A Star is Born. Quando è la musica a parlare

0
In foto, Bradley Cooper e Lady Gaga in una scena di A Star is Born

In foto, Bradley Cooper e Lady Gaga in una scena di A Star is Born

A Star is Born. Quando hai sul grande schermo gli occhi di Bradley Cooper e la voce di Lady Gaga, diventa difficile non innamorarsi e credimi: “Ti devi solo fidare di me. Non devi fare altro”.

La pellicola è il nuovo remake del film È nata una stella, originale del ’37, diretto all’epoca da William A. Wellman. Certamente una scommessa rischiosa per i due beniamini di Hollywood, che si ritrovano a (ri)vestire i panni che furono di Judy Garland e Fredric March, Barbra Streisand e Kris Kristofferson.

Per quanto riguarda la trama, nulla di nuovo: Jackson Maine è una rock star che si esibisce ovunque davanti a grandi folle di fan urlanti, ma che dietro le quinte resta solo, disperato e in balia di alcol e droga. In un locale di drag queen scopre per caso, così come avvengono le cose migliori, il talento della giovane sconosciuta Ally, cameriera di giorno e cantante di notte, se ne innamora e la trasforma in puro successo. Un sogno che diventa realtà, infatti è tutto troppo bello.

Ora è lei la stella che brilla di luce propria e, inevitabilmente, a oscurarsi è il loro rapporto di coppia, sempre più conflittuale, distaccato e competitivo. Un’amara verità hollywoodiana.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, scaldando già poltrone e cuori. La vita non è un romanzo, ma a volte ci sembra un film e questo accade quando vediamo la cruda sincerità tra le righe di un copione. A far da sfondo alla love story, troviamo la lotta estetica contro il mercato musicale, perché il talento basta per essere bravi, ma se vuoi vendere devi essere bell*. Per tutto il film traspare la ricerca di purezza, canzoni vere, emozioni vere, le cui frequenze siano le stesse dell’animo umano, un solo ritmo che unisca torace e grancassa.

Sicuramente la colonna portante è quella sonora. Bastano i primi 10 minuti del film, nessuna Poker Face per Lady Gaga. In questa versione acqua e sapone (che non dispiace affatto!) mi sento più di chiamarla Germanotta. Sicuramente ci ha stupiti tutti con una bella interpretazione, ma a chi la considera una stella nascente, giusto per restare in tema, vorrei ricordare che sono ben dieci anni che vive sopra un palcoscenico. Credo si sia ben abituata agli occhi del mondo puntati addosso, chiacchere più o meno amichevoli con fan e critici. Dall’Olimpo delle celebrità sa il fatto suo.

La regia di Cooper è un disegno a matita senza sbaffi, limpido e chiaro. Non si è di certo fatto rubare tutta la scena, ma ha saputo gestire alla grande i talenti della sua co-protagonista.

È vero che tutti hanno un talento, questo film ha anche qualcosa da dire perché a parlare è la musica.

Però niente spoiler.

About author

Giulia Tognetti

Giulia Tognetti

Ciao! Mi chiamo Giulia, ho 21 anni ed è un piacere conoscerti. Mi piace scrivere, leggere, suonare, fare foto. Amo la poesia ed il caffè.

No comments

Potrebbero interessarti

In foto, gli Stag

Stag: «La strada che porta alle meraviglie»

[caption id="attachment_9509" align="aligncenter" width="1150"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi