Diari aperti: il nuovo (e più intimo) album di Elisa

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Elisa nella foto che fa da copertina al suo nuovo album, Diari aperti

Elisa nella foto che fa da copertina al suo nuovo album, Diari aperti

Elisa canta “Ho scritto su un quaderno ‘Io farò sognare il mondo con la musica’” in Qualcosa che non c’è, canzone della compilation Caterpillar (2007). I pensieri scritti su diari sono sempre stati elemento determinante nella musica della cantautrice, fino a dedicargli un intero album: Diari aperti.

Diari aperti è l’album del bilancio

Festeggiati quarant’anni, venti dei quali dedicati a una carriera musicale strepitosa, Elisa sente la necessità di una riflessione. La cantautrice si guarda indietro e contempla il suo passato con un sorriso consapevole. I quattro concerti celebrativi all’Arena di Verona sono il punto di svolta di questo progetto, cui spina dorsale è costituita dai brani Quelli che restano, primo singolo in duetto con Francesco De Gregori, Promettimi e Anche fragile.

Elisa vuole un disco sincero e onesto e ci tiene subito a precisare la scelta del titolo: non apre letteralmente al pubblico i suoi diari, si lascia ispirare dal concetto. La volontà è quella di approcciarsi al testo come davanti alla pagina di un diario. Sono le parole e le emozioni che queste vogliono evocare a definire il centro dell’album. Elisa spiega la necessità di immaginare un solo interlocutore, proiettare l’intero lavoro in un’ottica intima. Lo scopo è raccontarsi nel modo più onesto possibile. Elisa vuole essere onesta con se stessa in questo disco. E quindi onesta con chi ascolta.

Diari aperti è un album diverso, con testi diversi rispetto tutto ciò cui Elisa ci ha abituati. Non c’è l’anima rock degli inizi e non c’è la sperimentazione degli ultimi lavori. Non c’è l’inglese, scelta consapevole e dolorosa secondo la stessa cantautrice. Non ci sono le metafore importanti e i concetti suggestivi che hanno sempre caratterizzato i suoi testi. Non ci suoni decisi e contemporanei, la cui assenza è un punto debole per l’intero disco. La suggestione e l’emozione vogliono essere scatenate dalla sincerità dei testi e l’onestà delle scelte musicali. Elisa vuole richiamare momenti precisi, evocare le sensazioni di immagini definite.

Diari aperti è un racconto personale e introspettivo, intimo e onesto. Proprio come permette di fare un diario.

Ma la sincerità talvolta non è sufficiente

In foto, Elisa Toffoli, autrice dell'album Diari aperti

In foto, Elisa Toffoli, autrice dell’album Diari aperti

In Diari aperti si percepisce chiaramente il timore di tale intimità.

Spiazzante l’onestà con cui Elisa canta “Non si dice mai, ma voglio impegnarmi / Salvare un pezzo di cuore” in Anche fragile e la voce a tratti spezzata in L’amore per te. Promettimi è dedicata al figlio, canzone tanto intensa da divenire colonna sonora per il progetto #finoallultimobambino, con cui che Save The Children annuncia Elisa come nuova Ambasciatrice.

Vivere tutte le vite e Come fosse adesso sono brani consapevoli, quasi fossero le ultime pagine scritte dopo un’attenta riflessione, ma non lasciano molto altro. Quelli che restano è una poesia resa tale grazie al duetto con De Gregori. Ma non sono tutti brani perfettamente riusciti. Qualcuno quasi delude, qualcun altro non lascia il desiderio di un ulteriore ascolto.

Testi di spessore importante, ma poco orecchiabili – requisito indispensabile nel panorama musicale odierno. Alcune canzoni, invece, riescono a rimanere impresse e suscitare grande emozione.

Importante menzionare Dario Faini e Calcutta fra le firme di Se piovesse iltuo nome, Davide Petrella come autore e coautore, Federica Abbate contribuisce al pezzo L’estate è già qui. Penne che manifestano la volontà di arrivare a pubblico soprattutto attraverso i testi. La produzione è di Elisa, Andrea Rigonat e Taketo Gohara. L’album esce sotto l’etichetta Island di Universal, dopo l’addio di Elisa a Sugar Music dello scorso anno.

Elisa non delude, ma non convince del tutto

In foto, Elisa Toffoli, autrice dell'album Diari aperti

In foto, Elisa Toffoli, autrice dell’album Diari aperti

Diari aperti è una sorta di autobiografia, un dialogo intimo e intimistico che Elisa fa con se stessa. È un “tentativo di allontanarsi dalla contemporaneità e dalle sovrastrutture del nostro quotidiano”, parole della cantautrice, ma non perdendo mai di vista la realtà.

Intimità, onesta e sincerità sono le parole più spesso utilizzate in questo articolo perché sono le emozioni più chiaramente percepite all’ascolto dei pezzi. E perché non ci sono molti altri sinonimi appropriati. Qualche volta il risultato è positivo e la scelta vincente, altre volte è poco significativo e insoddisfacente.

Probabilmente solo il tempo e diversi ascolti, oltre che i risultati di vendita e classifica, potranno dire effettivamente quanto Elisa sia riuscita a emozionare con questo suo ultimo lavoro. Le intenzioni e le motivazioni sono chiare, ma la sentenza spetta sempre ai fan e alle radio – seppur talvolta poco meritocratici.

Nel frattempo la prossima primavera Elisa porterà Diari aperti in tour. Un tour nei teatri. Dopo le esperienze suggestive delle serate all’Arena di Verona e la spettacolarità della potenza voluta durante On Tour del 2016, Elisa cerca consapevolmente un ambiente più intimo. Il teatro permette di esibirsi in una dimensione semplice, senza particolari trucchi, per potersi concentrare sul desiderio di suonare e cantare insieme al suo pubblico. Sicuramente una scelta coerente rispetto il lavoro fatto su Diari aperti.

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Francesca Vuono

Francesca Vuono

Secondo una stima ottimistica ha già sprecato un terzo della sua vita tentando di comprendere polemiche inutili e cercando un senso all'algoritmo di Instagram. Non ha gli occhi azzurri e la disco non le va, le piace ascoltare e comunque parla sempre troppo. Sua madre le ha detto che non può peggiorare e lei ha accettato la sfida. Nella disperata ricerca di se stessa e qualcosa in cui eccellere (o quantomeno non fare troppo schifo) tenta di imparare più possibile e non sbagliare direzione in metropolitana.

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