Un affare di famiglia: cos'è veramente un legame?

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Dettaglio della locandina del film Un affare di famiglia, di Hirokazu Kore'eda

Dettaglio della locandina del film Un affare di famiglia, di Hirokazu Kore’eda

Hirokazu Kore’eda ritorna sulla scena analizzando uno dei temi più difficili della contemporaneità: il concetto di famiglia. È solo il legame di sangue che rende reale una famiglia? E, più profondamente, cos’è un legame?

Il regista ci presenta una famiglia di necessità: Hatsue, la “nonna”-matrona, Osamu e Nobuyo, una coppia sterile che si ritrova con due figli acquisiti di nome Shota e Yuri, e Aki, una giovane ragazza. Yuri, la bambina più piccola, viene trovata da Osamu mentre stava morendo di freddo nel balcone della sua casa. La nuova famiglia si prende cura di lei finché, un giorno, appare al telegiornale la notizia della scomparsa della bambiana e, per la prima volta, ci si interroga sulla giustizia del salvataggio (o rapimento?) della bambina.

Kore’eda fa ruotare il suo film sul labile confine fra i concetti di morale e giustizia, che viene sempre di più ad affievolirsi. Osamu, il padre, insegna infatti ai figli a rubare per sopravvivere; per loro è un gioco, si scambiano segni, linguaggi in codice, sorridono, diventano una sorta di “clan”. E allora anche lo spettatore è disorientato; rubare è sicuramente un atto da condannare, ma rubare per la sopravvivenza è davvero sbagliato? Il regista non patteggia per nessuno, espone una realtà e lascia allo spettatore le proprie domande, ma soprattutto la difficoltà di trovare le risposte.

Lily Franky, Miyu Sasaki e Sakura Andō sul set del film Un affare di famiglia, di Hirokazu Kore'eda

Lily Franky, Miyu Sasaki e Sakura Andō sul set del film Un affare di famiglia, di Hirokazu Kore’eda

Tutto viene “risolto”, o comunque viene chiuso, con l’intervento del Potere: le istituzioni, con la loro leva morale e giuridica, s’impongono nella vita dei personaggi. Ma la legge fino a quanto può conoscere il personale, il singolo, la vita degli altri? La giustizia può essere un concetto universale, applicato a chiunque? Hirokazu Kore’eda continua a non dare risposte e a martellare di domande lo spettatore che, catturato e travolto, non sa bene cosa rispondere.

Il film si è aggiudicato la Palma d’Oro al Festival di Cannes ed è uscito nelle sale italiane il 13 settembre.

 

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Alice Sagrati

Alice Sagrati

Carbonara, Peroni e libri pesantissimi. Ho un brutto rapporto con lo scorrere del tempo e con le persone autoritarie. Non conosco quasi niente, sogno quasi tutto. 20 anni, studentessa di Storia Dell’Arte.

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