CARDO, una nuova avventura vista mare

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In foto, il cantautore CARDO.

In foto, il cantautore Mirko Di Fonso in arte CARDO

La musica è lo strumento espressivo più potente che esista, ne sono convinta: ci sono le note, le parole, ma più di tutto c’è l’immaginazione. La potenza evocativa di una canzone rende l’ascolto una vera e propria esperienza, unica per ognuno di noi; per ogni canzone ci sono mille universi paralleli, mille storie che riaffiorano e riprendono forma, legate ai nostri ricordi. Proprio nella dimensione del ricordo si inserisce la musica delicata e suggestiva di CARDO, all’anagrafe Mirko Di Fonso, ex frontman dei Botanici e figlio degli anni ’90 – la cui eco si percepisce forte nel testo del suo singolo d’esordio Portami al mare.

Il singolo, uscito il 31 agosto, è una ballata delicata in cui si avvertono forti tutte le passioni che influenzano CARDO e la sua musica. Un viaggio in Scozia è stato la chiave di volta che ha sancito il passaggio all’avventura da solista, dopo il trascorso con la rock band.

Mirko ingloba CARDO, CARDO diventa Mirko? Non sapevo bene quale fosse la risposta, quindi ho deciso di chiederlo direttamente a lui attraverso chiacchierata in cui mi ha rivelato anche molto altro di sé.

Ti ho conosciuto come Mirko. Quanto di Mirko hai lasciato che entrasse in CARDO?

Ho iniziato a scrivere le mie canzoni durante un viaggio in Scozia, un anno fa, avvicinandomi a una scrittura più cantautorale: CARDO nasce così. È anche per questo motivo che ho scelto il nome, collegandolo a uno dei principali simboli della Scozia: credo che sia stato CARDO a entrare in me, ormai siamo la stessa persona.

In Scozia hai dato voce e forma a CARDO. Quanto pensi sia importante un luogo per una canzone.

Molto. Tutti i nostri ricordi sono legati a dei luoghi. Dato che parlo di cose vissute in prima persona, i luoghi assumono un’importanza particolare, in quanto permettono alla canzone di stare in un qualcosa, di essere collocata in uno spazio. Anche se i luoghi non sempre sono contenuti in una canzone, ogni immagine – se realmente vissuta –è riconducibile a un luogo ben preciso per chi scrive la canzone, ma anche per chi poi l’ascolterà in base alle proprie esperienze; mi piace l’idea che l’ascoltatore collochi poi quelle immagini nei suoi luoghi.

Portami al mare è il tuo singolo d’esordio, uscito il 31 agosto. Ho subito pensato a Brunori e a Guardia ’82: il tuo 31 d’agosto è una nascita o una rinascita?

Mi fa molto piacere che abbia pensato a Guardia ’82, perché considero Brunori un maestro. Per me il 31 agosto è una rinascita artistica. Venivo da un altro progetto ed ero il cantante di una band rock; il 31 agosto sono rinato come cantautore. Certo bisogna essere bravi a rinascere sempre meglio, altrimenti qualcosa non funziona.


Portami al mare è una richiesta di evasione, una delle richieste più belle che una persona possa fare a un’altra, non solo fisicamente ma anche in senso figurato.


“Se chiudi gli occhi, ci puoi cadere”, canti nel tuo primo singolo: c’è una persona nella tua vita che ti ha fatto provare la stessa sensazione?

Sì, è appunto come cadere nel mare.

Portami al mare è una richiesta di evasione, un modo delicato e poetico per chiedere un po’ di libertà dalla quotidianità che a volte può opprimere e non lasciare spazio. Tu saresti disposto a portare te stesso al mare?

Sì. Portami al mare è una richiesta di evasione, una delle richieste più belle che una persona possa fare a un’altra, non solo fisicamente ma anche in senso figurato. Sono disposto a portarmi al mare e lo faccio spesso, mi concedo spesso evasioni di questo tipo, sia da solo che in compagnia.

In foto, il cantautore CARDO

In foto, il cantautore CARDO

Di cosa non parleresti mai nei testi delle tue canzoni?

Forse di politica, almeno non direttamente: per quanto abbia un mio pensiero e una mia coscienza politica e per quanto qualsiasi arte sia in grado di schierarsi, credo che si possa fare lo stesso anche senza parlarne direttamente,  quindi toccando alcune tematiche in maniera trasversale.

Lasciami un’immagine che vorresti venisse subito in mente a chi pensa a CARDO.

Le serie TV, quelle vecchie degli anni ’90. Quelle atmosfere, quella musica.

About author

Virginia Ciambriello

Virginia Ciambriello

Malinconica seriale, non ho da offrire nulla eccetto la mia confusione - come disse Kerouac. Amo tutto ciò che è arte e ho due ossessioni: il pistacchio e i tramonti. Sono romantica fino all'osso e siccome non riesco a dirlo, lo scrivo.

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