The Circle: quale scelta morale faresti?

0
Immagine tratta da The Circle, di Aaron Hann e Mario Miscione

Immagine tratta da The Circle, di Aaron Hann e Mario Miscione

Complice l’afa di agosto che non ne voleva sapere di lasciar respirare l’Italia, un pomeriggio di metà mese mi sono chiusa in casa a sfogliare svogliata il catalogo dei film di Netflix. A un certo punto, il titolo The Circle ha catturato la mia attenzione. Trattasi di un film del 2015 diretto da Aaron Hann e Mario Miscione, la cui trama è molto semplice: un gruppo di sconosciuti si trovano ad affrontare un gioco mortale, con la possibilità di scegliere chi far morire tramite una votazione.

A interessarmi sono le scelte morali che avrebbero compiuto i protagonisti. Come avrebbero agito? Avrebbero cercato di massimizzare il bene per il maggior numero di persone (utilitarismo)? O piuttosto avrebbero agito secondo una legge morale a priori valida sempre e per tutti (imperativo categorico)? Ma soprattutto, cosa ci dice la nostra morale? O per meglio dire, noi come agiremo se ci trovassimo nella stessa situazione?

The Circle: come funziona la moralità?

Già all’inizio del film lo spettatore viene indotto allo schieramento. Senza svelare troppo la trama, i concorrenti del gioco mortale decidono che i primi a essere eliminati saranno le persone anziane. Ma cosa si intende, realmente, per vecchi? Quando lo si diventa? Quando si hanno i primi dolori o i capelli bianchi? L’età di sicuro non rappresenta un metro di giudizio adeguato: a 40 anni si può essere vecchi? A 50? O forse a 63? Qualcuno potrebbe argomentare che le vite di ognuno di noi non hanno lo stesso valore e che una persona arrivata alla soglia di una determinata età – da definire in qualche modo – sia sacrificabile a favore di un ragazzo appena diplomato.

Se da un lato l’aspettativa di vita di un bambino è ovviamente più lunga rispetto a quella di un anziano, d’altra parte in questa riflessione gioca un ruolo molto importante anche la cultura. Se nella nostra società le persone con un’età importante possono essere considerate un peso – perché non versano più contributi allo Stato, perché hanno bisogno di maggiori attenzioni o cure o per qualsiasi altro motivo – esistono invece anche società dove gli anziani sono una risorsa, depositari delle esperienze e delle conoscenze.

I protagonisti hanno pochi minuti per decidere: si può essere d’accordo o meno con la loro scelta. Ma gli interrogativi che il film porta alla luce sono molteplici: le vite di ognuno di noi hanno lo stesso valore? Esiste una logica sulla base del quale compiere questa scelta?

Mi rendo conto che sono domande di cui non conosco la risposta e che lo scenario rappresentato nel film sia, per nostra fortuna, irreale (a meno che qualche scienziato pazzo o alieno non ci usi per i loro esperimenti). Ma se volete avere un’idea di quali scelte avreste compiuto, di come funziona la vostra moralità, allora la visione del film è molto consigliata.

About author

Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

No comments

Potrebbero interessarti

In foto, Davide Montanari, del progetto cantautorale Radio Fuori Luogo

Radio Fuori Luogo, un monito di speranza

[caption id="attachment_12327" align="alignnone" width="1350"]In foto, Davide Montanari, del progetto cantautorale Radio...            </div>
        </article>
        
        </div>
    
</div><!-- .recommend-box -->        		            <script>
                ytframe_ID = [];
            </script>
            
            <div class=

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi