna matrigna per le ingiustizie che incontreremo, nessuno cavallo bianco verrà a salvarci dalle fiamme, nessuna torre verrà eretta per proteggerci. Abbiamo le nostre regine, la cui regalità non viene misurata in base al numero dei carati dei diamanti sulla loro corona. Anzi, spesso le regine non indossano alcuna corona, sarebbe soltanto un’aggiunta superflua. La loro ricchezza d’animo è incomparabile. Loro sono sempre state lì, le regine e le principesse della vita reale, e non ci volteranno mai le spalle. Impariamo ad apprezzarle di più perché molto volte dietro una grande donna, c’è una donna altrettanto magnifica. E forse, anche più di una.

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Alessia Baldi

Alessia Baldi

Alessia, 19. Italiana buonista scambiata fin troppe volte per una filippina. Studio Lingue ma spesso e volentieri non riesco a trovare le parole per esprimermi. Leggo, forse troppo, ma nel tempo libero mi ricordo di respirare. Tutto qui. Nient'altro che una serie di sfortunati eventi.

1 comment

  1. Alice 27 agosto, 2018 at 10:00 Rispondi

    Ciao Alessia, sono Alice. Ti scrivo per commentare questa meraviglia di articolo. Dalle tue parole traspare tutta l’ammirazione, l’affetto e la forza delle donne che hai citato. Ognuna di loro ti ha lasciato un dono prezioso, un dono di vita da custodire gelosamente. Ognuna di loro, a modo suo, ha fatto breccia nel tuo cuore e ha contribuito a formarti – nella mente, nel cuore e nell’anima. Hai ragione, le grandi donne non hanno bisogno di una corona di diamanti. Il loro animo è fatto della stessa sostanza. Anche io ho delle donne così nella mia vita, più grandi ma anche più piccole di me (sì perché non c’è limite d’età alla ricchezza di spirito). E queste donne hanno contribuito a crearne un’altra meravigliosa: me stessa. Grazie per ogni parola, per ogni virgola al posto giusto, per aver parlato col cuore e per aver reso giustizia alle tue donne!

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