Perché l’indie ha bisogno di Rex Orange County

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In foto, Alexander O'Connor, in arte Rex Orange County

In foto, Alexander O’Connor, in arte Rex Orange County

Nome enigmatico, baffetto da teenager nel pieno della pubertà, un sorrisino molto impacciato che ricorda vagamente Spongebob e fa venire voglia di abbracciarlo forte: Rex Orange County è la ventata di aria fresca di cui avevi bisogno. Rilassati, metti le cuffiette per sfuggire alla tachipirinacinquecento o amoreecapoeira e goditi questo viaggio in un universo sognante e colorato, ma allo stesso tempo malinconico e toccante.

La definizione di Indie

Alexander O’Connor all’anagrafe, venti anni appena compiuti, è la definizione di Indie (Thegiornalisti, fate spazio); con due album autoprodotti e diversi singoli rilasciati tra YouTube e Spotify, Rex è decisamente una delle proposte più interessanti del panorama musicale inglese. Il suo primo album, Bcos u will never b free, è stato rilasciato nel 2016 in formato digitale, ma è solo dopo il secondo album Apricot Princess (2017) e i singoli Loving is Easy, Best Friend e Sunflower (40, 32 e 29mila ascolti su Spotify) che ha iniziato a cavalcare l’onda del successo, portando la sua musica in giro per l’Europa e gli Stati Uniti (Primavera Sound, Best Kept Secret, Coachella ecc.).

Che un ragazzo così giovane abbia scritto una canzone come Loving Is Easy, che col suo sound retrò e rilassato ci porta indietro di qualche decennio, risulta quasi difficile da credere. Questa canzone ha un’aura dorata di allegra malinconia, un ritmo incalzante che farebbe venir voglia a chiunque di alzarsi dal divano e cominciare a ondeggiare i fianchi battendo le mani a tempo, ma con gli occhi pieni di lacrime e il pensiero che vola verso un amore non corrisposto, o mai arrivato.

Tra i suoi singoli più recenti c’è Sunflower; una canzone esuberante, estiva oserei dire, apparentemente leggera e spensierata, che è in realtà un invito a rialzarsi (letteralmente), a mettere da parte le proprie paure e tenere a bada la mente e tutte le sue negatività (“I don’t wanna feel like I’m not me / And to be honest I don’t even know why / I let myself get down in the first place / Tryna keep my mind at bay / Sunflower still grows at night”).

Il secondo album, ancora più variegato e maturo del primo, descrive con semplicità le gioie e le speranze che porta con sé l’inizio di una relazione, la meraviglia dell’osservare tutto con occhi nuovi e il desiderio sconfinato di amare ed essere amati in cui ogni ventenne (e non solo) potrà rispecchiarsi; ma anche le insicurezze, l’ansia di non essere abbastanza o di perdere qualcuno di importante e la volontà di farsi forza nonostante le difficoltà. I testi sono di una semplicità disarmante, diretti, senza le metafore incomprensibili e i versi senza senso a cui l’indie-pop ci ha abituati: sono uno specchio in cui ognuno di noi si può riconoscere, una sfilata di emozioni sincere, inequivocabili, che tutti abbiamo provato almeno una volta, che ci sembravano incomprensibili e complicate, ma che qui appaiono come la cosa più limpida che ci sia.

Il talento grezzo di un musicista a tutto tondo

Facendo zapping per il suo profilo Spotify si può notare che non c’è un solo pezzo che sia simile a un altro (Cigarettes After Sex, prendete nota!). Ogni canzone è una piacevole sorpresa ricca di personalità e originalità; ci sono ballads pericolose per chi ha la lacrima facile, come il suo personale inno all’amore Happiness, canzoni complesse e sorprendenti come il mini-capolavoro Television/So Far So Good, la leggera e fischiettata Corduroy Girl o il simpatico vaffanculo a una ragazza che gli ha spezzato il cuore che si concretizza in A Song About Being Sad.

Rex Orange County durante una sua esibizione.

Rex Orange County durante una sua esibizione

Con la pubblicazione del suo primo album su SoundCloud, Rex ha attirato l’attenzione del rapper americano Tyler, The Creator, che gli ha chiesto di collaborare al suo album Flower Boy. La collaborazione non è così sorprendente come sembra: Rex Orange County è dinamico, eclettico, fresco, non si identifica con un genere in particolare, ma sguazza tra il soul e l’hip-hop, il jazz e l’R&B. A sedici anni ha frequentato la BRIT School di Londra, celebre per aver ospitato artisti del calibro di Adele e Amy Winehouse, dove è entrato come batterista per poi spostarsi su altri strumenti come la chitarra, il basso, il piano, e ha ovviamente cominciato a scrivere le sue canzoni.

Queste sue doti da polistrumentista rendono i suoi live ancora più interessanti e amati dai fan: Alex passa con disinvoltura da una ballad romantica al piano a un pezzo scatenato sulla chitarra elettrica, ma sempre mantenendo l’aria spaesata di chi su quel palco c’è finito per caso. Ma nelle sue esibizioni non c’è niente di timido: Rex interagisce e coinvolge il pubblico, canta e suona con sicurezza ed è chiaro che il suo posto è proprio lì, sul palcoscenico, tra la folla che balla e canta i suoi testi a squarciagola.

Mentre il mondo si chiede se Alexander cederà o meno alla succosa offerta di qualche casa discografica, noi ci auguriamo che resti così com’è e che continui a essere il ragazzo goffo che sta intrattenendo le folle in giro per il mondo col suo talento grezzo e una chitarra azzurra.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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